Come l’US Navy vendette la guerra del Vietnam

Gareth Porter, Truth Dig 27 marzo 2019

Il dott. Tom Dooley, il cui best-seller “Deliver Us From Evil” contribuì a creare un clima favorevole all’intervento nordamericano nel Vietnam del Sud, fu a lungo legato al leggendario agente della CIA Edward G. Lansdale e alle sue operazioni nere in Vietnam nel 1954-1955. Ma la vera storia del libro influente di Dooley, emerse dall’ultima ricerca accademica come ideato da un ufficiale del Comando del Pacifico dell’US Navy, il capitano William Lederer. Lederer è meglio noto come coautore, con Eugene Burdick, del romanzo del 1958 “The Ugly American”, da cui fu tratro un film del 1963 con Marlon Brando. Molto più importante, tuttavia, è il fatto che dal 1951 al 1957 Lederer era nello staff del comandante in capo dell’US Pacific Fleet (CINCPAC), ammiraglio Felix Stump. Il Comando del Pacifico era intensamente interessato a Dooley, perché la Marina degli Stati Uniti aveva la maggiore posta dei servizi militari nell’esito del conflitto tra comunisti e regimi anticomunisti sostenuti dagli Stati Uniti in Vietnam e Cina alla metà degli anni ’50. E il Comando del Pacifico fu direttamente coinvolto nella pianificazione militare delle guerre. L’ammiraglio Arthur Radford, ex-CINCPAC e poi presidente dei Joint Chiefs of Staff, guidò gli alti ufficiali che fecero pressione sul presidente Dwight D. Eisenhower per approvare un massiccio attacco aereo ai Viet Minh presso Dien Bien Phu, nell’aprile 1954. E tra il 1954 e il 1955, Stump chiese di aumentare i raid cino-nazionalisti sul continente cinese da Formosa e sostenne un attacco degli Stati Uniti sulla terraferma, coll’uso di armi nucleari, se necessario, per difendere Formosa. Il capitano Lederer incontrò Dooley a Haiphong, in Vietnam, nel 1954, dopo che la Marina lanciò l'”Operazione Passage to Freedom ” per trasportare oltre 300000 civili vietnamiti, soldati e militari francesi dal Nord a Saigon. Una squadra da guerra psicologica della CIA guidata da Lansdale s’infiltrò ad Hanoi e Haiphong per sabotare il governo di Ho Chi Minh e diffondere la propaganda per suscitare paura tra cattolici ed altri residenti. La tattica el team di Lansdale era di stampare una serie di volantini di “propaganda nera”, progettati per farli apparire dei Viet Minh, per spaventare i residenti del Nord per farli partire per il Vietnam del Sud. Il più drammatico inganno consisteva nel diffondere la voce che l’esercito nordamericano avrebbe bombardato Hanoi, una storia che fu ulteriormente promossa da volantini che mostravano cerchi concentrici della città distrutta da una bomba atomica. Il tenente Tom Dooley, medico della Marina cattolico irlandese, fu “prestato” dalla Marina USA a Lansdale per l’operazione, sebbene Dooley avesse pensato che la funzione della squadra fosse raccogliere informazioni. Il lavoro di Dooley era apparentemente destinato a gestire le forniture mediche necessarie per il passaggio dei vietnamiti dal nord al sud, ma in realtà Dooley era propagandista della squadra, che informava i media inviando rapporti attraverso media cattolici negli Stati Uniti per sostenere la missione anti-Viete Minh della CIA.
Lederer riconobbe rapidamente Dooley come propagandista preziosa dato il legame coi cattolici vietnamiti e l’inclinazione a raccontare storie atroci sui Viet Minh. Fu Lederer a suggerire a Dooley di scrivere un libro sulle sue esperienze coi rifugiati del Vietnam del Nord che volevano trasferirsi nel sud. La Marina gli diede la licenza per scrivere e Lederer divenne il controllore di Dooley nel piano. Dooley era carismatico ma aveva bisogno dell’aiuto di Lederer per scrivere. E Lederer presentò Dooley al Reader’s Digest, di gran lunga la rivista più popolare negli USA con 20 milioni di lettori. Il capo delle operazioni navali Arleigh Burke ufficialmente abbracciato il libro e ne scrisse l’introduzione. Il Reader’s Digest pubblicò una versione di 27 pagine altamente condensata del libro nell’edizione dell’aprile 1956 e Farrar, Straus e Cudahy immediatamente ne pubblicarono la versione integrale. Divenne un bestseller dalle dodici ristampe. Il tema costantemente reiterato del libro di Dooley “Liberaci dal male” era che il governo di Ho Chi Minh era deciso a sopprimere la fede cattolica in Vietnam e usava tortura ed altre atrocità per terrorizzare i cattolici. Era una grottesca distorsione della politica del Viet Minh. Il governo di Ho Chi Minh aveva lavorato duramente dall’inizio della guerra per garantire che non ci fossero interferenze nell’esercizio della fede da parte dei cattolici, stabilendo addirittura severe sanzioni legali per qualsiasi violazione di tale libertà. Ma il libro di Dooley era pieno di luride falsità sulle atrocità comuniste nord-vietnamite contro i cattolici che Dooley sosteneva di aver saputo dalle vittime. Raccontò del Viet Minh che aveva parzialmente le orecchie a parecchi adolescenti con le pinze e li lasciò appesi presumibilmente come punizione per aver ascoltato la Preghiera del Signore. E descrisse il Viet Minh prendere sette giovani dalla classe e ficcargli bacchette di legno bei loro timpani. I bambini, scrisse, furono accusati di “tradimento” per aver frequentato una classe religiosa durante la notte. Per quanto riguarda l’insegnante, Dooley affermò che il Viet Minh usò le pinze per strappargli la lingua, come punizione per aver insegnato alla classe religiosa. Ma era ampiamente noto nel governo degli Stati Uniti che tali storie erano false. Sei funzionari dell’Agenzia d’informazione degli Stati Uniti che furono nel Vietnam del Nord durante quel periodo, così come ex-ufficiali della Marina che avevano lavorato ad Haiphong con Dooley, dissero tutti di non aver mai sentito parlare di tali eventi. E nel 1992 lo stesso Lederer, che aveva fatto 25 viaggi in Vietnam dal 1951, disse a un intervistatore: “Tali cose non sono mai accadute.. viaggiai n tutto il Paese e non ho mai visto nulla di simile”.
Molti anni dopo, in un’intervista con lo studioso Edward Palm, Lederer negò qualsiasi influenza su contenuto o tono del libro di Dooley, anche se Dooley aveva accreditato Lederer nel stendere il libro nella forma definitiva. Lederer disse anche a Palm di non ricordare alcuna di tali storie nella prima stesura del libro che lesse. Ma Palm, che ebbe la prima bozza del manoscritto di Dooley, confermò al questo autore che la prima bozza conteneva tali storie di atrocità. E la monografia di Palm documentava il fatto che l’ultima bozza era datata fine luglio 1955 e che le comunicazioni tra entrambi all’epoca indicavano che Lederer si era incontrato ripetutamente con Dooley a giugno e luglio per finire il progetto. Palm citò anche la prima bozza di Dooley per dimostrare che si conclusdeva con la richiesta agli statunitensi di essere pronti a una guerra contro il comunismo. Se i negoziati coll’Unione Sovietica non portavano a “una pace duratura”, la bozza di Dooley avvertiva: “Il comunismo dovrà essere combattuto con le armi… deve essere annientato…” Dooley concluse, “Qui non ci possono essere concessioni, compromesso e convivenza”. Palm sottolineò che la versione pubblicata del libro lasciò tale retorica rabbiosamente guerresca e invece introdusse un nuovo personaggio chiamato “Ensign Potts” a rappresentare il punto di vista secondo cui gli USA dovevano essere pronti a combattere una guerra per distruggere il comunismo. Il ruolo del personaggio “Potts” doveva convertire alla tesi di Dooley secondo cui aiutrare i vietnamiti ordinari era il modo più efficace per vincere la Guerra Fredda, dopo il racconto lacerante di Dooley della storia del Viet Minh che infilava ai giovani cattolici “le bacchette orecchie”, facendo piangere “Potts”.
Lederer e Burdick resero popolare l’idea che la gentilezza statunitense verso il popolo del Sud-Est asiatico poteva aiutare a sconfiggere il comunismo in “The Ugly American” e tale idea s’infuse bell’articolo del Reader’s Digest del 1955 di Lederer sulle interazioni tra marinai statunitensi e vietnamiti a bordo delle navi della Marina USA. Lederer disse a Palm in un’intervista del 1996 che aveva suggerito a Dooley di modellare il libro su tale articolo. Palm scrisse che non credeva che la preferenza personale di Lederer fosse promuovere la guerra statunitense in Vietnam. Ma Lederer aveva ovviamente approvato il ritratto di Dooley dei comunisti vietnamiti come un’orda aliena che terrorizzava i cattolici, che erano la corrente religiosa in rapida crescita negli USA del 1940-1960, periodo in cui il loro numero raddoppiò, e il messaggio di Dooley era un modo ovvio di mobilitare i cattolici nordamericani per sostenere l’agenda di Stump e della Marina USA sul Vietnam. Il tenente-colonnello William Corson, che operava per la CIA durante la sua carriera e conobbe Dooley durante la stesura del libro, dichiarò all’amico, il marine Edward Palm, in un’intervista telefonica del 1997, che “Dooley aveva programmato una conclusione particolare”. Non lo disse in modo specifico quale fosse, ma sembrava voler costruire il sostegno popolare all’intervento degli Stati Uniti in Vietnam. Durante un tour nazionale del libro, Dooley fu uno dei relatori della prima conferenza dei The American Friends of Vietnam, in seguito conosciuti come “Vietnam Lobby”, a Washington DC, il 1° giugno 1956. L’incontro si ebbe in un momento cruciale nella politica nel Vietnam degli Stati Uniti. Eisenhower ancora sosteneva le elezioni in tutto il Vietnam, come richiesto dall’Accordo di Ginevra del 1954, con condizioni rigorose per il voto libero. Nel frattempo, gli estremisti dell’amministrazione si opposero apertamente alle elezioni per il fatto che Ho Chi Minh avrebbe certamente vinto, indipendentemente dalle condizioni. Il contributo di Dooley fu descrivere il “comunismo” come un “malvagio, malizioso orco feroce” e di raccontare le “orribili atrocità che abbiamo visto nei campi ogni singolo giorno”, raccontando la storia del Viet Minh che puniva gli scolari spezzandogli i timpani. Poche settimane dopo l’incontro, Eisenhower invertì la precedente posizione di supporto alle elezioni vietnamite, aprendo la strada al profondo intervento politico e militare statunitense in Vietnam.
Dooley aveva appena saputo che la sua vita segreta da omosessuale nella Marina fu scoperta dall’intelligence navale, e fu costretto a dimettersi di nascosto. Su suggerimento di Lansdale, Leo Cherne del Comitato Internazionale di Soccorso aiutò Dooley a stabilire una primitiva clinica medica vicino al confine cinese nel Laos settentrionale. Ma Dooley dovette accettare di collaborare con la CIA in Laos, consentendogli di introdurre clandestinamente armi nella clinica per essere infine distribuite ai miliziani anticomunisti locali. La clinica Dooley in Laos contribuì a renderlo una celebrità molto popolare, con due libri assai venduti, storie con personaggi famosi e apparizioni televisive. Quando Dooley morì di cancro nel 1961, un sondaggio Gallup scoprì che gli statunitensi lo consideravano la terza persona più ammirata al mondo, dopo Eisenhower e il papa. Ma il suo ruolo nella tragedia della guerra degli Stati Uniti in Indocina servì da strumento di una campagna di grande successo della Marina degli Stati Uniti per creare la prima falsa narrativa del conflitto, supportata soprattutto dai fan di Dooley per decenni. Ma la popolarità e l’immagine di Dooley accrescevano il potere dei suoi racconti sulle atrocità del Viet Minh contro i cattolici, furono la prima importante propaganda di falsità nordamericana sul conflitto del Vietnam, costruendo il sostegno pubblico all’intervento militare statunitense in Vietnam iniziato col presidente John F Kennedy nel 1962.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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