Battaglia per Tripoli: la Russia gioca il ruolo di “Moderatore”, ma sostiene l’LNA di Haftar

Joaquin Flores, FRN 6 aprile 2019

La Russia invita le parti belligeranti in Libia a tornare al tavolo dei negoziati e a risolvere pacificamente le controversie, spiegava Lev Dengov, capo del gruppo di contatto sulla sistemazione intralibico del Ministero degli Esteri e la Duma di stato. Il diplomatico aveva anche detto che l’aggravamento della situazione si è verificato due settimane prima della conferenza prevista. Sono stati invitati i rappresentanti di Tripoli, guidati dal capo del governo dell’Accordo nazionale Fayaz Saraj, e delegati del Parlamento di Tobruq sotto la guida del comandante dell’Esercito nazionale libico (LNA) Qalifa Haftar. Il rappresentante speciale osservava che i libici avevano seriamente paura dell’intervento straniero e della ripetizione dello scenario del 2011. L’escalation della situazione in Libia iniziava il 4 aprile, il Generale Qalifa Haftar, a capo delle province orientali del Paese controllate dal governo nazionale di Tobruq, annunciava l’operazione militare per liberare Tripoli e invitava i residenti della città ad arrendersi e mettersi dalla sua parte. Dopo il videomessaggio, in cui Qalifa Haftar invitava il popolo di Tripoli a “deporre le armi e alzare la bandiera bianca”, il primo ministro Fayaz Sarraj ordinava alle truppe di essere pienamente operative per proteggere i civili. Aerei militari decollavano. Come spiega il rappresentante del gruppo di contatto russo Lev Dengov, Mosca è preoccupata dell’aggravamento della situazione e invita le parti a risolvere le controversie con mezzi pacifici. “Esortiamo Tobruq e Tripoli ad evitare spargimenti di sangue. In tutto questo tempo, il nostro Paese ha mantenuto i contatti con tutte le parti in conflitto. con rappresentanti di Tobruq, Tripoli e Misurata. Pertanto, dire che sosteniamo qualsiasi parte è ingiusto. Esortiamo le parti a tornare al dialogo produttivo e pacifico, alle posizioni espresse durante la conferenza di Palermo”, affermava il rappresentante speciale. “La cosa più importante è impedire l’intervento straniero in modo che il conflitto possa essere risolto senza il coinvolgimento di terzi”, aggiungeva. “C’è crescente preoccupazione tra i residenti di Tripoli che gli eventi di otto anni fa possano ripetersi”, aveva detto il politico.
FRN valuta tali commenti come forma di copertura diplomatica. Mentre è certamente logico che la Russia non voglia un intervento straniero esterno ai propri sforzi, è anche chiaro che la Russia nel complesso sostiene le forze di Haftar a Tobruq, che ha già unito la stragrande maggioranza della Libia, e Sirte, Misurata e Tripoli rimangono le uniche aree controllate da Saraj, favorito dall’occidente e riconosciuto dall’ONU. Tuttavia, è sostenuto da formazioni di al-Qaida e non seppe portare stabilità, per non parlare della crescita economica nel Paese devastato dalla guerra. Questo crea uno scenario delicato per la Russia. Prima, il 4 aprile, parlando al Forum della gioventù libica, il Generale Haftar aveva detto che la crisi politica nel Paese si risolverà questo mese creando un governo unico. Al momento, tuttavia, gli esperti non accettarono le parole di Haftar come possibile minaccia alle autorità di Tripoli: a metà aprile era prevista una conferenza nazionale in cui erano previsti colloqui tra i rappresentanti di oriente, occidente, così come lprovince del sud e Misurata, la terza forza del Paese non controllata da Sarraj o Haftar. Tuttavia, è inteso che Misurata si vede legata a Saraj e Tripoli. Se Tripoli dovesse essere unificata col resto della Libia sotto Haftar, allora Misurata non avrà opzioni.
A febbraio, le forze di Haftar sequestrarono il più grande giacimento di petrolio in Libia, al-Sharara, senza incontrare resistenza da Tripoli o Misurata. Poi ci furono notizie sull’esercito che avanzava nel sud-ovest del Paese, subordinando sempre più nuove aree. Dato che la LNA controlla già la maggior parte delle coste dove si trovano grandi terminal di esportazione, è sicuro che le consegne di petrolio libico all’estero sono ormai quasi completamente nelle mani di Haftar. L’intervento non è mai stato interrotto. “L’aviazione nordamericana colpisce ancora le formazioni terroristiche”, osservava uno scienziato politico. Questa situazione è instabile, poiché ci sono due centri di potere e gruppi diversi che hanno proprie strutture armate. E non può durare per sempre. Haftar avrà abbastanza forza per estendere il controllo sull’intero paese? Prima, nessuno poteva dirlo. Secondo il senatore Aleksej Pushkov, a causa della molteplicità dei centri di potere in Libia, praticamente nessuno Stato occidentale ha abbastanza autorità sugli affari libici da ottenere un compromesso. L’ultimo round di colloqui di pace tra i due campi si ebbe a fine febbraio. Poi, nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, Abu Dhabi, Fayaz Saraj e Qalifa Haftar ebbero colloqui, durante cui affrontarono le questioni più importanti dell’accordo intra-libico. In particolare, ribadivano l’impegno a tenere elezioni parlamentari nazionali in primavera. Questa idea fu espressa durante la Conferenza di Palermo dal rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Libia Gasan Salamé. Si supponeva che le elezioni avrebbero posto fine al duplice potere esistente nel Paese, secondo cui si sarebbe formato un unico parlamento.
La protratta crisi in Libia è una conseguenza dell’intervento diretto e illegale della NATO negli affari del Paese, che portava al caos, secondo il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. “Di conseguenza, questo Paese fu immerso nel caos, diventando fonte di instabilità regionale, focolaio di terrorismo”, aveva detto in un’intervista al quotidiano egiziano al-Ahram prima di andare a Cairo. La situazione in Libia è nuovamente acuita dall’inizio di aprile. Il comandante dell’Esercito nazionale libico, Maresciallo Qalifa Haftar, annunciava l’offensiva su Tripoli per licenziare il governo del consenso nazionale guidato da Fayaz Saraj, che considera un terrorista. A sua volta, nella capitale libica dichiarò la piena preparazione al combattimento. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in una conferenza stampa a Tripoli invitava le parti a evitare scontri militari. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU sosteneva il Segretario generale e annunciava l’intenzione di consegnare alla giustizia i responsabili dell’escalation del conflitto. Nel 2011, Stati Uniti ed Unione europea sostennero e promossero il colpo di Stato della “primavera araba”, in cui il leader libico Muammar Gheddafi fu ucciso, e il numero di vittime del conflitto fu il maggiore in Medio Oriente, esclusa la guerra in Siria. Finora, gli scontri continuano nel Paese, inoltre, il duplice potere ha regnato, un parlamento eletto dal popolo si trova nella città orientale di Tobruq, e il governo di Saraj, formato col sostegno di Nazioni Unite ed Europa, siede a Tripoli.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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