È tempo che i comunisti si riuniscano sotto Xi e il Partito comunista cinese

Saikat Bhattacharya, Qutnyti, 25 marzo 2019

Introduzione
Recentemente al raduno dell’Esercito Popolare di Liberazione, il Presidente Xi Jinping chiese alla Cina di andare alle radici marxiste. Molti stranieri pensavano che la Cina di Mao fosse marxista e con Deng Xiaoping fosse capitalista. Ma non è così che pensa il Partito comunista cinese. Per il PCC, Mao e Deng hanno arricchito il socialismo cinese nelle diverse condizioni oggettive. Dalto che le condizioni oggettive cambiarono drasticamente negli anni ’70, Deng intraprese un percorso distinto da quello di Mao. Ma Deng non negò mai il marxismo. Spiegheremo qui come la visione del PCC cambiò nei diversi periodi storici e perché Xi Jinping, che affronta nuove condizioni oggettive distinte da Deng, prendendo una strada distinta. Mao, Deng e Xi rappresentano in realtà la risposta della leadership cinese a diverse condizioni materiali. I comunisti di tutto il mondo devono accettare questo successo del Partito comunista cinese e devono unirsi per diventare una forza formidabile nella politica globale.

Era di Mao
Nel primo decennio del 20° secolo il capitalismo industriale coloniale affrontava una profonda crisi. L’automazione si traduceva in minori opportunità di lavoro. L’intensa centralizzazione della produzione per sfruttare le economie di scala portò a grandi cartelli e aziende in competizione con società più piccole. I nuovi Paesi industrializzati avanzavano sfidando i vecchi Paesi industrializzati. Quindi c’era il movimento operaio, la crisi tra piccoli proprietari e Paesi industrializzati in guerra per il controllo di materie prime, lavoro a basso costo e colonie. Così scoppiò la Prima guerra mondiale e Lenin colse l’occasione del disordine politico e sociale e creò l’Unione Sovietica conquistando il potere statale con la classe operaia avanzata. Lenin chiese il completa annientamento del feudalesimo e sottolineò gli effetti negativi di un processo produttivo motivato dal profitto, quindi seguendo l’idea di Marx-Engels chiese la proprietà statale dei mezzi di produzione (cioè terreni, macchinari e fabbriche) e l’allocazione delle risorse dall’Autorità di pianificazione piuttosto che dal mercato. Il mercato del lavoro fu frenato concedendo il diritto al lavoro per tutti. Con Stalin, l’Unione Sovietica ci riuscì. L’assegnazione programmata delle risorse sotto proprietà statale aiutò l’Unione Sovietica ad avere successo nelle industrie pesanti e nella creazione di un’industria indipendente per la produzione di armamenti. L’Unione Sovietica riuscì anche a migliorare notevolmente istruzione e salute. La vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista rese l’Unione Sovietica un modello dell’allora Mondo. Cina e molti Paesi dell’Europa orientale ebbero una rivoluzione comunista proprio come l’Unione Sovietica. Il PCC sotto la guida di Mao abolì ul feudalesimo e adottò l’economia pianificata. Ma dopo aver visto il revisionismo in Unione Sovietica, Mao capì che non bastava la proprietà statale, l’allocazione programmata delle risorse e il diritto al lavoro per andare verso il comunismo. Mao criticava il punto di vista di Stalin secondo cui il socialismo è un sistema distinto dal capitalismo coi suoi valori sociali e le sue leggi economiche. Invece, Mao definì il socialismo come stadio tra capitalismo e comunismo con le caratteristiche di entrambi. Dato che la lotta tra capitalismo e comunismo era allora solo nel secondo secolo, il socialismo avrebbe avuto più tratti capitalistici e meno comunisti. Mao capì che solo dopo molte rivoluzioni culturali, nuovi valori sociali comunisti e leggi economiche potevano emergere e più secoli di lotte erano necessari.

Era di Deng
Negli anni ’70, l’occidente subì enormi cambiamenti e cominciò a usare il debito per creare domanda ed iniziò a negare un ruolo allo Stato. Il coinvolgimento dello Stato è spesso considerato inefficiente e finisce per disincentivare il lavoro. Basandosi sul credito del petrodollaro, gli USA si assicurarono un credito estero illimitato e con cui gonfiarono i prezzi delle attività e poi un profitto commerciando le attività. Così, i capitalisti poterono trovare profitti nel commercio di risorse e la crisi di sovrapproduzione fu temporaneamente risolta. Gradualmente i Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti, iniziarono ad esportare la propria base manifatturiera verso i Paesi del Terzo Mondo per ottenere maggiori profitti usando la manodopera a basso costo di quest’ultimo, mentre essi iniziarono a trarre profitto dal commercio di beni. Deng comprese l’opportunità di ottenere tecnologia, capitale e mercato occidentali per industrializzare rapidamente la Cina. Deng colse l’occasione. Molti nel mondo pensavano che Deng si muovesse verso il capitalismo. Non capirono che Deng reagiva alle mutate condizioni materiali. Il capitalismo passò da capitalismo di produzione monopolista a capitalismo finanziario monopolistico. Il debito per creare la domanda era diventato più importante della produzione. I consumatori divennero più importanti dei lavoratori. Ciò assicurò semplicemente il fatto che il capitalismo si trasformava in reazione alla crisi di sovrapproduzione. E questa trasformazione presentò alla Cina un’opportunità storica chiaramente indicata da Deng nella sua tesi. Deng affermò che la Cina, col ruolo della guida comunista e delle imprese statali, poteva investire di più nelle infrastrutture e passare a una catena del valore più elevato delle democrazie liberali dominate dal settore privato. Deng comprese anche chiaramente che nella catena di approvvigionamento globale, il capitale può passare da un Paese con salari più alti a un Paese con salari più bassi e quindi ridurre significativamente il potere contrattuale della classe lavoratrice nel mondo. Ma una volta che la Cina aumenterà il suo reddito pro capite ai livelli dei Paesi imperialisti occidentali, altri Paesi del Terzo Mondo inizieranno a seguire la Cina. Con la riduzione della differenza dei salari tra Terzo mondo ed occidente imperialista, il potere contrattuale della classe lavoratrice risorgerà. Allora la classe lavoratrice diventerà più forte che mai nel mondo. Secondo Deng, la Cina colmerà il divario coi Paesi imperialisti in termini di reddito pro capite e salario entro il 2049. Dal 2049, la maggior parte dei Paesi inizierà a seguire il modello socialista della Cina e la classe lavoratrice globale sarà più forte che mai. La Cina iniziò a industrializzarsi usando il capitale e la tecnologia di Stati Uniti, Europa e Giappone, mentre gli Stati Uniti continuavano ad indebitarsi con la Cina ed altri Paesi generando la domanda di prodotti fabbricati in Cina. Il processo iniziò negli anni ’80, ma dopo la crisi finanziaria globale del 2007-08, questo processo subì forti dubbi. L’economia cinese crebbe oltre quella degli Stati Uniti per parità di potere d’acquisto. L’economia cinese diventava troppo grande per affidarsi alla domanda creata dal debito dell’economia statunitense. Anche gli Stati Uniti s’indebitavano con molti Paesi e, con l’attività del commercio di risorse in crisi, s’iniziò a mettere in discussione il processo di deindustrializzazione che andava di pari passo con la crescita del commercio di titoli negli Stati Uniti. Quindi la crisi tornò nel capitalismo occidentale.

Era di Xi
Xi Jinping giunse alla guida della Cina in questa situazione critica. Lui e i suoi compagni capirono che il vecchio sistema di globalizzazione non può andare avanti. Dato che gli Stati Uniti non potranno più generare una domanda sufficiente per i prodotti cinesi e quindi la maledizione della sovrapproduzione pende attualmente sull’economia cinese. Come reagire allora? Un modo è seguire Stati Uniti e occidente, la Cina può iniziare a distribuire debito per gonfiare i prezzi delle attività e trarne profitto dal commercio ed esportare la propria base produttiva in altri Paesi del Terzo Mondo meno sviluppati come Sud-est asiatico, India, Bangladesh o Africa. Un problema importante nel seguire questo passaggio per la Cina è che non ha canali di credito coi petrodollari ed è impossibile per la Cina crearne. Questo è semplicemente perché il petrodollaro riflette tre secoli di dominio globale anglosassone. La Cina non ha né storia di dominio globale né vi è interessata. Quindi la Cina non può mai avere un afflusso illimitato di debito estero reale, a differenza degli Stati Uniti. Un altro inconveniente di questo passaggio è che la Cina dovrà affrontare problemi analoghi alla deindustrializzazione che gli USA affrontano oggi. Quindi, sotto la guida di Xi, la Cina ha avuto un’idea diversa per contrastare la crisi di sovrapproduzione. La Cina ideava l’Iniziativa Fascia e Via, che prevede investimenti in infrastrutture come porti, ferrovie, strade in tutto il mondo e aiutare diverse regioni povere a svilupparsi e condividere la prosperità della Cina. La Cina ha un enorme surplus commerciale e continuare a finanziare lo sviluppo delle infrastrutture nel mondo non sarà un problema. Ma il lungo periodo di gestazione, ovvero la non redditività per un lungo periodo di tempo, è spesso considerato un grosso problema per la Belt Road Initiative. Potrebbe portare all’indebitamento di molti Paesi con la Cina. Ma questo sarà un vero problema per la Cina?

Ricordarsi il discorso di Xi: la radice marxista
La Cina può avviate la Via della Seta mentre Giappone o Germania con un enorme surplus commerciale non possono. Questo perché la Cina può sopportare un lungo periodo di gestazione e perdite a lungo termine mentre il sistema occidentale no. Nel modello dell’economia cinese l’appropriazione di plusvalore, proprio come nel sistema occidentale, è essenzialmente di natura capitalista. Ciò significa plusvalore appropriato, capitalista, creato dal lavoro salariato avendo la proprietà di macchine e altri mezzi di produzione. Ma mentre in occidente come usare il plusvalore è deciso dal capitalista privato e dalla classe dei banchieri, in Cina lo stesso è deciso dalla direzione del partito comunista. In questo modo, la leadership comunista può imporre investimenti con un lungo periodo di gestazione, cosa fortemente evitata dalla classe privata capitalista e dei banchieri. Così, mentre il sistema occidentale è più incline a fare profitti a breve termine, ma dal commercio di beni non produttivo, la Cina può fare investimenti produttivi ma non redditizi per un lungo periodo di gestazione. Ciò dimostra anche che la Cina manterrà il potere di allocare più risorse dallo Stato che non dai capitalisti privati. Il recente giro di vite sui dirigenti di Aubang, Wanda, ecc. lo dimostra chiaramente. La maggior parte del programma Via della Sera è stato sviluppato da banche e corporazioni infrastrutturali statali. Allo stesso modo, i media occidentali cercano di mostrare la Via della Seta come una delle principali cause dell’indebitamento di molti Paesi del Terzo Mondo, come Sri Lanka e Pakistan. Ma il punto è che Sri Lanka e Pakistan hanno solo il 12,5% e il 10% del loro debito estero totale con la Cina. Sono indebitati soprattutto con istituzioni finanziarie occidentali, non con la Cina. La Cina ha anche rinunciato al debito in Gambia, Zimbabwe e Venezuela, mentre ha cambiato la decisione d’investire in Kenya e Malesia in base alla richiesta dei rispettivi governi. Molti Paesi del Terzo Mondo non sono ancora riusciti ad annientare il feudalesimo e quindi il loro potenziale produttivo per lo sviluppo industriale non può ancora essere lanciato. Pertanto, l’iniziativa Via della Seta può non essere sufficiente per lo sviluppo di questi Paesi, ma sicuramente può stimolarlo. Recentemente, durante la guerra commerciale, gli Stati Uniti chiesero ripetutamente alla Cina di ridurre il ruolo delle imprese di proprietà statale e di offrire maggiori condizioni di parità al settore privato, citando il fatto che il settore privato è più redditizio. La Cina ripetutamente rispose che ha il diritto di seguire il proprio percorso di sviluppo e chiariva che le imprese di proprietà statale sono meno redditizie perché hanno spesso il dovere di generare domanda investendo, aiutando il settore privato a rimanere redditizio. Poiché la dipendenza cinese dalla domanda di esportazioni diminuirà, aumenterà la dipendenza delle imprese statali della Cina nel generare la domanda.

Conclusione
Possiamo quindi concludere che la Cina non si è mai veramente allontanata dall’approccio marxista, ma ha cambiato rotta quando le condizioni materiali e temporali cambiarono. Sotto Xi, le aziende statali faranno più investimenti infrastrutturali spesso incorrendo in perdite. Entro il 2035, il Partito Comunista Cinese valuta che la Cina supererà gli Stati Uniti non solo nella produzione, ma anche nel campo della finanziaria e militare. È allora che il socialismo sarà di nuovo popolare neil mondo. Seguendo la Cina, poiché i diversi Paesi del Terzo Mondo ridurranno il divario di reddito pro capite e dei salari nei confronti dei paesi imperialisti, il potere contrattuale del capitale si ridurrà e il potere contrattuale della classe operaia aumenterà considerevolmente. Quindi le rivoluzioni della classe lavoratrice si riverseranno nuovamente nel mondo. La Belt Road Initiative è un modo per sviluppare rapidamente il Terzo Mondo. Sicuramente il problema dell’autodeterminazione nazionale e delle riforme agrarie non è ancora stato colto in molti paesi del Terzo Mondo e questo ne distrugge il potenziale produttivo. Solo la Via della Seta non basta. Quindi, ora è il momento ideale per cui i comunisti del mondo si riuniscano sotto la guida di Xi e del Partito Comunista Cinese ed inizino a sollevare le principali questioni che aiuteranno la Via della Seta a diventare un importante successo dello sviluppo del Terzo Mondo, sviluppo che sarà seguito dall’ascesa del potere della classe operaia nel mondo. La globalizzazione neoliberale sta già scomparendo e non esiste una ideologia politica abbastanza forte da coglierne l’opportunità. I comunisti globali devono coglierla.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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