NATO, CIA e Gladio: 70 anni di terrorismo

Jorge Wejebe Cobo, Internationalist 360°, 9 aprile 2019

Il colonnello Herbert Alboth, ex-capo dei servizi segreti svizzeri, fu trovato morto nella sua residenza nell’aprile 1990, pugnalato con la sua baionetta, con un presunto suicidio, secondo l’harakiri giapponese. In una lettera inviata allo Stato maggiore svizzero alcuni giorni prima, si era impegnato a rivelare tutta la verità sulle attività dei gruppi segreti di estrema destra utilizzati da CIA e NATO in Europa. La polizia parlò di omicidio, ma non arrestò mai i responsabili e da allora è il caso irrisolto più enigmatico del Paese. Secondo le indagini, in Svizzera c’era una fazione Gladio chiamata P-26, che fungeva da coordinatore delle attività, almeno nel nord Europa. Con la morte di Alboth, i segreti di una regione considerata la più politicamente stabile al mondo erano al sicuro. Herbert Alboth era solo una delle centinaia di persone coinvolte in tutta Europa occidentale nelle reti Gladio, dal nome delle spade usate dai gladiatori, organizzate in più di 40 anni di guerra fredda da CIA e servizi segreti della NATO. Lo scandalo culminò nell’ottobre 1990, un anno dopo la caduta del muro di Berlino, con dichiarazioni dell’allora presidente Francesco Consiga e di Giulio Andreotti, presidente del Consiglio dei ministri, a una commissione che indagava sull’origine del terrorismo in Italia. Entrambi confermarono e giustificarono l’esistenza di tali eserciti segreti, sotto la presunta minaccia d’occupazione dall’Armata Rossa in caso di Terza Guerra Mondiale, ma affermarono che le strutture erano obsolete dopo la scomparsa del campo socialista e la crisi finale dell’URSS. Queste dichiarazioni inaspettate portarono all’apertura di indagini in alcuni parlamenti europei, sebbene la questione non fu mai risolta e nessuno responsabile assicurato alla giustizia. Tra le azioni più note di Gladio vi sono l’uccisione di cinque avvocati sindacali in Spagna nel 1977, che minacciavano la transizione alla democrazia nel Paese dopo la morte del generale Francisco Franco; l’esplosione di bombe a Monaco di Baviera, in Germania, con 13 morti, mentre in Belgio gruppi di uomini con armi automatiche provocarono 28 morti in due anni di azioni, tra l’altro.

Collegamento Posada-Gladio
Ben presto divenne chiaro che il vero obiettivo delle reti di Gladio era mantenere la tensione nel Vecchio Continente, contro i movimenti di sinistra e giustificando l’istituzione di governi di destra filo-statunitensi. Ancora un mistero inspiegabile in ogni aspetto fu il rapimento, dopo aver eliminato le guardie, e il successivo assassinio, di Aldo Moro, presidente del Senato italiano, il 16 marzo 1978, dalle Brigate Rosse, penetrate dai servizi segreti italiani e dalla CIA mentre andava a una sessione parlamentare in cui avrebbe difeso l’inclusione dei comunisti nel governo. Nove anni dopo, il primo ministro svedese Olof Palmer, capo del Partito socialdemocratico, fu assassinato per strada di fronte a figlio, nuora e moglie ferita. Era un amico di Cuba, solidale col Terzo mondo, contrario alla guerra del Vietnam e alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Gli assassini non furono mai arrestati, nonostante più di 20 anni di indagini. Inoltre la rete Gladio attraversò l’Atlantico. Luis Posada Carrriles, agente della CIA, in azioni coordinate in Cile all’inizio del 1976 durante la dittatura di Augusto Pinochet, col neofascista Stefano Delle Chiaie, capo del ramo italiano di quell’organizzazione, unì le forze per coordinare ttacchi terroristici contro obiettivi della sinistra cilena e rappresentanti cubani e rivoluzionari del Sud America, lanciando l’Operazione Condor. Alcuni mesi dopo, Posada Carriles ordinò il sabotaggio del Volo Cubana de Aviación, il 6 ottobre 1976. Sono passati anni da quando tali eventi, la storia di Gladio e la penetrazione della CIA negli affari europei divennero una leggenda della Guerra Fredda, presentata dai maggiori media e governi occidentali come male patriottico e persino necessario, perché gli eserciti segreti erano presumibilmente preparati nella Guerra Fredda contro una possibile occupazione sovietica, similmente alla resistenza contro i nazisti, nonostante il fatto che i membri di tali eserciti professassero ideologie estremiste e ammirassero i loro antenati fascisti. Nei primi anni ’90, lo scienziato politico nordamericano Francis Fukuyama coniò una frase che era più marketing accademico che scientifica, la cosiddetta “fine della storia”. Le sue idee riassumevano che, una volta sconfitto il comunismo europeo, il capitalismo sarebbe stato il destino finale della storia, senza avversari sulla scena.

Le pizze di Gorbaciov
Tuttavia, un’interpretazione coerente di tali idee potrebbe immaginare quanto NATO e sue basi non fossero necessarie in Europa, dove non erano giustificate se il Cremlino fosse governato da capi che desideravano il capitalismo, coi McDonald che venivano inaugurati a pochi metri dalla Piazza Rossa come simboli di una nuova era, e l’ex presidente-dell’URSS Mikhail Gorbaciov che accettò di esserne lo sponsor lodando la qualità di un marchio di pizze statunitense. Secondo tale logica, l’Europa, insieme alla Germania unificata, accelerò i passi verso l’integrazione nella Comunità europea in contrappeso economico e politico agli Stati Uniti, libera dalla necessità della tutela militare di fronte al pericolo russo. Tale illusione intrattenuta da alcuni politici europei, fu di breve durata. Presto apparve un altro avversario: Sadan Husayn, che non avrebbe potuto essere più opportuno come necessario nuovo “bersaglio” per gli Stati Uniti. Invadendo il Quwayt nel 1990, Husayn diede a Washington il pretesto d’usare la forza e guidare una coalizione delle Nazioni Unite. Poi in seguito vi fu la saga delle guerre dall’11 settembre 2001 in Afghanistan, e successivamente Iraq.

Il “Lupo solitario” Anders Behring Breivik
All’epoca Anders Behring Breivik, futuro serial killer di Oslo, completava l’addestramento. Fu allevato in una famiglia di professionisti dell’alta borghesia. Suo padre, ex-diplomatico, rimpianse le azioni del figlio, e forse le prime letture adolescenziali neonaziste furono ispirate dal recente passato delle imprese di Gladio e delle nuove guerre intraprese dagli Stati Uniti. Sebbene non sia da escludere che sette ed individui possano effettivamente agire da soli, al di fuori di ogni supervisione, organizzazioni e servizi segreti che li ispirano, direttamente o indirettamente, e che non controllare tali individui o gruppi terroristici, non possono essere esentati dalle responsabilità. Anders Behring Breivik, allora 32enne, iniziò il suo “grande” golpe col bombardamento degli uffici del primo ministro norvegese Jen Stoltenberg il 22 luglio 2011, in cui furono uccisi otto civili. Subito dopo media e Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, accusarono presunte cellule islamiste. Due giorni dopo, Behring arrivò a Utoya, un’isola dove si era riunita la Gioventù Laburista, che ospitava giovani vacanzieri a 20 minuti da Oslo. Scelse una posizione di tiro adatta sopra la Spa, preparò il fucile automatico AG3 da 7,62mm tedesco e per 90 minuti sparò più di 100 colpi a tiro rapido sui bagnanti terrorizzati suoi bersagli viventi, uccidendo anche chi implorava pietà. Assassinò 70 persone, la maggior parte adolescenti, prima di consegnarsi alla inutile polizia comparsa al termine del massacro. Nelle prime dichiarazioni dopo essere stato arrestato, ampiamente diffuse dai media, disse: “Combattiamo insieme con Israele, coi nostri amici sionisti, contro tutti gli antisionisti, i marxisti e i multiculturalisti”, aggiungendo che c’erano altre due cellule nella sua organizzazione. Il governo annunciò che avrebbe abbandonato la coalizione che attaccava la Libia, stabilito accordi con l’industria petrolifera di Venezuela e Bolivia, e ha anche riconosciuto l’indipendenza palestinese, tra le altre posizioni progressiste nella sfera internazionale. Migliaia di visitatori hanno invasero il sito del peggiore massacro norvegese con fiori e candele ogni giorno, mentre il 24 agosto 2012 l’omicida di Oslo fu condannato a 21 anni di prigione, estendibili se le autorità scoprissero che, dopo quel periodo, fossa ancora un pericolo per la società.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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