Trump aiuta Israele a fornire armi nucleari all’Arabia Saudita

Alan Macleod, Mint Press 29 marzo 2019

Il segretario all’Energia del presidente statunitense Donald Trump, Rick Perry, ha segretamente approvato la vendita di tecnologia e assistenza nucleare all’Arabia Saudita, rivelava Reuters. Si dice che l’Arabia Saudita tenti di costruire almeno due centrali nucleari nell’ambito dello sforzo per diversificare propri settore energetico ed economia. Con tale piano accettato offerte da Russia, Corea del Sud e Stati Uniti per dei lucrosi contratti. L’approvazione di Perry è nota come autorizzazione Parte 810, che consente alle società energetiche di iniziare pianificazione ed avvio del lavoro preliminare in previsione della chiusura di un accordo formale in futuro. Mentre le proposte saudite sono presentate come civili e non menzionano armi nucleari, approvazione e vendita di tecnologia nucleare dagli Stati Uniti sono state viste da molti come preludio allo sviluppo di un’arma nucleare saudita, che potrebbe potenzialmente innescare una corsa agli armamenti nucleari nella regione. Riyadh da tempo brama le armi atomiche e pensava di svilupparne proprie cercando di mantenere il dominio militare nella regione. “Se l’Iran sviluppasse un’arma nucleare, ciò sarebbe inaccettabile per noi e dovremo seguire l’esempio”, aveva detto al Guardian nel 2011 il principe Turqi al-Faysal, ex ambasciatore saudita negli Stati Uniti, osservando che il regno potrebbe sentirsi “costretto” a perseguire l’opzione in futuro, se le tensioni coll’Iran rimarranno alte. In realtà, l’Iran non ha, né cerca, la tecnologia per armi nucleari (cosa riconosciuta di nascosto da Mossad e CIA), ed ha rispettato i propri impegni coll’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Tuttavia, qualsiasi mossa del genere dell’Arabia Saudita potrebbe provocare una risposta dall’Iran, principale avversario nella regione, e suonerebbe come una campana a morto per le speranze di creare una zona senza armi nucleari in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno a lungo accusato l’Iran di cercare di sviluppare la tecnologia per armi nucleari imponendo sanzioni al Paese.

La connessione israeliana
Un importante attore nucleare nella regione è Israele, una delle poche nazioni al mondo che non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare. Si stima che Israele possieda da 100-200 armi nucleari e abbia assunto una posizione fortemente contraddittoria nei confronti dell’Iran. Nel 2015, il primo ministro Benjamin Netanyahu apparve a una sessione congiunta del Congresso coll’immagine di una bomba durante un discorso che denunciava l’Iran e avvertiva di una minaccia militare iraniana. Israele ebbe un ruolo chiave nel portare gli Stati Uniti in posizioni più aggressive sull’Iran con una continua spinta nelle relazioni pubbliche per presentare il Paese come minaccia. L’anno scorso Mint Press News riferì che il governo israeliano aveva iniziato a vendere i segreti delle armi nucleari all’Arabia Saudita. Ami Dor-on, alto funzionario e specialista nucleare dell’organizzazione Israel’s Homeland Security, svelò la pratica clandestina. Le azioni israeliane furono l’ultima prova della crescente cooperazione tra le due nazioni. Tuttavia, la prospettiva di un’Arabia Saudita nucleare suscita molte preoccupazioni.

La minaccia di un’Arabia Saudita nucleare
Per qualche tempo l’Arabia Saudita fece sentire la propria presenza in Medio Oriente, comportando la destabilizzazione della regione. Nel 2011 i carri armati sauditi entrarono nel Bahrayn per schiacciare la rivolta della Primavera Araba nel Paese insulare, e continua ad essere il principale motore della guerra in Yemen, etichettata da alcuni come genocidio. Almeno 22 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria a seguito del bombardamento saudita del Paese. Riyadh continua inoltre a finanziare vari gruppi jihadisti in Siria ed è uno dei maggiori finanzieri del terrorismo nel mondo. Prima dell’elezione, Trump sosteneva che l’ Arabia Saudita era dietro gli attacchi dell’11 settembre e la Casa Bianca recentemente dichiarava che avrebbe ritenuto il regno responsabile dell’assassinio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. Tuttavia, come nel caso del continuo sostegno statunitense alla guerra saudita in Yemen, tali proclami sono svaniti. I servizi armati sauditi sono già una forza formidabile. L’Arabia Saudita è il terzo Paese al mondo per spese militari, dopo solo Stati Uniti e Cina, secondo l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma. Le dimensioni dell’esercito saudita sono stimate in circa un quarto di milione di persone attive, equipaggiate con le armi più avanzate. Già sette dei 10 Paesi al mondo con la più alta spesa militare sono in Medio Oriente. Lo sviluppo di armi nucleari in Arabia Saudita per molti potrebbe indicare l’inizio di un’era ancora più pericolosa per la regione devastata dalla guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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