Washington e terrorismo di Stato

Sharif al-Qatib, caporedattore, Syria Times 14 aprile 2019

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incarna oggi il bullismo nordamericano con tutta l’aggressività, mercanteggiando posizioni politiche che ignora nei corridoi della politica internazionale, svelando solo una mentalità aggressiva inerente alle varie amministrazioni statunitensi. È cieco, fanatico e ignorante dei fatti storici e non sa quale sia l’essenza delle questioni cruciali internazionali e prende le decisioni lungi dalla comprensione della realtà di ciò che accade nel mondo, solo per dire che è un’autorità potente e brutale. L’infausta decisione di Trump sul Golan siriano occupato rivelava in modo inequivocabile l’estensione della sua ingenuità e il disprezzo della legittimità internazionale, ammettendo d’ignorare la realtà della storia e di come affrontare le questioni internazionali. Tuttavia, voleva dimostrare di essere il più fedele ai governanti sionisti, a differenza dei predecessori che provarono con inganno, ipocrisia e continuo sostegno militare a portare avanti lo stesso programma sionista, ma Trump eccelle su tutti per arroganza e insolenza. Sebbene le decisioni di Trump siano politicamente e legalmente prive di valore, illustra le agende della politica statunitense sull’arena internazionale riconoscendo solo il linguaggio delle minaccia, violenza, pressione, ricatto, utilizzando tutti i mezzi politici e il terrorismo economico per raggiungere gli interessi degli Stati Uniti. Anche i tradizionali alleati di Washington non sono immuni da tale politica sconsiderata, ma sarà condannata all’inevitabile fallimento perché la volontà dei popoli dirà la l’ultima parola, certamente più forte delle arroganza e presunzione nordamericane.
Le decisioni sconsiderate dell’amministrazione nordamericana nei confronti di molti fatti storici come il riconoscimento di Gerusalemme capitale dell’entità israeliana e del Golan sotto sovranità israeliana e la classificazione delle guardie rivoluzionarie iraniane come entità terrorista e altre risoluzioni coloniali e razziste, tutte incontreranno reazioni a difesa di diritto, sovranità e dignità. Ciò significa che la politica statunitense, attraverso l’aggressività, creando crisi nella regione, sostenendo il terrorismo utile ai piani del dominio sionista-statunitense sulle ricchezze della regione. Non è più un segreto per chi vede ed intuisce, seguendo la politica dell’amministrazione nordamericana cerca di trascinare la regione in un destino sconosciuto ed estremamente pericoloso col terrorismo di Stato di accusare Stati, entità e partiti che si oppongono alla sua politica. Questo si illustrava recentemente classificando le guardie rivoluzionarie iraniane come entità terrorista, innalzando le tensioni nella regione col rischio di scivolare in scontri e guerre dalle conseguenze disastrose che nessuno può prevedere. La decisione dell’amministrazione statunitense nei confronti delle Guardie rivoluzionarie iraniane è un precedente nella storia internazionale. Non c’è mai stato uno Stato che classificasse una parte delle forze armate di un altro Stato come entità terrorista, allo stesso tempo palese attacco alla sovranità della Repubblica islamica dell’Iran, che combatte il terrorismo. Arroganza e terrorismo come strategia al servizio dell’entità di occupazione israeliana ed incoraggiare le organizzazioni terroristiche a diffondersi nella regione, ponendo la regione di fronte a una situazione che può esplodere in qualsiasi momento.
Ciò che l’amministrazione nordamericana fa dispiegando e sostenendo il terrorismo di Stato non potrà mai completargli il programma coloniale e non darà all’entità razzista che una forza falsa che verrà scoperta più debole di una ragnatela grazie a volontà e determinazione dei popoli della regione nel difendere propri diritti, sovranità e dignità. La dichiarazione della Repubblica islamica classificando le forze statunitensi in Asia come entità terrorista è un buon esempio di come i piani sionisti-statunitensi non passeranno mai, e come amministrazione USA ed entità israeliana non raccoglieranno dalla loro politica aggressiva che delusione e umiliazione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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