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Il capo della sicurezza ucraina ammette che Kiev ha abbattuto il volo MH-17

Joaquin Flores, FRN 26 marzo 2019

L’agente del SBU (Servizio di sicurezza ucraino) responsabile dell’operazione ATO del 2014, Vasilij Prozorov, rilasciava alcune dichiarazioni sbalorditive ai media internazionali, fuggendo in Russia. Inoltre, senza esagerare, questo è un duro colpo alla politica estera di Kiev, ed argomento molto pesante per le forze in Europa che vogliono smuovere rapidamente il processo di pace in Ucraina dall’attuale stallo. Parlando coi giornalisti, la presentazione di Prozorov può essere riassunta da questi punti:
– Sin dall’inizio Kiev non aveva intenzione di risolvere il conflitto nel sud-est dell’Ucraina con mezzi pacifici
– Kiev inizialmente pianificò un gran numero di vittime tra la popolazione del Donbas, poi volle dichiararle complici dei terroristi
– Nell’area dell’ATO ci sono prigioni segrete ucraine (come chiamava i campi di concentramento)
– L’unità neonazista Azov aveva anche le sue prigioni segrete. Questa non è propaganda russa, delle persone vi venivano effettivamente uccise.
– Specialisti di Stati Uniti e Regno Unito istruirono una divisione della SBU (Dipartimento n. 5) addestratasi negli Stati Uniti e all’estero per organizzare attacchi terroristici e sabotaggi nel Donbas
– Gli ucraini sono coinvolta nell’incidente del Boeing del volo MH17
Gli ucraini erano coinvolti nel disastro aereo dell’MH17 nel Donbas, dichiarava l’ex-ufficiale del servizio di sicurezza ucraino SBU Vasilij Prozorov, in una conferenza stampa. “È una mia opinione personale e si basa su determinate informazioni. L’Ucraina è complice del disastro aereo malese MH17”, aveva detto. “La reazione sorprendentemente rapida della leadership ucraina è stata la prima cosa che m’insospettì La mia opinione inequivocabile era che il presidente Pyotr Poroshenko e il suo servizio stampa sapevano già tutto della faccenda. In secondo luogo, le ostilità erano in corso da diversi mesi, ma lo spazio aereo sull’area non fu chiuso”, aveva detto Prozorov. In particolare, notava l’invariabile risposta a tutti i suoi tentativi di scoprire le circostanze del disastro, ad esempio una conversazione cogli ufficiali dello Stato Maggiore. La solita risposta era: “Non mettere il naso in questa faccenda, se non vuoi avere problemi”. “Alcune informazioni trapelarono alla fine, però. Sulla base della mia analisi, posso ipotizzare chi fosse complice del crimine e chi coinvolto nell’occultare le prove. A mio avviso, c’erano due uomini coinvolti: l’attuale vicecapo dello staff presidenziale ucraino Valerij Kondratjuk e il capo della direzione dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino Vasilij Burba”.
L’aereo passeggeri Boeing-777 della Malaysia Airlines (volo MH17 da Amsterdam a Kuala Lumpur) scomparva dagli schermi radar a est della regione ucraina del Donetsk il 17 luglio 2014. Il suo incidente uccise tutti i 298 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo, cittadini di dieci Paesi. Sebbene le ostilità fossero state avviate sul campo da un certo tempo, Kiev non riuscì a chiudere lo spazio aereo del Donbas ai voli internazionali. Australia, Belgio, Malesia, Paesi Bassi e Ucraina crearono una squadra investigativa congiunta. Il 24 maggio dello scorso anno pubblicò un rapporto provvisorio per affermare che il lanciamissili che aveva sparato il missile che abbatté l’aereo avrebbe potuto essere della 53.ma Brigata missilistica della difesa aerea russa.
Fonte: TASS

Traduzione di Alessandro Lattanzio