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ICC e ONG: odierne manifestazioni “del fardello dell’uomo bianco”

Tony Cartalucci, LDR, 23 marzo 2019

La Corte penale internazionale (ICC) non è internazionale né legittima, ma è sicuramente criminale. È uno strumento istituzionalizzato, uno dei tanti, usato dagli interessi dei finanzieri delle multinazionali occidentali per costringere e controllare le nazioni nel mondo in via di sviluppo. In una recente sciarada finalizzata a rafforzarne la credibilità, altrimenti inesistente, la ICC affermava che cerca d’indagare sugli Stati Uniti per crimini di guerra riguardanti l’Afghanistan. Afferma inoltre che indaga sul Regno Unito riguardo all’Iraq. Tuttavia, la ICC, dal primo caso nel 2003, fu utilizzata principalmente contro obiettivi degli interessi occidentali, con particolare attenzione per l’Africa e l’Europa orientale. Non un solo governo o individuo occidentale è stato perseguito dalla ICC nonostante abbiano commesso i peggiori crimini di guerra del XXI secolo.

Sembra buono sulla carta…
Sulla carta, il Tribunale penale internazionale sembra una buona idea. Questo è probabilmente il motivo per cui molte nazioni firmarono e ratificarono lo statuto dandogli un supposto mandato. Tuttavia, come con molte buone idee in teoria, in pratica la ICC fallisce tragicamente. Non sorprende che le carenze della ICC derivino dai suoi finanziamenti poco discussi ma molto sbilanciati e dai conseguenti conflitti di interesse. Un articolo di African Business intitolato “Chi paga la ICC? ” Spiegava meglio, notando: “L’importo massimo che un solo Paese può pagare in un anno è limitato al 22% del bilancio della Corte. La ICC ha speso 80,5 milioni di euro nel 2007. L’assemblea degli Stati approvava un bilancio di 90,38 milioni di euro per il 2008 e 101,23 milioni di euro per il 2009. Nell’aprile 2009, la ICC impiegava 743 persone. Vi sono due punti di preoccupazione immediata riguardo al bilancio della ICC. Il primo è che, mentre la Corte teoricamente fissa un tetto al finanziamento pari al 22% del bilancio da qualsiasi Paese, molto più del 50% del finanziamento del bilancio 2009 proviene da Paesi membri dell’UE. Pertanto, i contributi al bilancio 2009 della CPI hanno chiaramente dimostrato la provenienza europea dei finanziamenti della Corte”. L’articolo spiegava: “L’UE, attraverso i suoi Stati membri, ha versato il 60% del bilancio 2009 da 94,17 milioni di euro. Se si include, come fa l’UE nelle sue dichiarazioni riguardanti la Corte penale internazionale, gli altri Stati europei che dice candidati o potenziali candidati all’UE e le nazioni europee associate alla posizione dell’UE, il contributo europeo arriva a ben 63%. L’UE, quindi, chiaramente, e probabilmente incostituzionalmente, domina finanziariamente la ICC”. Uno sguardo alle finanze della ICC sotto forma di grafico evidenzia ulteriormente la disparità nei finanziamenti e rivela la Corte penale internazionale non come corte “internazionale” , ma strumento politico dell’Europa occidentale e in particolare dell’Unione europea. Quando tre nazioni dei “Cinque Occhi” sono incluse e considerando la subordinazione geopolitica del Giappone a Washington, la disparità è ancora più ovvia.

Se queste nazioni dichiarano collettivamente guerra e commettono crimini di guerra insieme, perché non dovrebbero anche abusare del mandato della ICC per deviarne gli sforzi verso altri obiettivi dei propri interessi egoistici? La disparità, i conflitti di interessi e l’inopportuna dimostrazione derivante da tale finanziamento sbilanciato hanno spinto delle nazioni a lasciare la ICC, con molte altre rimaste a chiedere riforme. In un articolo della BBC intitolato “L’Unione africana sostiene il ritiro in massa dall’ICC “, si riferiva che: “L’Unione africana ha chiesto il ritiro di massa degli Stati membri dalla Corte penale internazionale (ICC)”. L’articolo spiegava anche: “Sudafrica e Burundi hanno già deciso di ritirarsi, accusando la ICC di minarne la sovranità e di colpire ingiustamente gli africani. La ICC negava, insistendo sul fatto che persegue giustizia per le vittime dei crimini di guerra in Africa”. Da quando l’articolo della BBC è stato scritto, il governo filippino decideva di ritirarsi dall’ICC. Nazioni se ne sono andate o ritornate, non a causa di una percepita rettifica dell’ingiustizia, ma perché ambienti politici sostenuti dall’occidente hanno preso il potere e vi si sono rivolti ovviamente. È davvero giusto definire la ICC come “internazionale” quando interi continenti cercano di ritirarsene ed alcune delle più grandi e popolose nazioni della Terra (India e Cina) non vi si sono mai entrate? È giusto definire la ICC “tribunale” quando dipende dai finanziamenti di nazioni coinvolte in crimini di guerra che dovrebbero indagare e perseguire? Anche con la divergenza percepita tra Stati Uniti e UE, e la IVV dominata dall’UE che cerca d’indagare sugli Stati Uniti, va ricordato che l’UE stessa favorì non solo la guerra degli Stati Uniti in Afghanistan, che la ICC vorrebbe le “indagare”, ma partecipò ai crimini di guerra statunitensi in Iraq, Libia, Siria e oltre. Mentre si è tentati di credere che la ICC cerchi di ritenere gli Stati Uniti responsabili. è molto più probabile che Stati Uniti ed UE tentino di riabilitarne la credibilità per sfruttarla insieme ulteriormente contro le nazioni in via di sviluppo.

ONG finanziate dagli Stati Uniti e ICC
Mentre gli Stati Uniti sostengono di opporsi alla Corte penale internazionale, non avendone mai ratificato lo statuto, l’usano comunque, in sintonia coll’UE e attraverso facciate, in particolare le organizzazioni non governative (ONG) finanziate dal governo degli Stati Uniti col National Endowment for Democracy (NED) e le fondazioni aziendali partner come Open Society Foundation (OSF) di George Soros. Un perfetto esempio di ciò si ha nel Myanmar, Stati del sud-est asiatico, dove gli interessi statunitensi ed europei cercano di riaffermarsi sull’ex-colonia inglese ed evitarvi la crescente influenza cinese. Perciò, Stati Uniti ed Europa hanno fomentato violenze etniche nello Stato di Rakhine, in Myanmar, dove passa una tappa essenziale dell’iniziativa Fascia e Via della Cina (OBOR). Le ONG finanziate dagli Stati Uniti s’inseriscono in entrambe il lati del conflitto tentando di subornare la sovranità del Myanmar e la capacità del governo di far fronte alla crescente crisi. Una di tali ONG. Fortified Rights negli Stati Uniti e co-fondata dagli statunitensi e finanziata da NED ed OSF di Soros (https://www.fortifyrights.org/downloads/Fortify_Rights_Annual_Report_2017.pdf), opera regolarmente con ICC ed ONU per fare pressioni sul governo del Myanmar. In un post su twitter, il co-fondatore di Fortify Rights Matthew Smith affermava: “Nei suoi ultimi sforzi per eludere la giustizia internazionale, l’esercito del Myanmar ha creato oggi un “tribunale investigativo” di 3 persone per “esaminare e approvare gli incidenti legati agli attacchi terroristici di estremisti terroristi bengalesi…”” Con “giustizia internazionale”, Smith si riferisce all’intervento nordamericano ed europeo, in particolare attraverso facciate come la ICC di cui Myanmar non è nemmeno firmatario. Un modello simile è vide in Siria in ciò che era essenzialmente una guerra per procura guidata dagli Stati Uniti. Nonostante la presunta avversione degli Stati Uniti alla Corte penale internazionale, essa era solita a minare, minacciare e costringere il governo siriano, aiutando e favorendo direttamente lo sforzo bellico nordamericano. Come in Myanmar, l’intervento della ICC in Siria è alimentato direttamente dalle ONG, molte delle quali finanziate con entusiasmo e sostenute dal governo degli Stati Uniti. tra cui Amnesty International e Human Rights Watch.

Il moderno “Fardello dell’uomo bianco”
Il poema “”Fardello dell’uomo bianco: Gli Stati Uniti e le Filippine”, scritto nel 1899 da Rudyard Kipling, citava la superiorità razziale e culturale occidentale per giustificare la colonizzazione statunitense delle Filippine. Propose che l’egemonia occidentale fosse necessaria per togliere razze e civiltà inferiori dalla “barbarie”. Le illustrazioni grafiche e razziste del poema, sebbene certe di scandalizzare i più, potrebbero ancora ben presentare gli odierni attori delle ONG occidentali che onestamente credono di diffondere una “civiltà” superiore col loro lavoro per togliere da “arretratezza” e “inciviltà”.” La ICC e le ONG che vi si cibano, incluse quelle finanziate e dirette dagli Stati Uniti, si presentano come manifestazioni moderne e appena corrette del “Fardello dell’uomo bianco”. Le ONG occidentali presumono che valori ed istituzioni occidentali siano superiori e che sia loro obbligo imporle al resto del mondo. Con istituzioni come la ICC dettate dall’occidente ed “internazionali” nel senso delle loro ambizioni, le nazioni colpite dall’occidente vengono sottoposte a pressioni dall’alto, mentre le ONG finanziate dall’occidente minano le nazioni prese di mira dal basso. In verità, il divario tra occidente e Oriente al tempo di Kipling era socioeconomico e tecnologico, non razziale. Da allora tale frattura è stata colmata e la nozione di “superiorità razziale” completamente estinta da nazioni come la Cina che sfuggono dall’ombra dell’occidente e che eclissano l’Occidente. Le facciate come la ICC sono ora in pericolo e lottano per legittimarsi, e sciarade come la recente sfida USA-ICC rimarranno poco convincenti fintanto che i difetti fondamentali della ICC rimarranno, incluso il ruolo subdolo nell’accusare l’occidente, e specificamente, l’egemonia statunitense.

Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio