I nomi delle ere raccontano il viaggio del Giappone

Chen Yang, Global Times, 2/4/2019

Il capo segretario del governo giapponese, Yoshihide Suga, annunciava il nome della prossima era imperiale del Giappone, “Reiwa”. È adottato dal Manyoshu, antologia di poesia classica dell’ottavo secolo. Il periodo inizierà formalmente il 1° maggio quando il principe ereditario Naruhito succederà al padre imperatore Akihito sul trono del Crisantemo, ponendo fine al trentennio dell’era Heisei (1989-2019). Guardando la storia moderna e contemporanea del Giappone, si scopre che rispetto all’era Showa (1926-89), piena di cambiamenti e progressi, l’era Heisei fu un periodo di inattività. È vero che negli ultimi 30 anni il Giappone ha raggiunto il successo in molti campi. Gli scienziati giapponesi hanno impressionato il mondo vincendo spesso premi Nobel, in particolare dall’alba del millennio. Tuttavia, i semi dei risultati raggiunti nell’era Heisei furono seminati durante l’era Showa. Il primo periodo Showa (1926-45) fu caratterizzato da militarismo e guerre. I dividendi e la gloria del Giappone goduti nel periodo Heisei derivano principalmente da creatività e accumulazione di risorse negli anni della tarda era Showa (1945-89). Ad esempio, l’entrata in vigore della Costituzione nel 1947 non solo cambiò il militarismo giapponese in democrazia, ma aprì la strada a un rapido sviluppo economico da allora. Il Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra Stati Uniti e Giappone, firmato nel 1951, evitò il rischio di coinvolgimento in controversie internazionali o regionali, permettendo così al Giappone di concentrarsi maggiormente sulla ricostruzione economica. Nel 1955 venne costituito il Partito democratico liberale del Giappone (LDP), che segnò l’inizio del sistema del 1955, in cui il partito detenne il governo di maggioranza. Il dominio del LDP, sebbene a volte scosse le fondamenta del sistema democratico giapponese, migliorò l’efficienza amministrativa e la continuità politica. La melodia diplomatica ambientata durante gli anni della tarda Showa portò il Giappone a riprendersi rapidamente dalla sconfitta della Seconda guerra mondiale e a diventare un Paese sviluppato.
Quando guardiamo al Giappone nell’era Heisei attuale, vediamo che instabilità politica e recessione economica sono due aspetti importanti. Pertanto, potrebbe non lasciare un ricco retaggio all’era Reiwa. Ci furono 17 primi ministri giapponesi dal 1989 al 2019, con una durata media in carica di circa 1,7 anni. Durante l’era Showa, furono 32 i primi ministri il cui mandato medio era di circa 1,9 anni, quasi come l’era Heisei. C’erano quattro amministrazioni a lungo termine durante l’era Showa, l’amministrazione di Eisaku Sato, di Shigeru Yoshida, di Yasuhiro Nakasone e di Hayato Ikeda. I quattro primi ministri diedero un contributo cruciale allo sviluppo del Giappone dopo la seconda guerra mondiale. Ma nell’era Heisei, solo l’amministrazione di Junichiro Koizumi e l’attuale di Abe possono essere considerate a lungo termine. L’assenza di amministrazioni a lungo termine non consente un’attuazione stabile della politica. Ci furono due cambiamenti di regime durante l’era Heisei, l’amministrazione di Morihiro Hosokawa nel 1993 e l’amministrazione Yukio Hatoyama del 2009 che fu il primo ministro del Partito Democratico del Giappone. L’amministrazione Hosokawa durò solo sette mesi e l’amministrazione Hatoyama tre anni che non lasciare alcun risultato politico concreto. Tuttavia, i due cambi di regime ebbero significati importanti: l’LDP, come partito di governo a lungo termine, non mantenne il suo predominio assoluto nell’era Heisei. L’LDP doveva anche competere coi partiti di opposizione durante l’era Showa. Ma invece di perdere il potere, l’LDP poté mantenerlo nel lungo periodo coi vantaggi propri del partito. Ma l’LDP perse il potere due volte nell’era Heisei e dovette collaborare col Komeito in un governo di coalizione. Ciò significa che l’LDP perse il sostegno dei giapponesi e ciò potrebbe ripetersi in futuro.
Durante l’era Showa, il Giappone registrò una rapida crescita economica e brevi periodi di recessione economica. Ma la crisi economica durò quasi per tutta l’era Heisei. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il tasso medio di crescita del PIL giapponese dal 1989 al 2018 fu dell’1,26%, tra i quali il più alto furono il 4,89% nel 1990 e il 5,42% nel 2009. C’era un divario significativo tra Cina e Giappone. Il tasso medio di crescita del PIL della Cina dal 1989 al 2018 fud el 9,23%, tra cui il più alto fu il 14,3% nel 1992. A causa del rafforzamento dell’economia cinese e del divario tra Cina e Giappone, la prima superò il Giappone nel 2010 come seconda economia mondiale. Il Giappone divenne la seconda economia del mondo nell’era Showa, nel 1968, ma perse la posizione nell’era Heisei. Questa fu la svolta per l’economia giapponese dalla Seconda guerra mondiale. L’Abenomics ha in qualche modo stimolato l’economia giapponese, ma è ancora troppo fragile per uscire dalla deflazione.
I nomi delle era segnano il tempo e dimostrano che le persone si aspettano un futuro migliore. “Reiwa” è un nuovo inizio, ma non significa che i problemi lasciati dall’era Heisei scompariranno. Devono ancora essere risolti dai giapponesi, che hanno aspettative dalla nuova era del Giappone e sperano che sia più promettente dell’era Heisei.

L’autore è un editore del Global Times ed osservatore di questioni giapponesi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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