Il futuro vincitore della nuova guerra in Libia

Libertégérie, 7 aprile 2019

“Se guardate la lotta per il potere sul campo di battaglia, col sostegno del mondo arabo, è più probabile che Haftar sconfigga Saraj, che conta su gruppi sparsi di fondamentalisti islamici concentrati a Misurata e il sostegno occidentale”, aveva detto Vjacheslav Matuzov,  presidente della Società per l’amicizia e la cooperazione commerciale coi Paesi arabi.
Il Maresciallo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) Qalifa Haftar, aveva ordinato l’assalto a Tripoli e le sue unità si erano avvicinate alla periferia della capitale libica prendendo il controllo dell’aeroporto internazionale. Il giorno dopo le forze armate del governo di accordo nazionale di Fayaz Saraj (GNA), annunciavano la campagna militare “Vulcano di rabbia” contro il LNA. Prima di allora, l’aviazione del GNA aveva lanciato una serie di attacchi alle posizioni del LNA presso l’aeroporto di Tripoli, dopo di che l’Esercito nazionale libico lanciava un’operazione aerea sulla capitale libica. Secondo gli ultimi dati, più di 20 persone erano morte combattendo nei sobborghi di Tripoli. Haftar conta sul sostegno attivo dei Paesi del Golfo (ad eccezione del Qatar) e dell’Egitto. “Dopo tutto, avviava l’offensiva su Tripoli dopo aver incontrato il re dell’Arabia Saudita, Salman. Da un punto di vista strategico, le sue unità sono completamente rifornite, cosa che i nemici non hanno”, secondo la fonte. “Dal punto di vista politico, la posizione di Haftar è molto più forte. Ha legittimità perché sostenuto dal parlamento, l’unica autorità legale ed eletta dal popolo. Il principale svantaggio di Saraj è l’assenza di legittimità presentando la lista del governo al parlamento per tre volte per l’approvazione e venendo respinta tre volte. Personalmente, Saraj non ha nulla a che fare col Parlamento, ma la composizione del governo che ha cercato di attuare incontrava obiezioni categoriche. Saraj cercò di formare un governo basato sui gruppi islamisti associati con Stato islamico e Fratellanza musulmana, così come persone che, in un modo o nell’altro, sono legate ai servizi speciali statunitensi”, dichiarava l’esperto.
“Il problema con l’aviazione non è così difficile. Distruggi tutte le piste e gli aerei non voleranno. Le forze armate dovranno risolvere il problema: la fanteria conquistare il territorio”, secondo Vjacheslav Matuzov. “L’occidente, se vuole fare qualcosa, dovrà portare le sue truppe, e queste subiranno battaglie e sconfitte. Perciò, la costituzione statunitense richiede una decisione del Congresso, non del presidente. Non vedo alcuna possibilità di partecipazione diretta della NATO, perché i Paesi europei non hanno una posizione unica. Italia e Francia hanno punti di vista completamente opposti. I francesi si coordinano con Haftar ed italiani ed inglesi collaborano con Saraj. La NATO non ha una posizione unica, e non parlo degli USA”, dice Matuzov. Di fronte al peggioramento della crisi in Libia, Gran Bretagna e NATO chiedono misure, perché furono i loro militari a partecipare alle operazioni per rovesciare Muammar Gheddafi, portando nel caos il Paese. La Libia instabile è una porta aperta da cui i migranti possono entrare in Europa. “Dal punto di vista di qualsiasi esercito, sarebbe una follia portare truppe in una regione tanto instabile come questa, dove enormi quantità di armi sono nelle mani della popolazione e di gruppi armati. Pertanto, penso che continueranno ad utilizzare risorse e gruppi locali. Questo è pericoloso perché l’idea di ripristinare lo Stato libico sarà sepolta. Invece di uno Stato, possono emergere enclavi, alimentate dai singoli Paesi occidentali”, secondo la fonte.
Un video della fuga dei militari statunitensi in Libia veniva pubblicato su internet; una decisione presa dalle autorità statunitensi per “motivi di sicurezza”. Le immagini rilasciate dai media libici mostrano navi battenti bandiera statunitense navigare al largo del Paese. “L’occidente voleva imporre i suoi capi a uno Stato indipendente. E avrebbe potuto riuscirci se non avesse provato, con Saraj primo ministro, ad imporre l’intero gabinetto dei ministri composto da islamisti e fratelli musulmani, vale a dire gente che il Parlamento o Haftar non possono che percepire come nemici sanguinari”, concludeva Matuzov.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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