Haftar sul punto di unificare la Libia, avvia la ‘Liberazione’ di Tripoli

Joaquin Flores, FRN 5 aprile 2019

La mappa è una rappresentazione aggiornata della situazione attuale in Libia. I punti rossi rappresentano le aree detenute da Haftar/Bengasi, i punti verdi sono le forze di Tripoli e ivari signori della guerra.

Il leader dell’esercito nazionale libico, Qalifa Haftar, ha lanciato un’operazione militare per “liberare” la capitale di Tripoli, dove ha sede il governo appoggiato dall’ONU. Secondo quanto riferito, ha ordinato una stretta osservanza sull’uso delle armi e che nessun civile sia colpito. Mentre l’ONU riconosce il governo a Tripoli, governo incapace di portare ordine nella Libia del dopoguerra e che non ha mai controllato alcuna area del Paese. Al suo posto, vari signori della guerra controllavano varie regioni, e la tratta di esseri umani e schiavi tornava nel Paese per la prima volta da oltre un secolo. Il LNA, tuttavia, è guidata dal Feldmaresciallo Qalifa Haftar, il cui obiettivo è unire la Libia prebellica e restituirle stabilità. Haftar era un comandante della rivoluzione verde di Gheddafi nel 1969, ma dopo fu catturato in Chad, cambiando posizione e recandosi negli Stati Uniti, dove visse a Langley negli anni ’90. Fu poi coinvolto nel criminale complotto per rovesciare Gheddafi e guidò le forze del CNT contro la Jamahiriya nel 2011. Quando il potere fu consegnato comunque al GNC, il Congresso Nazionale Generale, Haftar mostrò dissenso. Ciò era dovuto principalmente, secondo i rapporti, ai legami coi gruppi salafiti che senza dubbio furono fondamentali nel crollo di Gheddafi. Tali gruppi salafiti, principalmente wahhabiti sostenuti dalle monarchie del Golfo, ricevettero il supporto aereo dalla NATO. Da allora, Haftar ha cercato di rinnovare l’alleanza coi precedenti alleati ed amici internazionali di Gheddafi, come la Russia. Fu a lungo evidente che né NATO né ONU riconobbero il governo a Tripoli non desiderano una Libia unificata e stabile. Il governo di Haftar è a Bengasi, dove il movimento anti-Gheddafi trovò per la prima volta sostegno occidentale. In breve, Bengasi fu la capitale del CNT, mentre le forze legittime di Gheddafi detenevano il resto del Paese e la capitale Tripoli.
Negli ultimi otto anni, le cose sono cambiate. La campagna di Haftar, tuttavia, è riuscita a unire la maggior parte delle tribù. Comprende la struttura tribale della Libia, che fu parte originale della rivoluzione di Gheddafi del 1969, comprendendo che la Libia è composta da migliaia di tribù indigene che ogni autorità centrale deve conquistarsi, una per una. Ciò comporta un attento equilibrio tra autorità e controllo locale. Ora, le forze di Haftar sono solo a pochi giorni dal riunire la Libia. Per risorse, il governo controlla oltre il 90% delle risorse petrolifere e ha recentemente siglato un accordo sugli armamenti con la Russia. “Col nostro esercito che accerchia Tripoli, continuiamo la lotta”, aveva detto Haftar in una dichiarazione rilasciata dall’ufficio informazioni dell’esercito. “Rispondiamo all’appello del nostro popolo ella nostra capitale dopo che ha esaurito la pazienza”, aggiungeva. In particolare, il comandante dell’esercito chiese “l’uso della forza solo contro chi combatte l’esercito”. Il giorno prima, il portavoce dell’esercito annunciava i piani dell’esercito per conquistare la Libia occidentale, tra cui Tripoli, ore prima che il governo appoggiato dall’ONU a Tripoli dichiarasse lo stato di allerta contro i piani dell’esercito.
L’esercito di Haftar è alleato col governo orientale della Libia, poiché il Paese nordafricano è politicamente diviso tra due governi a est e ad ovest. Le Nazioni Unite hanno chiesto moderazione, e sono preoccupati che il governo che hanno riconosciuto sia privo di legittimità e di territorio.
Le forze di Haftar hanno scacciato le forze del governo di Tripoli senza problemi, seguendo l’appello per marciare verso la capitale. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guteres, che si era recato a Tripoli il 3 aprile, chiedeva moderazione avvertendo del crescente pericolo di un nuovo grande scontro. Tuttavia, ciò che tale affermazione nasconde è che l’ascesa di Haftar sia la risposta stabilizzante al caos stantio che regnava nel Paese dal 2011.
A conti fatti, Haftar è al contrario un pragmatico, o un opportunista, che comprende i bisogni interni ed internazionali della Libia come solo un ex-membro della dirigenza di Gheddafi potrebbe. Allo stesso tempo, una Libia unita non è una buona opzione per l’occidente, gran parte del caos è stato indicato dagli esperti come intenzionale. Il governo di Haftar ora sembra già avere il controllo della maggior parte delle risorse della Libia, mentre le potenze occidentali non sembrano aver bisogno di una Libia unita. C’è un precedente all’apparente rovesciamento di Haftar e nuovo impegno a una Libia stabile e unificata. Ci sono diversi casi in cui un tempo le marionette cambiavano parte quando ne avevano possibilità, in ciò che può essere chiamato legge del potere locale, o delle autorità locali. Maliqi in Iraq o Karzai in Afghanistan ne sono buoni esempi. Mentre gli obiettivi immediati di Haftar sembrano l’unificazione delle tribù e la stabilità, non c’era chiara indicazione sul fine politico o sociale della proposta di Haftar. È improbabile che il Paese devastato dalla guerra tornerà presto alla posizione col più alto tenore di vita dell’Africa. Tuttavia, dato il sostegno dai leader tribali, non vi è alcun dubbio che qualsiasi cosa abbia proposto sia preferibile a guerra, carestia e stasi del caos che dominano la Libia dal 2011.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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