L’arresto di Assange è un avvertimento alla Storia

John Pilger, 21.st Century Wire 13 aprile 2019

L’immagine di Julian Assange trascinato dall’ambasciata ecuadoriana a Londra è l’emblema dei tempi. Forza contro diritto. Brutalità contro la legge. Indecenza contro coraggio. Sei poliziotti malmenavano un giornalista malato, gli occhi che trasalivano alla luce naturale dopo quasi sette anni. Che tale oltraggio si verificasse a Londra, nella terra della Magna Carta, dovrebbe vergognare e far arrabbiare tutti coloro che temono per le società “democratiche”. Assange è un rifugiato politico protetto dal diritto internazionale, destinato all’asilo sotto il rigido patto di cui la Gran Bretagna è firmataria. Le Nazioni Unite lo chiarirono nella sentenza del suo gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria. Ma al diavolo. Lasciate che i teppisti entrino. Diretto dai fascistoidi a Washington di Trump, in combutta coll’ecuadoriano Lenin Moreno, un ebreo bugiardo latinoamericano che cerca di nascondere il suo marcio regime, e l’élite inglese ha abbandonato il suo ultimo mito imperiale: equità e giustizia. Immaginate Tony Blair trascinato fuori dalla casa multietnica da un milione di sterline sulla Connaught Square, a Londra, in manette, per finire al tribunale dell’Aia. Secondo lo standard di Norimberga, il “crimine fondamentale” di Blair è la morte di un milione di iracheni. Il crimine di Assange è il giornalismo: minacciare gli avvoltoi di dare conto, esponendone le bugie e responsabilizzando le persone nel mondo con la verità. Lo scioccante arresto di Assange è un avvertimento a tutti coloro che, come scrisse Oscar Wilde, “pongono i semi del malcontento senza cui non ci sarebbe alcun progresso verso la civiltà”. L’avvertimento è esplicito nei confronti dei giornalisti. Ciò che è successo al fondatore e editore di WikiLeaks può capitare a chi è in un giornale, in uno studio televisivo, alla radio, chi crea un podcast.
Il principale tormentatore mediatico di Assange, The Guardian, collaboratore occulto dello Stato, mostrava nervosismo questa settimana con un editoriale che raggiungeva nuove vette. The Guardian sfruttò il lavoro di Assange e WikiLeaks in ciò che il precedente caporedattore chiamò “il più grande scoop degli ultimi 30 anni”, decantando le rivelazioni di WikiLeaks e rivendicando riconoscimenti e ricchezze che ne trasse. Con un penny andato a Julian Assange o WikiLeaks, un libro del Guardian portò a un lucroso film hollywoodiano. Gli autori del libro, Luke Harding e David Leigh, attaccarono la loro fonte, insultandolo e svelando la password segreta che Assange diede al giornale in confidenza, volta a proteggere un file digitale contenente cablo dell’ambasciata USA. Con Assange intrappolato nell’ambasciata ecuadoriana, Harding raggiunse la polizia gongolando sul suo blog che “Scotland Yard potrebbe ridere per ultima “. Da allora The Guardian pubblicò falsità su Assange, non ultima una dichiarazione screditata che un gruppo di russi e l’uomo di Trump, Paul Manafort, avessero visitato Assange nell’ambasciata. Non avvenne mai; era falso. Ma il tono ora cambiava. “Il caso Assange è una rete moralmente intricata”, affermava il giornale. “Assange crede nella pubblicazione di cose che non dovrebbero essere pubblicate… ha sempre illuminato cose che non avrebbero mai dovuto essere nascoste”. Tali “cose” sono la verità sul modo omicida con cui gli USA conducono le loro guerre coloniali, le menzogne del Foreign Office inglese nel negare i diritti a popoli vulnerabili, come i Chagos, la denuncia di Hillary Clinton come sostenitrice e beneficiaria del jihadismo in Medio Oriente, la descrizione dettagliata di come gli ambasciatori statunitensi volevano rovesciare i governi in Siria e in Venezuela e molto altro. È tutto disponibile sul sito WikiLeaks.
The Guardian è comprensibilmente nervoso. La polizia segreta ha già visitato il giornale chiedendo ed ottenendo la distruzione rituale di un disco rigido. Su questo, il giornale si ripete. Nel 1983, una segretaria di Foreign Office, Sarah Tisdall, fece trapelare documenti del governo inglese che mostravano quando sarebbero arrivate in Europa armi nucleari statunitensi. The Guardian fu inondato di elogi. Quando un’ingiunzione del tribunale chiese di conoscere la fonte, invece di affrontare la prigione per il principio fondamentale di protezione di una fonte, il caporedattore tradì Tisdall che fu processata e incarcerata per sei mesi. Se Assange viene estradato negli USA per aver pubblicato ciò che The Guardian chiama “cose” veritiere, cosa lo vieterà all’attuale redattrice, Katherine Viner, che lo segue, o al precedente, Alan Rusbridger, o al prolifico propagandista Luke Harding? Cosa l’impedirà per i redattori di New York Times e Washington Post, che pubblicarono frammenti della verità forniti da WikiLeaks, e il caporedattore di El Pais in Spagna, Der Spiegel in Germania e del Sydney Morning Herald in Australia. L’elenco è lungo. David McCraw, direttore responsabile del New York Times, aveva scritto: “Penso che il processo di Assange sarebbe un pessimo precedente per i redattori… da tutto quello che so, è la posizione del classico redattore e la legge avrà molta difficoltà a distinguere tra New York Times e WilLeaks”. Anche se i giornalisti che hanno pubblicato le fughe di WikiLeaks non saranno convocati da un gran giurì nordamericano, l’intimidazione di Julian Assange e Chelsea Manning basterà. Il vero giornalismo viene apertamente criminalizzato da teppisti. Il dissenso è diventato un’indulgenza.
In Australia, l’attuale governo succube degli USA perseguita due informatori che rivelarono che gli spettri di Canberra infastidivano le riunioni del governo col nuovo governo di Timor Est al preciso scopo di imbrogliare la piccola e impoverita nazione sulla giusta quota di petrolio e gas del mare di Timor. Il loro processo sarà in segreto. Il primo ministro australiano Scott Morrison è famoso per aver contribuito alla creazione di campi di concentramento per rifugiati nelle isole del Pacifico di Nauru e Manus, dove i bambini si feriscono e si suicidano. Nel 2014, Morrison propose campi di detenzione per 30000 persone.
Il vero giornalismo è il nemico di tali disgrazie. Una decina di anni fa, il Ministero della Difesa a Londra produsse un documento segreto che descriveva le “principali minacce” all’ordine pubblico come triplici: terroristi, spie russe e giornalisti investigativi. Questi ultimi furono designati maggiore minaccia. Il documento fu debitamente divulgato a WikiLeaks. “Non avevamo scelta”, mi disse Assange. “È molto semplice. Le persone hanno il diritto di sapere e il diritto di mettere in discussione e sfidare il potere. Questa è la vera democrazia”. Cosa succederebbe se Assange e Manning e gli altri con loro, se ce ne fossero, venissero messi a tacere e “il diritto di conoscere, mettere in discussione e sfidare” fosse eliminato? Negli anni ’70 incontrai Leni Reifenstahl, intima amica di Adolf Hitler, i cui film contribuirono a lanciare l’incantesimo nazista sulla Germania. Mi disse che il messaggio nei suoi film, la propaganda, non dipendeva da “ordini dall’alto” ma da quello che lei chiamava “vuoto sottomesso” del pubblico. “Questo vuoto sottomesso includeva la borghesia liberale e istruita?” Le chiesi. “Certo”, mi disse, “specialmente l’intellighenzia… Quando le persone non pongono più domande serie, sono sottomesse e malleabili. Tutto può succedere”. E così fu. Il resto, si potrebbe aggiungere, è storia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “L’arresto di Assange è un avvertimento alla Storia

  1. MrChanakkale il said:

    Non mi risulta che l’impero inglese sia succube di nessuno da circa 1000 anni.
    In Australia, come in Canada e in Nuova Zelanda sulle banconote c’è l’immagine della Betty. Aggiungo che l’Arabia Saudita è stata creata nel 1927 dall’impero che 20 anni dopo vendeva agli ebrei un pezzo di terra in medioriente per edificarsi uno stato. Sono tutte cambiali…….le Falklands, McKinnon, Diego Garcia, Trieste, Directa Plus……Assange.
    I ragazzi hanno molta fantasia e lungimiranza. Non si rimane al vertice della piramide stampando i soldi del monopoli come alla FED.
    …..il toner è in esaurimento……

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