Il mistero dell’F-35A giapponese

Sputnik 14.04.2019

Nonostante abbiano trovato alcune parti del jet precipitato, gli investigatori giapponesi ancora hanno problemi a determinare la causa dell’incidente, poiché la scatola nera dell’aviogetto non è stata ancora localizzata. Il 9 aprile, l’aviogetto da combattimento stealth scompariva dai radar, a 135 km a nordest della città di Misawa. Il Giappone, affiancato da alcune forze statunitensi, lanciava una massiccia operazione di ricerca del relitto dell’aereo e del suo pilota lo stesso giorno, ma finora con pochi progressi. I team di ricerca trovavamo parti dell’aereo che galleggiavano sul mare, confermando che si eraschiantato, ma la causa precisa dell’incidente e il destino del pilota rimangono un mistero.

Pilota esperto, aereo difettoso?
Il pilota del jet F-35A, 41 anni, Maggiore Akinori Hosomi, che non è stato ancora trovato, aveva una notevole esperienza, oltre 3200 ore di volo. Allo stesso tempo, tuttavia, Akinori aveva meno familiarità con i nuovi aviogetti statunitensi, schierati solo di recente in Giappone, poiché aveva operato su un F-35 per circa 60 ore. Secondo quanto riferito, Akinori comunicò ai piloti di altri tre F-35 ed operatori radar prima dell’incidente, esprimendo l’intenzione di interrompere l’addestramento, ma senza specificare il motivo, per problemi coll’aereo. La Forza di autodifesa aerea giapponese (ASDF) inoltre riferiva che l’aviogetto non aveva trasmesso alcun segnale di emergenza prima di sparire dai radar alle 7:29 pm ora locale. Ciò significa che il pilota non ebbe o non poté utilizzare il sistema di espulsione, che automaticamente trasmette il segnale di soccorso. L’aviogetto fu assemblato in una fabbrica della Mitsubishi, il primo a lasciare la catena di montaggio. In precedenza aveva riscontrato due problemi: un indicatore di posizione difettoso e problemi col “sistema di raffreddamento”. Gli F-35 furono messi a terra nel 2016 a causa di problemi col sistema di raffreddamento, che impedisce ai serbatoi di carburante di surriscaldarsi in volo, sebbene non sia chiaro se l’F-35A abbia avuto problemi simili.

Stato dell’operazione di ricerca e salvataggio
Pochi dettagli sono stati resi pubblici sull’andamento della ricerca dell’aereo precipitato e del suo pilota. Il 10 aprile un portavoce dell’ASDF dichiarava che Tokyo aveva recuperato alcune parti dell’aereo dalla superficie del mare, ma ancora cercava il pilota scomparso. I pezzi trovati del relitto non spiegavano perché l’aviogetto fosse improvvisamente scomparso dai radar prima di schiantarsi. Nei primi due giorni, il Paese schierava numerosi navi e aeromobili per l’operazione di salvataggio, ma furono poi ridotti. Gli Stati Uniti inviarono forze, come il cacciatorpediniere USS Stethem (DDG 63), gli aerei P-8 Poseidon della marina militare, aviogetti da ricognizione U-2 Dragon Lady, e persino i bombardieri B-52 provenienti da una base aerea di Guam. Il 12 aprile il Ministro della Difesa giapponese Takeshi Iwaya rivelava che il Paese aveva avviato anche una ricerca sottomarina.

I media giapponesi affermano che la tecnologia dell’F-35 potrebbe finire a Cina e Russia
Secondo alcuni media, come Nikkei, gli intensi sforzi per localizzare e recuperare il relitto dell’F-35A sono legati al timore che la tecnologia avanzata dell’aereo possa cadere nelle mani di Cina o Russia. L’uscita dei media indicava che gli Stati Uniti davano “una priorità mai vista prima su questo incidente”, dedicando aerei spia, bombardieri e navi della Marina per trovare un solo F-35 precipitato. Allo stesso tempo, l’operazione di ricerca dedicata al crash di un caccia F/A-18 nel dicembre 2018 fu molto più piccola. Nikkei sostiene che gli Stati Uniti sanno mano che il relitto di un jet F-35 sul fondo del mare potrebbe essere recuperato da un Paese straniero e sfruttato per gli avanzati segreti militari. Nel 1974, Washington prese il sottomarino sovietico K-129 che affondò alle Hawaii sei anni prima, superando Mosca nella corsa per recuperare ciò che rimaneva del battello.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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