L’Armenia è un ponte dell’Unione Eurasiatica con la Siria

Dott.ssa Nora Arissian, Intervistata da Basma Qadur, Syria Times 10 aprile 2019

L’Armenia ha assunto la presidenza dell’Unione economica eurasiatica (UEE) 2019 e può aiutare la Siria ad entrare nel mercato dell’Unione dopo lo sviluppo delle relazioni economiche tra Damasco e Erevan, secondo la deputata siriana Nora Arissian. La deputata affermava al giornale elettronico Syria Times che l’Armenia è un ponte dell’UEE per la Siria che beneficerà delle esperienze del Paese amico armeno. “Il Consiglio d’affari siriano-russo, il Ministero dell’Economia siriana ed altri istituti governativi lavorano all’adesione della Siria all’Unione, che sarà un buon passo per migliorare le relazioni economiche della Siria cogli Stati aderenti all’UEE ed aiuterà a trarre beneficio dalle loro esperienze”, affermava. La dott.ssa Arissian, che presiede l’Associazione parlamentare di amicizia siriano-armena dell’Assemblea del popolo siriano [Parlamento], affermava che la Siria trarrà beneficio dallo sviluppo del mercato elettronico dell’Unione. “L’Armenia farà tutto il possibile per raggiungere l’integrazione nell’Unione e svolgerà un ruolo fondamentale nel miglioramento delle capacità attraverso lo sviluppo del mercato elettronico e l’utilizzo della tecnologia nel campo dei programmi economici. La Siria potrebbe beneficiare di questi settori per colmare alcune lacune dopo 8 anni di guerra ed aprire nuovi mercati ai prodotti siriani negli Stati aderenti all’Unione”, osservava. Il parlamentare aggiungeva che la Siria potrebbe superare l’impatto del blocco coll’espansione dell’Unione e la cooperazione con i Paesi amici, poiché alcuni di essi sottolineano la necessità di espandere le relazioni estere dell’Unione. “L’Unione cerca di creare mercati comuni per gas, elettricità e prodotti petroliferi. Opera anche su altri progetti al fine di contribuire alla crescita degli scambi commerciali nell’Unione”, chiariva la Dott.ssa Arissian, che proseguiva dicendo: “Più di 20 documenti sulla cooperazione coll’UEE vengono affrontati dal comitato misto russo-siriano. Gli aderenti all’Unione hanno deciso di migliorare il clima degli investimenti. Alcuni Stati devono aderire all’Unione per evitare l’assedio e alleviare le sanzioni occidentali impostegli”.

Cosa è necessario per entrare nell’UEE
La deputata chiariva che il Consiglio delle imprese siriano-armene compiva grandi sforzi, negli ultimi anni, per adottare le misure necessarie per l’adesione della Siria all’Unione eurasiatica, osservando la necessità di attivare il Consiglio imprenditoriale siriano-armeno, istituire il Consiglio aziendale armeno-siriano, realizzare progetti comuni in Siria in diversi settori, in particolare investimenti, e beneficiare delle strutture offerte dal governo siriano. “Nel parlamento, è utile trarre beneficio dalla commissione permanente [Commissione eurasiatica per l’integrazione e le cause regionali] nel parlamento armeno”, affermava la Dott.ssa Arissian, indicando che gli specialisti credono che l’Unione si trasformerà in una potenza od unione economico-politica in espansione che potrebbe svolgere un ruolo politico oltre a quello economico, probabilmente in cooperazione coll’Unione europea, ma senza contraddizione di interessi. “Per l’Armenia, che aderisce all’UEE e parte integrante dell’Europa, la cooperazione coll’UE non è in contrasto coll’UEE”, affermava la parlamentare. Sebbene il successo dell’UEE richieda molte condizioni, l’area totale dei Paesi UEE copre oltre 20 milioni di chilometri quadrati, il 14% dell’area terrestre del mondo. La popolazione dei Paesi UEE al 1° gennaio 2018 si attesta a 183,7 milioni di abitanti. Fu istituita come organizzazione internazionale per l’integrazione economica regionale dal trattato sull’Unione economica eurasiatica, firmato il 29 maggio 2014 nella capitale del Kazakistan Astana dai presidenti di Russia, Bielorussia e Kazakistan ed entrò in vigore il 1° gennaio 2015. L’UEE comprende 5 Stati: Armenia (dal 2 gennaio 2015), Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan (dal 12 agosto 2015) e Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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