I falsi attacchi chimici organizzati da terroristi e occidente per attaccare la Siria

Syria Times 7 aprile 2019

Il colonnello francese Alain Corvez osservava che le potenze occidentali cercano di usare ogni falso pretesto per effettuare attacchi aerei contro la Siria, al fine di ritardare la soluzione politica che non vogliono. Tra tali falsi pretesti vi sono gli attacchi chimiche filmati e attuati dai gruppi terroristici sostenuti dall’estero per accusarne il governo siriano. “I servizi segreti russi sono molto professionali e hanno dichiarato che l’intelligence di Francia e Belgio sono in contatto con caschi bianchi e gruppi terroristici nell’area di Idlib pianificandovi un attacco chimico sotto falsa bandiera. Sono affidabili e credo che dicano la verità perché si sono già dimostrati accurati”, dichiarava l’ufficiale in pensione a Syria Times. Chiariva che questa verità corrisponde alla deplorevole azione francese dall’inizio della guerra in Siria per sostenere i jihadisti ad abbattere il governo legittimo del Presidente Bashar Al-Assad, loro ossessione. “Fin dall’inizio la diplomazia francese seguì la strategia statunitense e persino fu la migliore allieva che voleva superare il maestro. Questa volta, il Belgio sembra intenzionato a dimostrare la propria associazione a tale piano diabolico. Ma la Germania ha anche sostenuto i terroristi insieme alla Francia. Le prove di ciò furono date diverse volte, in particolare dai russi”, dichiarava il colonnello in pensione, che aggiunse: “La vergogna è che i media francesi non informano e diffondono propaganda del governo cercando di presentarne l’azione come umanitaria”.
Corvez affermava che falsi attacchi chimici furono organizzati dai terroristi con l’aiuto delle potenze occidentali e della Turchia che vogliono giustificare gli attacchi a un “potere che uccide la propria gente con armi chimiche proibite”. “I falsi attacchi furono organizzati perché la strategia del governo legale delle potenze occidentali è fallita con la feroce resistenza dell’Esercito arabo siriano sostenuto dal popolo e guidato dal suo Presidente, con l’aiuto dei veri amici della Siria: Russia e Iran che sono anche interessati alla vittoria del loro campo”, aveva detto Corvez, affermando che i tentativi delle potenze occidentali falliranno ancora e che le forze statunitensi lasceranno la Siria, anche se non è un’idea dello “stato profondo” di Washington che non difende gli interessi nordamericani ma quelli israeliani. “Trump è un amico intimo d’Israele ma un patriota e capisce che l’interesse degli Stati Uniti è fermare questa guerra ed altre nel ME che portano odio agli USA, tranne alcuni leader slegati dalla propria popolazione che si affidano al sostegno degli Stati Uniti”, concludeva l’ufficiale in pensione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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