Il sistema di difesa della Crimea

Valentin Vasilescu, Reseau International 19 aprile 2019

A causa del terreno montagnoso lungo la giunzione peninsulare coll’Ucraina per una distanza di 90 km, la Crimea è molto difficile da conquistare. Durante la seconda guerra mondiale, Germania e Romania dovettero usare 195000 soldati per attaccare la Crimea. Oggi, la Crimea è ancora meglio difesa dalla Russia. Solo l’ingenuo può pensare che la NATO rischierebbe di perdere oltre 70000 truppe per conquistare la Crimea e poi darla in Ucraina. La difesa territoriale della Crimea è fornita dal 22° Corpo d’Armata con una forza di 32000 soldati. Se necessario, 49.ma e 58.ma Armata dell’Esercito russo nel Caucaso interverrebbero in sostegno. Questo supporto è fornito da 5 brigate di fanteria navale, aeroportate e speciali supportate da diversi reggimenti di artiglieria. Il loro ruolo è respingere il nemico proveniente dall’Ucraina, e di rigettare di nuovo in mare chi sbarcasse sulle coste della Crimea. Sono equipaggiati coi corazzati T-72B3, BMP-2, BTR-82A, 2S19 Msta, lanciarazzi Tornado-G e Grad, sistemi missilistici anticarro Khrizantema, Kornet-D e Konkurs-M. Il ponte sullo stretto di Kerch è difeso da due battaglioni di fanteria marina indipendenti, un battaglione della guardia di frontiera, un reggimento di artiglieria e una divisione di missili antimissili S-300VM.
I bersagli militari e civili della Crimea sono protetti da subunità da guerra elettronica. Allo stesso tempo, ci sono sistemi elettronici in Crimea che rilevano le coordinate della posizione di fuoco del nemico e lo neutralizzano con precisione in qualsiasi condizione atmosferica, giorno e notte. Alcune di queste stazioni sono a terra (R-381T2, R-934UM, R-330Zh, Borisoglebsk 2, PSNR-8 KREDO-M1, Murmansk-BN/Palantin, RB-341V Leer-3) ma si collegano a velivoli senza pilota Orlan-10 od elicotteri e Mi-8. I sistemi di combattimento elettronici funzionano anche sui sistemi AWACS, do ricerca aerea, rilevamento e guida degli aerei da attacco e dei missili da crociera. Il 22.mo Corpo comprende anche una brigata e un reggimento missilistico costiero equipaggiato con sistemi Bastion-P e Bal. La batteria Bastion-P utilizza missili antinave P-800 Oniks con gittata da 300-600 km e una velocità di Mach 2,5. La batteria Bal utilizza missili antinave Kh-35U con gittata di 120-230 km. Entrambi i missili possono affondare navi nemiche dal dislocamento di 5000 tonnellate.
La 4.ta Armata della difesa aerea de aerea supporta il 22.mo Corpo d’Armata e dispiega in Crimea un reggimento con 5 batterie di S-400 e 2 reggimenti missilistici Pantisir e Buk-3. L’aviazione in Crimea è composta da 120 aerei; i caccia polivalenti Su-27SM e Su-30, bombardieri Su-24, elicotteri Ka-52, Mi-35, Mi-8AMTsh, ecc.
La Flotta del Mar Nero russa collabora col 22.mo Corpo per respingere il nemico dai confini della Crimea. Per questo dispone del cacciatorpediniere Smetlivij, armato di missili antinave Kh-35, delle fregate antisom Ladnyj e Pitlivij, equipaggiate col sistema missilistico Metel, 6 sottomarini Varshavjanka (Proekt-636.3), armati di missili antinave Kalibr e Oniks. Le navi più moderne sono le 3 fregate della classe Admiral Grigorovich dotate di lanciatori verticali universali per missili Kalibr, Oniks e Tzirkon. Altre 3 nuove corvette Bujan-M (Proekt-21631) e Karakurt sono dotate di lanciatori verticali universali dotati degli stessi missili.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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