Mentre l’Ucraina sprofonda, gli USA usano i fascisti

Nick Rehwaldt, Mint Press 17 aprile 2019

Sono spesso i fascisti che salgono alla ribalta negli Stati falliti. Possono capitalizzare sull’anarchia promettendo di ristabilire l’ordine. L’Ucraina è certamente matura per tali promesse e certamente ha una forte presenza di destra.
Human Rights Watch (HRW) ha recentemente rilasciato una schiacciante relazione sulle atrocità commesse dalle forze di sicurezza ucraine, intitolata “Ucraina: Eventi del 2018″. Negli ultimi cinque anni, l’Ucraina orientale è stata gettata in una sanguinosa guerra civile dopo che gli Stati Uniti appoggiavano il golpe neonazista soprannominato EuroMaidan per rovesciare il governo democraticamente eletto dell’Ucraina, alleato della Russia. Nell’ovest del Paese e nella capitale Kiev si desideravano legami più forti coll’Europa, nell’est etnicamente russo si desiderano legami con la Russia. Ciò provocò un sanguinoso conflitto mentre le truppe ucraine avanzarono verso est combattendo contro le milizie locali sostenute dal governo russo. Mentre i gruppi filo-russi erano implicati anche nel rapporto dell’HRW sull’Ucraina, la maggior parte delle atrocità furono commesse dall’esercito e governo ucraini, armati e sostenuti dagli Stati Uniti. Nel rapporto, HRW documenta come l’Ucraina si sia allontanata dai valori democratici e abbia adottato politiche fasciste contro i più vulnerabili nel Paese: “Il governo ucraino ha compiuto ulteriori passi per limitare la libertà di espressione e associazione. La violenza dei gruppi radicali che promuovono l’odio mettono a rischio minoranze etniche, lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), attivisti e giornalisti”. Tra i crimini dell’attuale governo ucraino appoggiato dall’occidente c’è la detenzione arbitraria ed indefinita, completa di tutta la crudeltà che prospera nella foschia belluina. Soprattutto in una guerra in cui le regole d’ingaggio sono state rigettate. Secondo HRW: “Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) ha continuato a negare la detenzione segreta e prolungata di 18 civili nella sua struttura di detenzione segreta di Kharkov, dal 2014 al 2016. Tutti e 18 sono stati liberati ufficiosamente alla fine del 2016 e la loro detenzione non è mai stata riconosciuta”.

Il manuale del governo repressivo
L’Ucraina segue il manuale dei governi repressivi estinti ed esistenti. Mentre la libertà di stampa è sotto controllo negli Stati Uniti, in occidente e nel mondo, l’Ucraina non fa eccezione. Il rapporto mostra che la censura è il pane dell’informazione post-EuroMaidan dell’Ucraina: “Il governo ucraino continua a limitare la libertà di espressione, di informazione e dei media, cercando di giustificarsi citando la necessità di contrastare l’aggressione militare della Russia nell’Ucraina orientale e la propaganda anti-Ucraina”. Secondo l’Istituto per le informazioni di massa, un cane da guardia della libertà dei media, dall’ottobre 2018 201 violazioni della libertà di stampa hanno avuto luogo in 23 regioni, che andavano da minacce e intimidazioni a limitare l’accesso alle informazioni da parte dei giornalisti”. Il governo ucraino ha cercato di reprimere qualsiasi dissenso della stampa filo-russa. Questo è cruciale, poiché la ragione per cui c’è ancora una sanguinosa guerra civile è che così tanti nell’Est del Paese sono etnicamente russi e parlano russo: “A maggio, l’SBU deportava due giornalisti del principale canale televisivo russo Canale 1, sostenendo di aver pianificato di diffondere disinformazione sull’Ucraina. Sempre a maggio, l’editore ucraino della RIA Novosti in Ucraina, Kirill Vyshinskij, veniva arrestato con accuse di tradimento per presunta partecipazione a “campagne di propaganda” per legittimare le azioni della Russia in Crimea. I servizi di sicurezza fecero irruzione nell’ufficio del media a Kiev”. Le atrocità avvengono dentro e fuori dal campo di battaglia, poiché l’Ucraina è un paradiso dei gruppi di odio. Questo è ciò che accadendo fuori dal campo di battaglia: “Membri di gruppi che sostengono odio e discriminazione effettuavano almeno due dozzine di attacchi violenti, minacce o intimidazione contro rom, lLGBT e attivisti per i diritti in diverse città ucraine. Nella maggior parte dei casi, la polizia non rispose od investigò”. In Ucraina, l’omosessualità non è generalmente accettata. Spesso le vittime più vulnerabili non ricevono protezione dalla polizia. Questo non è univoco in Ucraina, ma il neo-nazismo in Ucraina è molto più presente che in altri Paesi europei. Come HRW trovava: “A marzo, gruppi di odio attaccavano eventi per promuovere i diritti delle donne a Kiev, Lvov e Uzhgorod. A Kiev, aggredivano fisicamente i partecipanti mentre la polizia guardava. A giugno, membri di un gruppo di estrema destra attaccavano un insediamento rom a Lvov, uccidendo un uomo e ferendone gravemente molti altri”. La polizia non svolge il proprio lavoro nei densi centri urbani. L’affiliazione politica della polizia è sconosciuta, ma è possibile che i gruppi neonazisti siano così potenti che la polizia non ha il coraggio di aiutare donne e minoranze. In un altro pogrom dettagliato da HRW: “Ad aprile, i membri di un gruppo radicale di Kiev, autorizzati dal comune locale a svolgere pattugliamenti, attaccavano un insediamento rom, bruciando le tende e inseguendo donne e bambini lanciando pietre e spray al peperoncino. Furono avviate due indagini, ma al momento, non hanno portato ad alcuna azione giudiziaria”. Ogni volta che si verifica un’aggressione non ci sono azioni penali, questo è spesso percepito come supporto tacito, specialmente quando viene ripetuto frequentemente divenendo la norma: “A maggio, gruppi di odio interruppe un festival sull’uguaglianza a Chernovtsi, mentre la polizia locale non protesse i partecipanti. Sempre a maggio, gruppi di odio a Kiev interruppero un evento per i diritti LGBT di Amnesty International a Kiev. La polizia non prese provvedimenti e fece commenti omofobici”.

I fascisti adorano lo Stato fallito
Come nelle vergognose azioni civili, la condotta sul campo di battaglia è veramente cruciale. La guerra si combatte nell’Ucraina orientale, che è più rurale e, dove le persone sono meno numerose e più lontane, e le atrocità possono verificarsi senza testimoni: “Secondo la Missione di monitoraggio speciale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), da ottobre, almeno 201 civili furono feriti o uccisi nel 2018, per lo più con bombardamenti e tiri da armi leggere”. A parte morti e feriti, sono in gioco case e mezzi di sostentamento delle persone e le vittime sono a rischio di tutto, dal PTSD alla povertà estrema. HRW catalogava i danni: “Bombardamento attraverso o vicino la linea di contatto che separa le due parti continuano a danneggiare case ed infrastrutture civili e a minacciare la vita dei civili. Dal 2014, 740 strutture educative sono state danneggiate durante il conflitto, 16 da gennaio a ottobre 2018. Entrambe le parti hanno effettuato attacchi indiscriminati o deliberati su scuole utilizzate a scopi militari”. L’enorme numero di scuole cadute in preda a tale guerra è nell’ordine di ciò che si vede in alcuni Paesi africani, certamente non in Europa, ed è indicativo di uno Stato fallito. Sono spesso i fascisti che salgono alla ribalta negli Stati falliti. Possono capitalizzare sull’anarchia promettendo di ristabilire l’ordine. L’Ucraina è certamente matura per tali promesse e ha una forte presenza della destra.
Gli Stati Uniti hanno una politica di lunga data di sostegno alle milizie neonaziste, facendolo di nascosto durante EuroMaidan. Secondo il giornalista Stephen Cohen che scrive in The Nation: “I cecchini che uccisero decine di manifestanti e poliziotti a piazza Maidan a Kiev nel febbraio 2014, innescando così la “rivoluzione democratica” che rovesciò il presidente eletto Viktor Janukovych, portando al potere un regime anti-russo e filo-americano virulento, non fu né democratico né una rivoluzione, ma un colpo di Stato violento per le strade con un sostegno di alto livello, non avviato da Janukovich, come ancora ampiamente riportato, ma quasi certamente dall’organizzazione neofascista Previ Sektor e sodali”. Il governo degli Stati Uniti non inviò solo denaro e armi sul fronte ucraino. Washington inviò truppe per svolgere manovre al confine russo e la Flotta del Mar Nero russa a Sebastopoli. Ciò fu programmato in modo specifico prima delle manovre della Russia. Scrivendo per il think tank libertario Cato Institute, il giornalista Ted Galen Carpenter è costernato da tali azioni, che di certi sembrano calcolate per provocare la Russia. In una breve notizia, affermava: “Le misure recenti sono di certo per provocare ulteriormente Mosca, e impantanare gli Stati Uniti in modo erroneo con un regime ucraino estremamente oscuro e ideologicamente problematico”. Carpenter indica diversi accordi sulle armi coll’Ucraina, luogo di una guerra per procura contro la Russia e che non ha nulla a che fare con la democrazia: “La prima transazione a dicembre 2017 era limitata ad armi leggere… fucili da cecchino M107A1, munizioni, parti ed accessori associati, per un valore di 41,5 milioni di dollari. Una transazione nell’aprile 2018 fu più seria. Non solo era più grande (47 milioni), includeva… 210 missili anticarro Javelin… Il Congresso subito approvò una legge a maggio che autorizzava 250 milioni di assistenza militare, comprese armi letali, per l’Ucraina nel 2019″. Cogli Stati Uniti che hanno aumentato il budget per vendere armi all’Ucraina, e le truppe attive vicino al confine russo, sarà interessante vedere come apparirà il Rapporto 2019 sull’Ucraina di Human Rights Watch.

Nick Rehwaldt è stagista di MintPress News. È un autore, un artista e comico che si occupa di questioni politiche, con gran parte del suo materiale strappato dai titoli ogni settimana. È anche un orgoglioso non votante e cittadino globale che vive negli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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