Prosur, Plan Condor II: America Latina minacciata

María Luisa Ramos Urzagaste, Internationalist 360°, 25 marzo 2019

I cambiamenti politici in America Latina e nei Caraibi negli ultimi anni si sono tradotti in un grave indebolimento delle organizzazioni multilaterali regionali. L’OAS nefasto e retrogrado è stato rianimato, simbolicamente serio ostacolo alla sovranità regionale, e forse ora si assiste all’emergere del Plan Condor II. La creazione del “Forum per il progresso del Sud America”, Prosur, lo scorso 22 febbraio, non sembra estemporanea e più il presidente cileno Sebastián Piñeira ripete che “non è un forum ideologico”, tanto meno diventa credibile. Ciò che dovrebbe preoccupare l’America Latina e i Caraibi è la discussione a porte chiuse tenutasi tea quei presidenti del Prosur. Se non ci fossero piani oscuri, la riunione tenutasi a Santiago del Cile sarebbe stata trasmessa dai media. È ancora più preoccupante quando il presidente brasiliano Jair Bolsonaro visitava gli Stati Uniti dove, oltre a incontrare la controparte, fece una visita notevole alla CIA. I capi del Forum Prosur hanno profonde somiglianze, tra cui: sottomissione e ammirazione per il presidente Donald Trump, desiderio di sradicare qualsiasi movimento progressista, odio per le idee di sinistra, desiderio di collaborare militarmente con Stati Uniti e NATO, determinazione a ripristinare le idee del neoliberismo e delle privatizzazioni, tra gli altri.

UNASUR sotto attacco
Tra le tattiche per affinare il piano, viene usato il discredito. Sostengono che l’UNASUR abbia fallito dato che esiste un “eccesso di ideologia e burocrazia”. La verità è che, se UNASUR è stato praticamente inattivo per più di tre anni, è a causa del sabotaggio dei rappresentanti di certi Paesi che cercavano d’imporre un segretario generale, minare la convocazione delle riunioni e impedire l’approvazione del budget. Il presidente colombiano Iván Duque dichiarava che l’UnNASUR sarà sostituito da Prosur, a cui si univa il vicepresidente brasiliano Hamilton Mourão, che considera l’UNASUR morto. Le parole di Piñera appaiono ciniche quando afferma che Prosur “è aperta a tutti i Paesi che soddisfano due requisiti essenziali. In primo luogo, chiara applicazione della democrazia e dello stato di diritto, e in secondo luogo, pieno rispetto delle libertà e dei diritti umani dei suoi abitanti”. Il presidente cileno ammannisce lezioni di democrazia e diritti umani quando egli stesso, alcuni anni fa, espresse profonda solidarietà al dittatore Pinochet, uno dei capi del Piano Condor in Sud America, che provocato dolore e morte nell’emisfero Sud. La domanda chiave che va posta dalla creazione di Prosur è: cosa c’è dietro? La dichiarazione firmata è solo una facciata. Stati Uniti e governi legati a Trump facevano ogni sforzo per stabilire l’OAS come unico forum politico nella regione; al contrario, su tariffe e commercio, ci sono Associazione per l’integrazione dell’America latina ALADI, Mercosur e Comunità andina. Allora, perché un nuovo forum? Alcune azioni, in particolare il presidente Bolsonaro, che ora appare importante per la coesione del gruppo, possono aiutare a capire.

Collegare i punti
Durante la visita del Presidente Bolsonaro del 21 marzo negli Stati Uniti, non solo furono discusse questioni bilaterali, ma incontrò anche la CIA per “affrontare le questioni regionali”. L’11 febbraio Itamariti annunciava che il ministro Ernesto Araujo incontrava a Brasilia l’ammiraglio Craig Faller, capo del Comando Sud degli Stati Uniti, per discutere di cooperazione e alleanze bilaterali nelle difesa e sicurezza. Val ricordato che Craig S. Faller dichiarò il 7 febbraio che Washington rafforza i legami coi Paesi Southcom e spiegava che “tale collaborazione non è solo tra militari, ma anche tra diplomatici, sponsorizzati dal dipartimento di Stato e altre organizzazioni, come l’Agenzia per lo sviluppo internazionale e i dipartimenti di giustizia e sicurezza nazionale”. Durante una cena all’ambasciata brasiliana a Washington, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro disse che voleva “liberare il Brasile dalla nefanda ideologia di sinistra” e non si risparmiava nell’adulare Olavo Carvalho, che disse “è d’ispirazione per molti giovani in Brasile e gli dobbiamo molt per la rivoluzione che viviamo”.

Olavo Carvalho, ammiratore di Evola
Carvalho, che risiede negli Stati Uniti, esprime apertamente profonda ammirazione per Julius Evola e Giovanni Gentile, intellettuali fascisti, tradizionalisti radicali, considerati da molti antidemocratici e antiegualitari. Giovanni Gentile fu anche coautore con Benito Mussolini della dottrina del fascismo. Umberto Eco avvertì che “l’Ur-Fascismo è ancora intorno a noi, a volte indossando abiti civili. Sarebbe molto conveniente per noi se qualcuno guardasse la scena mondiale e dica: “Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere tornino solennemente a sfilare nelle piazze italiane! Sfortunatamente, la vita non è così facile. L’Ur-Fascismo può tornare con le apparenze più innocenti”. Per inciso, fu Carvalho a raccomandare la nomina dell’attuale ministro degli Esteri del Brasile, Ernesto Araujo, uno dei suoi più stretti discepoli.

Silenzio da imporre
Qualcuno crede che, viste le vergognose dimostrazioni di sottomissione di tali governanti agli Stati Uniti, condurranno un piano di prosperità per l’America Latina? Non è irragionevole supporre che potremmo assistere all’emergere di una qualche forma di Plan Condor II, con nuovi meccanismi e proposte per sottomettere la regione. Gli Stati Uniti sono desiderosi di riprendere il controllo dell’America Latina e dei Caraibi a qualsiasi prezzo. È quindi essenziale aggiornare la memoria. Come afferma il giudice spagnolo Baltasar Garzón Real nel libro “Operazione Condor 40 anni dopo”, “L’operazione Condor faceva parte del complesso sistema antinsurrezionale interamericano promosso dalla politica estera degli Stati Uniti. Attraverso l’azione transnazionale, Condor completò le politiche repressive esercitate dalle forze armate dell’Emisfero Meridionale nei territori nazionali”. L’uso degli squadroni della morte e di altri metodi illegali era un mezzo per smobilitare i movimenti popolari, terrorizzare la società e consolidare le istituzioni economiche e militari nella regione, osserva lo scrittore J. Patrice McSherry nel libro di Garzón. Tale coordinamento coinvolse, formalmente e direttamente sorveglianza, detenzione, interrogatori con torture, estradizioni. scomparsa ed ‘omicidio di persone considerate da tali regimi “sovversivi dell’ordine stabilito, o in contrasto con le loro opinioni politiche o ideologiche”. Ad esempio, vanno menzionati gli Archivi del Terrore trovati in Paraguay nel 1992, che mostrano 50000 persone uccise, 30000 scomparse e 400000 prigionieri. L’integrazione regionale attraversa tempi difficili, è vero, ma non sono definitivi e non saranno tali visioni esclusiviste, oscure e regressive a prosperare. Un grave errore storico di questi tempi in America Latina e Caraibi sarebbe sostenere le voci che vogliono la morte di UNASUR e CELAC. Richiediamo anche una forte autocritica e profonda revisione della storia per evitare che i nostri popoli perdano la speranza di poter vivere in armonia nella diversità.

María Luisa Ramos Urzagaste: ambasciatrice della Bolivia in Spagna.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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