Il Cremlino ha blindato la Russia dalle sanzioni finanziarie

La Russia ha un rapporto debito/PIL del 15% e riserve sufficienti per coprire il debito
Ben Aris, BNE, 1 aprile 2019

Le riserve internazionali lorde della Russia (GIR), compreso l’oro, continuano a salire raggiungendo i 487,1 miliardi, il 22 marzo, abbastanza per coprire il debito estero della Russia in contanti. A febbraio, durante il discorso sullo stato della nazione, il Presidente Vladimir Putin affermò che per la prima volta la Russia ha abbastanza soldi nelle riserve per coprire tutto il debito estero con denaro contante. Alla fine dell’ultimo trimestre del 2018, la Russia aveva un debito estero di453,7 miliardi, debito diminuito costantemente per dodici mesi, dato che il governo sfrutta i guadagni derivanti dall’aumento dei prezzi del petrolio e la riduzione delle spese per estinguere il debito. La Russia aveva già il più basso debito tra i grandi Paesi del mondo. Mentre la maggior parte dei Paesi occidentali ha un indebitamento rispetto al PIL ben oltre le regole di Maastricht che raccomandano massimo 60% (e alcuni come l’Italia oltre il 100%); il rapporto debito/PIL della Russia è rimasto intorno al 15% per anni. All’inizio del 2016 il debito estero della Russia era di 520 miliardi di dollari e nel terzo trimestre del 2017 salì a 537, ma iniziò a ridursi rapidamente coll’avvio del 2018. Il debito in calo fa parte della strategia del Cremlino di essere a prova di sanzioni, dato che più sanzioni finanziarie dovrebbero essere imposte quest’anno. Ad aprile, il Congresso degli Stati Uniti dovrebbe votare il Defending American Security Against Kremlin Aggression Act (DASKAA) che potrebbe riguardare le obbligazioni sovrane della Russia. Anche la Banca Centrale di Russia (CBR) adottava misure preventive, tra cui la riduzione delle disponibilità in buoni del Tesoro USA e la Russia dal 2007 attivamente accumula oro come quota del proprio GIR.
È stata costruita una “fortezza finanziaria” che rende molto difficile fare pressione sul Cremlino, ma ha un costo. Con l’accento posto sulla stabilità gli investimenti sono stati inferiori e l’economia rallentata. Nonostante il crescente ammontare di riserve in contanti in Russia, i redditi reali in Russia sono leggermente diminuiti nel 2018, per il quinto anno consecutivo. Ora l’economia è in gran parte isolata dai pericoli delle sanzioni e il Cremlino si rivolge al crescente malcontento lanciando un massiccio piano di investimento sociale e infrastrutturale che dovrebbe “trasformare” la Russia e migliorare la vita come delineato nei Decreti di maggio, per investimenti per 390 miliardi di dollari, previsti per i 12 progetti nazionali. Resta da vedere se basterà per far crescere il PIL accelerandolo ad oltre il 3% nel 2021, obiettivo a breve termine.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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