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La visita di Pot Pot in Cina e Corea nel 1977

Nate Thayer, 13 settembre 2012

Pol Pot dettagliò che i Khmer Rossi eliminavano i nemici al premier cinese Hua Guofeng nel 1977, avvertendolo che la guerra col Vietnam era necessaria e incombente. Il giorno prima che Pol Pot arrivasse per una visita di Stato a Pechino nel settembre 1977, fece un discorso a Phnom Penh in cui rivelò pubblicamente per la prima volta l’esistenza del Partito comunista cambogiano e che lui ne era il segretario generale. Né il popolo cambogiano né il mondo lo sapevano anche dopo essere stati al potere per oltre due anni. Cinque giorni prima, il 24 settembre, le forze dei Khmer rossi attaccarono numerosi villaggi del Vietnam. Arrivò a Pechino il 28 settembre e partì per Pyongyang il 4 ottobre, tornando in Cina una settimana dopo e quindi in Cambogia il 22 ottobre 1977. Fu l’unica visita ufficiale di Pol Pot fuori dalla Cambogia mentre era al potere come capo del governo dei Khmer Rossi, in Cina e in Corea democratica. In Cina incontrò il presidente del Comitato centrale del Partito comunista cinese e il Premier Hua Guofeng, successore scelto da Mao e che presto sarà sostituito da Deng Xiapeng. All’inizio di ottobre Pol Pot lasciò la Cina per una visita di Stato in Corea democratica, dove fu accolto da Kim Il Sung, con benvenuto di alto profilo, prima di tornare per ulteriori colloqui in Cina. Firmò accordi per aumentare gli aiuti militari, addestramento ed assistenza da entrambi i Paesi durante questo viaggio. Reticente riguardo al duro dominio dei Khmer Rossi e alla rapida marcia verso la guerra col Vietnam, la Cina comunque diede pieno e completo sostegno alla Kampuchea democratica quando la guerra non dichiarata col Vietnam scoppiò due anni dopo. Deng nelle discussioni con Pol Pot cercò di convincere i Khmer Rossi ad essere cauti e ritardare la guerra col Vietnam, ma Pol Pot respinse il consiglio della Cina, aggravando le relazioni già tese tra Beijng e Hanoi. La Cina comunque diede pieno e completo sostegno alla Kampuchea democratica nella guerra non dichiarata col Vietnam.

Durante la sua visita in Cina, Pol Pot (a sinistra) ricevette il sostegno di Deng Xiaoping per i “successi” della “Kampuchea democratica” nella costituzione di una società “senza classi” e nella battaglia contro il Vietnam. Foto ufficiale cinese non datata.

In questo incontro di lavoro con Hua Guafeng, secondo le trascrizioni cinesi recentemente emerse, Pol Pot enunciò chiaramente le epurazioni in Cambogia e che la guerra col Vietnam era imminente due anni prima che il resto del mondo si rendesse conto dei massacri che si verificavano in Cambogia. “Pensiamo di aver preparato personale dell’intelligence nelle nostre forze. A livello centrale, hanno 5 agenti; a livello di divisione, tra 4 e 10; e inoltre, ne hanno alcuni nelle province”, disse, descrivendo in dettaglio gli agenti nemici nel nucleo del potere del partito e gli alti ufficiali al comando. Pol Pot, delineò in maniera netta, senza mezzi termini, che avrebbe continuato l’azione centralizzata per liquidare i nemici ai vertici del suo regime, e proclamò l’inevitabilità della guerra col Vietnam al premier cinese. Hua Guofeng rispose: “La sua strategia verso i Paesi vicini è corretta”.

L’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Cambogia, Sun Hua, a sinistra, con Ieng Sary, a brindare a Phnom Penh. Una foto non datata trovata dall’esercito vietnamita negli archivi nel gennaio 1979, abbandonata dai Khmer Rossi mentre fuggivano da Phnom Penh.

Pol Pot: Unione Sovietica, Vietnam e Cuba cooperano per combatterci nelle zone di confine. Pensiamo che abbiano preparato personale dell’intelligence nelle nostre forze. A livello centrale, hanno 5 agenti; a livello di divisione, tra 4 e 10; e inoltre ne hanno alcuni nelle province. Dal settembre 1975 si preparano ad attaccare Phnom Penh, Prey Veng e le aree di confine. Si preparano anche ad assassinare la nostra leadership con fucili di precisione e veleno. Hanno più volte avvelenato cibo che per caso non abbiamo mangiato. Thailandia, Unione Sovietica e Vietnam collaborano in ciò. Abbiamo anche documenti per dimostrare che Stati Uniti e Vietnam collaborano su questo. Nel 1976, abbiamo iniziato a risolvere il problema degli agenti vietnamiti e nel giugno 1977 il lavoro era sostanzialmente completato. Abbiamo messo quadri accuratamente selezionati responsabili di Phnom Penh ed aree di confine, in particolare sul confine orientale (col Vietnam) dove ci sono molti agenti della CIA. Comprendiamo che la natura delle Forze Armate vietnamite è cambiata. Non sopportano più le difficoltà. Ora fanno affidamento su armi pesanti, carri armati ed aerei. Allo stesso tempo, anche la natura della loro fanteria è cambiata. Le loro truppe non vogliono combattere. Molte loro truppe del Nord hanno preso altre mogli nel Sud e non possono combattere. Non siamo preoccupati dai combattimenti, ma dalla costante minaccia del Vietnam. Il Vietnam non solo vuole annettersi Cambogia e Laos. Vuole anche occupare l’intero sud-est asiatico. Abbiamo condotto negoziati con loro molte volte, ma senza successo. Risolvere il problema con mezzi militari porterà a una diminuzione delle nostre forze.

Il passaporto diplomatico cinese ufficiale di Pechino rilasciato a Ieng Sary col falso nome cinese “Su Hao”, affermava falsamente che era nato a Pechino il 1° gennaio 1930. Il passaporto fu rilasciato dal Ministro degli Esteri cinese, per permettere a Sary di viaggiare fuori della Cina dopo la caduta dei Khmer rossi nel gennaio 1979.

Pol Pot: L’orientamento strategico, quindi, dovrebbe essere sviluppare la rivoluzione nel sud-est asiatico. Altrimenti, occorreranno secoli per risolvere il problema tra Vietnam e Cambogia. Il Laos, a nostra conoscenza, svolgerà un ruolo importante nella strategia del Vietnam. Il trattato Vietnam-Lao del 13 luglio 1977 è un trattato in base al quale il Vietnam annette il Laos. La popolazione del Laos è di tre milioni. Tuttavia, il numero di vietnamiti in Laos da solo, per non parlare dei laotiani vietnamiti, è di tre milioni. La popolazione vietnamita aumenta di uno o due milioni ogni anno. Dopo cinque anni, i laotiani saranno una minoranza. Il Vietnam, tuttavia, non è in grado di controllare il Laos perché ha risorse umane, finanziarie e alimentari insufficienti. Se la rivoluzione nel Sud-Est asiatico avanza con forza, sfruttando le opportunità, allora la situazione sarà migliore e risolveremo il nostro problema. Abbiamo conversato coi nostri amici birmani, malesi, indonesiani e tailandesi e abbiamo raggiunto un accordo con loro. Questa è una grande vittoria politica, anche se sarà più complicata quando entreremo nei dettagli. Facciamo affidamento sui nostri amici cinesi nel nord. L’Asia sudorientale è unita. Questa situazione ci incoraggia strategicamente. Per quanto riguarda la nostra politica estera, cerchiamo di unire le forze del sud-est asiatico. Il nostro Comitato centrale ritiene che questo sia un compito importante. Trascorriamo del tempo lavorando coi partiti del sud-est asiatico. Che la Cambogia possa difendersi contribuisce alla difesa del sud-est asiatico. Come prima, ci sentiamo sicuri di avere i cinesi come amici. Il recente XI Congresso del PCC ci incoraggia e promette a noi e alla rivoluzione del sud-est asiatico un futuro brillante.
Hua Guofeng: La sua strategia coi Paesi vicini è corretta.

Pol Pot, in prima fila a sinistra, cammina con la delegazione cinese guidata da Wang Dongxing, davanti, a destra, durante la visita della delegazione alla Kampuchea democratica il 5 novembre 1978. Seguono Khieu Samphan e Noun Chea. Durante questa visita, due mesi prima di fuggire dai carri armati vietnamiti verso la giungla, si dice che Pol Pot chiedesse aiuti militari urgenti dalla Cina, ma la richiesta fu respinta.

Il 4 ottobre, Pol Pot e la sua delegazione, che comprendeva Nuon Chea, responsabile dei servizi di sicurezza e comandante politico dell’apparato della liquidazione dei Khmer rossi, il ministro degli Esteri, il cognato Ieng Sary, il ministro della Difesa Son Sen, e la cognata Ieng Thirith, il vertice del Politburo del partito cambogiano, arrivarono a Pyongyang, dove furono accolti in pompa magna ed entusiasta coreografia di benvenuto. Pol Pot fu premiato a pieno con una dimostrazione di supporto di alto profilo da Kim Il Sung, e la delegazione di Pol Pot ricevette non meno di 26 articoli dai media nordcoreani, copertura radio e televisiva continua, innumerevoli fotografie in prima pagina negli organi di partito, e almeno 6 incontri col Grande Leader Kim Il Sung, che incontrò Pol Pot all’aeroporto, con una folla di centinaia di migliaia di persone che acclamavano e sventolavano di fiori allineate per le strade di Pyongyang.

Ieng Sary, Pol Pot e Son Sen (da sinistra a destra) insieme a Pyongyang. Questa fotografia non datata fu presa in una base dei Khmer Rossi e data ai giornalisti.

Al suo arrivo, “Il Grande Timoniere compagno Kim Il-Sung strinse fermamente la mano al compagno Pol Pot all’aeroporto di Pyongyang” dove “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung posò per una foto commemorativa con la delegazione governativa e del partito della Kampuchea democratica guidata dal compagno Pol Pot”. Poi “il compagno Pol Pot ispezionò la guardia d’onore delle tre armi dell’Esercito popolare coreano” fu festeggiato dagli “Studenti che cortesemente presentarono fragranti mazzi di fiori al Grande Leader compagno Kim Il-Sing e al compagno Pol Pot”. Continuarono a Pyongyang dove il “Presidente del comitato amministrativo di Pyongyang, insieme agli eroi della repubblica e ai modellisti, presentò la statua di un combattente antimperialista al compagno Pol Pot il 4 ottobre 1977”, dopo di che “Cantando e ballando” ranghi di artisti e scolari accolsero con entusiasmo l’inviato di buona volontà del popolo cambogiano con canzoni, presente Kim Il-Song nella piazza Kim Il-song”. Nei due giorni successivi, 5 e 6 ottobre, furono molto più segreti poiché i membri della delegazione dei Khmer rossi organizzarono incontri di lavoro con le controparti coreane. “Si tennero colloqui tra il Grande Leader compagno Kim Il-Sung e il compagno Pol Pot” dissero i media di Pyongyang, seguiti da feste di alto profilo la sera del 5 ottobre, in cui “il compagno Pol Pot, insieme al Grande Leader compagno Kim Il-Sung, salirono sul palco del Teatro Mansudae presentando agli artisti un cesto di fiori per congratularsi per per la loro performance riuscita, posando con loro per una foto commemorativa”. Il 6 ottobre 1977, “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung, fece una visita di contraccambio al compagno Pol Pot” e in seguito “si tennero colloqui tra il Grande Leader Kim Il-Sung e il compagno Pol Pot”.
La Corea democratica, insieme alla Cina, erano gli unici due Paesi durante il regno dei Khmer rossi, i cui diplomatici avevano il permesso di lasciare le loro ambasciate a Phnom Penh senza previa autorizzazione. Diverse migliaia di tecnici e consiglieri nordcoreani vivevano in Cambogia. La Corea democratica fornì acciaio, materiale e tecnici per assistere costruzione ed addestramento delle forze militari e di sicurezza.
Con un’altra pubblica dimostrazione di sostegno di Pyongyang a Pol Pot nel 1977, quando Pol Pot intensificò le epurazioni interne dei nemici presunti, i media nordcoreani diffusero un messaggio congratulandosi ai compagni cambogiani nel 17° anniversario della fondazione del Partito comunista di Kampuchea. Il rapporto ufficiale dichiarava che Kim Il-Sung si congratulava col popolo cambogiano per aver “spazzato via il gruppo di spie controrivoluzionarie che aveva compiuto attività sovversive e sabotaggio”. Dopo aver negoziato l’aumento degli scambi e l’assistenza da Pyongyang, il 7 ottobre Pol Pot fu accolto da centinaia di migliaia di persone allo stadio nazionale dove “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung e il compagno Pol Pot sollevarono le mani strette in riconoscimento della folla di entusiasti che dava il benvenuto allo Stadio Moranbong”, dove la delegazione dei Khmer rossi ebbero posti onorari sulla “piattaforma presidenziale del raduno di massa di benvenuto a Pyongyang, col Grande Leader compagno Kim Il-Sung presente, alla delegazione del partito e del governo della Cambogia democratica guidata dal compagno Pol Pot”. Il raduno fu celebrato dai media nordcoreani che mostravano le foto di “Kim Il-Sung che pronunciava un discorso al raduno del 7 ottobre dando il benvenuto a Pol Pot”. Di fronte all’assemblea di alto profilo con migliaia di persone celebrato dai media, “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung conferì il titolo di Eroe della Repubblica popolare democratica di Corea al compagno Pol Pot”. Il giorno successivo, 8 ottobre mattina, “il Grande Leader compagno Kim Il-Sung e il compagno Pol Pot firmarono il comunicato congiunto tra Repubblica popolare democratica di Corea e Cambogia democratica” e “Le congratulazioni del 32° anniversario della fondazione del Partito dei lavoratori di Corea, e il compagno Pol Pot presentò al Grande Leader compagno Kim Il-Sung con un cesto di fiori e augurò lunga vita del grande leader”. “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung salutò cordialmente il compagno Pol Pot dopo la partenza da Pyongyang, avendo completato con successo la visita nella nostra nazione” e, una articolo dettagliava “Il Grande Leader compagno Kim Il-Sung, strinse fermamente la mano al compagno Pol Pot partendo da Pyongyang”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio