Libia: Francia e Italia contro Egitto, USA e Russia

Alessandro Lattanzio

L’8 aprile, il LNA liberava camp Yarmuq ed entrava nei quartieri Qalyat e Tajura, e ad est entrava nel Wadi al-Rabi raggiungendo l’autostrada Tripoli-Misurata presso il sobborgo di Qarabuli. Il vicecapo del Consiglio presidenziale del GNA, Ali al-Qatrani si dimetteva esprimendo sostegno all’Esercito nazionale libico (LNA). 2 caccia MiG-21 del LNA lanciavano attacchi coi razzi sulla pista della base aerea di Mitiqa, danneggiando un elicottero da trasporto militare CH-47 Chinook del GNA.
Il 9 aprile, un velivolo dll’US Special Operation Command, il DASH-8 Q200 RO-6A N8200R si avvicinava alla Libia dalla Baia di Suda. Il GNA rioccupava camp Yarmuq e Salahudin dopo il ritiro del LNA, mentre questi avanzava su Qalat e Ayn Zara, dopo la presa della prigione di Ruaymi. L’Esercito Nazionale Libico (LNA) isolava completamente Sirte, mentre le truppe del Governo di unità nazionale (GNA), cercavano di respingere il LNA a sudovest di Tripoli, tentando di avanzare lungo la strada Tripoli-Jafra, ma venivano a loro volta respinte. Inoltre, tentavano di attaccare Qasr bin Qashir, ma avanzavano di pochi metri nella periferia.Il 10 aprile, l’Aeronautica del LNA abbatteva un aereo d’attacco L-39 del GNA, decollato dalla base aerea di Misurata, città dove è presente il contingente militare e d’intelligence italiano in Libia. Il LNA prendeva il controllo della Base della 4.ta Brigata di Ayn Zarah, Tripoli. Le unità del LNA riprendevano l’aeroporto internazionale e avanzavano su al-Zahra, ad ovest dell’aeroporto internazionale, eliminando le unità del GNA per riprendere il controllo del nodo stradale e del ponte di Zahra e di camp Yarmuq.
L’11 aprile, Qalifa Haftar visitava Mosca per consultazioni col Ministero della Difesa della Russia. Il Muftì della Fratellanza musulmana della Libia Sadiq al-Qaryani, dalla Turchia faceva appello ai mujahidin in Turchia di tornare in Libia per partecipare alla guerra contro Haftar. Ufficiali e soldati del battaglione da ricognizione di Tripoli annunciavano supporto alle operazioni del LNA su Tripoli. Il procuratore militare emetteva mandati di cattura per Saraj, Mitiq, Suahli, Qaryani, Juayili, Badi, Manqush, Barqathi, Ganunu ed altri. Dopo aver ripreso il ponte di Zahra, il LNA rientrava a Suani, riportando la prima linea alla situazione del 5 aprile, mentre le truppe continuano ad avanzare sull’aeroporto internazionale e camp Yarmuq.
Il 12 aprile, dopo aver liberato camp Yarmuq, il LNA liberava il centro di Qalat. Un aereo-spia statunitense, matricola KA350, sorvolava Tripoli. Un altro velivolo-spia statunitense, un Beech B350 (N389DD), operava su Tripoli. Inoltre, un aereo executive Cessna 560XL Citation XLS volava da Tripoli per Istanbul.

Il 14 aprile, aerei decollati da Misurata bombardavano un’azienda presso Qasr bin Qashir, a Tripoli, uccidendo quattro civili sudanesi. Il Presidente egiziano Abdalfatah al-Sisi incontrava Qalifa Haftar a Cairo.
Il 15 aprile, 24 militari e diplomatici francesi provenienti dalla Libia su auto speciali, venivano respinti dalla polizia tunisina al valico di frontiera di Ras Jadir, per aver rifiutato di consegnare le loro armi. I militari della delegazione erano della Task Force della gendarmeria nazionale francese (GIGN), un’unità di forze speciali che aveva accompagnato il personale dell’ambasciata francese via da Tripoli.
Il 16 aprile, il consiglio della tribù Baraqatha annunciava il sostegno all’Esercito Nazionale Libico. Aerei del GNA bombardavano Hun, nel distretto di Jufra.
Il 18 aprile, Fayaz al-Saraj ordinava l’attacco alla base aerea di Tamanhint, ma la forza di protezione della base aerea respingeva l’attacco, subendo 4 caduti. Il comandante del distretto militare di Sabha, Generale Mabruq Muhamad al-Qazui, dichiarava “Le nostre forze inseguono un gruppo che ha attaccato l’aeroporto di Tamanhint, dopo che diversi aggressori venivano uccisi e feriti; i resti della forza d’opposizione ciadiana erano coloro penetrati nel nostro territorio ed avevano attaccato”. Erano tali forze a venire presentate come miliziani dello Stato islamico. Allo stesso tempo, una dichiarazione di Fayaz Saraj affermava che tali aggressori operavano nel quadro della campagna militare del GNA “Rabbia del Vulcano”. La Francia intanto riaffermava il sostegno al governo di unità nazionale (GNA) dopo l’annuncio di Tripoli della sospensione della cooperazione sulla sicurezza con Parigi. “La Francia sostiene il legittimo governo del primo ministro Fayaz al-Saraj e la mediazione delle Nazioni Unite per una soluzione politica in Libia. Le dichiarazioni di sostegno e copertura diplomatica ad Haftar sono completamente infondate”, dichiarava il Ministero degli Esteri francese. Il governo di Saraj si riteneva isolato per una decisione regionale e globale di supportare il LNA, soprattutto dopo la telefonata del presidente statunitense Donald Trump a Qalifa Haftar, avvenuta il 15 aprile, dopo 10 giorni dal lancio dell’operazione su Tripoli, e immediatamente dopo la visita di Haftar in Russia e l’incontro con al-Sisi in Egitto. Ciò perché, secondo Wolfram Lacher, esperto dell’Istituto tedesco per gli affari internazionali e di sicurezza, le milizie di Tripoli dominano il governo di Saraj e si erano infiltrate nelle istituzioni allo scopo di saccheggiare le risorse dello Stato, descrivendole come “reti criminali a cavallo tra economia, politica e amministrazione”. In tali reti sono comprese la Special Deterrent Force guidata dal capo salafita Abdarauf Qara, che controlla gli ingressi di Tripoli e Mitiqa, l’unico aeroporto funzionante della capitale; la Brigata Nuasi, guidata dal salafita Mustafa Qadur, che controlla la base navale che ospita il governo di Saraj; la brigata dei rivoluzionari di Tripoli guidata da Haytham al-Tajuri, che era un autista di autobus prima del 2011, ma che ora gira su SUV Mercedes indossando abiti di Versace e Dolce&Gabbana. Le sue forze controllano gran parte di Tripoli. Secondo un rapporto dell’ONU nel 2016, al-Tajuri e sodali minacciarono i dipendenti della Banca Centrale estorcendo 20 milioni di dollari, e nel 2017 rapirono un ex-primo ministro. Le milizie di Misurata e Zuiya hanno il supporto militare degli Stati Uniti, e Zuiya dispone della Brigata dei martiri della vittoria, una potente milizia che aderiva all’alleanza di Saraj. Il capo di tale brigata è Mahmud Qashlaf, sanzionato dell’ONU perché gestirebbe una grande rete del traffico di migranti e di contrabbando. Aderenti all’alleanza di Saraj sono anche i Fratelli musulmani, che sequestrarono Tripoli nel 2014 dopo che i rivali vinsero le elezioni parlamentari. Il Parlamento perciò si trasferì a Tobruq alleandosi con Haftar. La milizia Alba della Libia, braccio armato dei Fratelli musulmani in Libia, è sostenuta da Turchia e Qatar, ed è guidata da Salah Badi, anch’egli sotto sanzioni ONU e USA per aver attaccato ripetutamente le altre milizie del governo di Saraj, ma oggi si è schierato col GNA e contro il LNA di Tobruq-Bengasi.Il 19 aprile, il LNA avanzava verso al-Saydiyah.

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