Compleanno amaro per la NATO

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 5 aprile 2019

Nelle prime osservazioni col segretario generale della NATO Jens Stoltenberg alla Casa Bianca il 2 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump accusava direttamente col proprio petulante rancore secondo cui gli USA “da soli rappresentano la stragrande maggioranza delle spese per la difesa della NATO”. Trump non si congratulava con la NATO per il 70° anniversario della nascita. Quando arrivò Stoltenberg, ricordò delicatamente a Trump la parola di 10 lettere, Afghanista , progetto di punta dell’alleanza e sua prima operazione “fuori area”. Sorpreso dal promemoria di Stoltenberg, Trump a sua volta rispose: “E dirò: ha menzionato l’Afghanistan. Penso che di recente abbiamo fatto molti passi da gigante in Afghanistan. È, la chiamiamo, “guerra infinita”. Diciannove anni. Il numero reale è 19 anni. È sfortunato. È ridicolo. Ed è stato un periodo molto interessante. Ma abbiamo fatto molti passi avanti. In Afghanistan accadono molte cose molto positive. Quindi vedremo come tutto questo finirà. E apprezzo il suo aiuto”. Trump chiariva che pensa solo ai colloqui coi talebani. E l’osservazione gelida, “E apprezzo il tuo aiuto”, dice tutto. L’evento celebrativo di Washington, 3-4 aprile, del settantesimo anniversario della nascita della NATO, evidenziava Trump profondamente scettico nei suoi confronti. Non era nemmeno sicuro che la Russia rappresentasse una minaccia: “Spero che non sia una minaccia per la sicurezza. Spero di aver buoni rapporti con la Russia e, tra l’altro, con la Cina e tutti gli altri”. E in una seconda interazione coi media, quando Stoltenberg cercava d’introdurre “la necessità di mantenere credibili difese per i Paesi della NATO”, Trump interloquì ,”Ma penso che andremo d’accordo con la Russia. Lo faccio, lo credo”. In ultima analisi, i ministri degli Esteri della NATO lanciavano “l’aggressione russa” con linguaggio chiaramente annacquato . Effetto Trump? Ma poi, dissero anche di “concordare un pacchetto di misure per migliorare la consapevolezza della situazione della NATO nella regione del Mar Nero e rafforzare il sostegno ai partner Georgia e Ucraina”. In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri russo lamentava che l’alleanza occidentale “non smette di volere il confronto militare e politico con la Russia. L’obiettivo principale del blocco, radunare gli suoi alleati per contenere “la minaccia dall’Oriente”, non è cambiato dalla fondazione nel 1949″. Mosca contesta la crescente presenza della NATO nel Mar Nero e qualsiasi tentativo di “garantire il passaggio sicuro delle navi ucraine”, come dichiarato dal rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO. Nel complesso, tuttavia, va notato che l’osservazione russa era solo moderatamente dispiaciuto per la dichiarazione della NATO del 4 aprile, suggerendo che non vi è alcun motivo reale per cui la Russia vi perda il sonno. La grande domanda a Mosca è come i piani degli Stati Uniti proposti per slegarsi dal Trattato INF si svilupperanno nei prossimi mesi.
È in tale scenario che Washington tentava d’introdurre nell’agenda della NATO la discordia degli Stati Uniti con la Turchia per l’acquisto del sistema di difesa missilistica russo S-400. Ora, qualsiasi piano della NATO per stabilire una presenza permanente nel Mar Nero sarà uno scherzo, a meno che la Turchia, che controlla Bosforo e Dardanelli con la Convenzione di Montreux (1936), collabori. La pressione totale degli Stati Uniti preme sul presidente della Turchia Recep Erdogan, con aperte minacce di devastazione economica. Rivolgendosi alla riunione della NATO il 3 aprile, il vicepresidente degli Stati Uniti aveva parole eccezionalmente dure per la Turchia: “La Turchia deve scegliere: rimanere un partner critico nell’alleanza militare di maggior successo nella storia del mondo? O rischiare la sicurezza della partnership con decisioni avventate che la minano? ” Allo stesso modo, il discorso di Pence prese di mira Berlino per la crescente intesa tedesco-russa con la cancelliera Angela Merkel e la decisione di portare avanti il gasdotto Nord Stream 2, che consoliderà il dominio russo sul mercato europeo dell’energia e ostacolerà la strategia statunitense di conquistare il mercato europeo per le future esportazioni di gas di scisto. Pence disse, “E non possiamo garantire la difesa dell’occidente se i nostri alleati dipendono dalla Russia. Se la Germania persiste nella costruzione del gasdotto Nord Stream 2, come ha detto il presidente Trump, potrebbe trasformare l’economia tedesca in letteralmente “prigioniera della Russia”. È semplicemente inaccettabile che la prima economia europea continui a ignorare la minaccia dell’aggressione russa e la negligenza sulla propria autodifesa e difesa comune a tale livello. Ed è anche sbagliato per la Germania dipendere dall’energia dalla Russia”. “La NATO è un patto di mutua difesa, non un accordo di sicurezza unilaterale. Tutti gli alleati devono contribuirvi ed onorare gli impegni come noi i nostri”.
Ancora una volta, gli Stati Uniti introdussero nell’agenda della NATO un nuovo modulo, “Concorso strategico cinese”, citando il segretario di Stato Mike Pompeo. Nel suo discorso, Pence affermava: “Forse la più grave sfida che la NATO dovrà affrontare nei prossimi decenni è come adeguarci tutti all’ascesa della Repubblica popolare cinese. E notiamo che abbiamo… Che ci piaccia o no, le implicazioni dell’ascesa della Cina che influenzerò profondamente le scelte che i membri della NATO dovranno affrontare, individualmente e collettivamente”. “L’influenza in espansione della Cina richiederà necessariamente più attenzione e risorse statunitensi. E mentre affrontiamo questa sfida, i nostri alleati europei devono fare di più per mantenere forza e dissuasione della nostra alleanza transatlantica con le loro risorse”. La strategia degli Stati Uniti è impedire agli alleati della NATO di consentire alla tecnologia 5G cinese di competere con quella statunitense sul mercato europeo e, in secondo luogo, bloccare l’iniziativa Cintura e Strada della Cina nel continente europeo. Molti paesi europei sono aperti alla tecnologia cinese 5G, in particolare Germania e Gran Bretagna, e quasi la metà dei Paesi dell’UE ha aderito al BRI, l’Italia è la prima del gruppo G7. Tuttavia, è improbabile che la NATO, che opera su decisioni unanimi, s’infogni nelle discordie degli Stati Uniti con Germania e Turchia. (Un sondaggio tedesco mostrava che l’opinione della maggioranza, pur approvando l’appartenenza alla NATO, si oppone a qualsiasi aumento della spesa militare per soddisfare la pretesa di Trump.) È, ancora una volta, inconcepibile che la NATO si schieri nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. La Cina è il principale partner commerciale della Germania negli ultimi 3 anni. (La Cina è il secondo partner commerciale dell’UE dopo gli Stati Uniti e l’UE è il principale partner commerciale della Cina). Lord Hastings Ismay, il primo segretario generale della NATO, una volta disse che la NATO era stata concepita per “tenere lontana l’Unione Sovietica, gli statunitensi dentro e i tedeschi sotto”. La situazione attuale è che l’Unione Sovietica non c’è più e certamente la Russia non è l’Unione Sovietica. D’altra parte, l’America First di Trump cozza con l’euro-atlantismo e il POTUS ha scarsa presa sugli europei in generale.
Per la Germania, non la si può più schiacciare. Le strategie di Berlino vanno viste nel contesto delle fratture nell’unità europea e nel vivo senso dell’indipendenza dagli Stati Uniti. In effetti, il Nord Stream 2 è molto più che un gasdotto. Coincidenza o no, quando la NATO iniziava le celebrazioni del compleanno a Washington, la casa automobilistica tedesca Daimler ufficialmente apriva una fabbrica presso Mosca. Durante la cerimonia inaugurale, Putin firmava sul cofano della prima automobile dello stabilimento. Putin parlò di “evento molto piacevole” aggiungendo: “Io stesso, vostro umile servitore, come ben sapete, e molti miei colleghi hanno guidato e continuano a guidare Mercedes assai apprezzate per la qualità in tutto il mondo. È assolutamente certo che la Mercedes sarà popolare tra i consumatori russi”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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