Elogiato il sostegno italiano alla Via della Seta

L’approvazione di Roma potrebbe essere un buon esempio da seguire per l’UE
Xie Wenting, Global Times, 22/3/2019

Cina ed Italia hanno in programma la firma di un memorandum d’intesa (MoU) sulla Belt and Road Initiative (BRI) durante la visita del Presidente Xi Jinping nel Paese, che gli esperti ritengono avrà effetto dimostrativo positivo su altri Paesi europei. Xi iniziava a visitare Italia, Monaco e Francia il 21 marzp. Durante l’incontro col presidente Sergio Mattarella, Xi invitava a rafforzare la cooperazione pratica e gli sforzi congiunti per costruire l’Iniziativa Fascia e Via, affermando che la Cina è disposta a importare prodotti di buona qualità dall’Italia e ad incoraggiare le imprese cinesi ad investire in Italia. Mentre esprimeva sostegno alla BRI, Mattarella osservava che l’iniziativa faciliterà interconnessione e sviluppo comune dell’Eurasia e ringiovanirà l’antica Via della Seta. Durante la visita di Xi in Francia, Cina e Francia terranno congiuntamente un forum sulla governance globale, invitando persone di ogni ceto in Cina e Francia a scambiarsi opinioni sulla difesa del multilateralismo e del sistema commerciale multilaterale, migliorare la governance globale, rispondere alle sfide globali e costruire la BRI. La visita di Xi potrà dare nuovo slancio alle relazioni tra Cina e UE e attirava molta attenzione ne mondo, in parte a causa della prevista firma del MoU da parte dell’Italia. Mentre la mossa potrebbe far vibrare Stati Uniti ed Unione Europea, l’Italia insisteva ad aderire alla BRI nella speranza di far rivivere l’economia stagnante. Wang Huiyao, fondatore e presidente del pensatoio indipendente di Pechino Centro per la Cina e la globalizzazione, affermava che nonostante i sentimenti contrastanti verso la BRI in alcuni Paesi europei, la volontà dell’Italia di diventare il primo Paese del G7 ad appoggiarla eserciterà un’influenza positiva, così come la decisione del Regno Unito di diventare il primo Paese del G7 ad aderire all’Asia Infrastructure Investment Bank (AIIB) nel 2015. “Dato che l’Italia è un Paese chiave nell’UE, la sua partecipazione attirerà maggiore interesse dagli altri Paesi membri, inoltre, l’Italia può portare alcuni concetti e pratiche avanzate dell’UE nella BRI”, secondo Wang Huiyao. Wang Yiwei, direttore dell’Institute of International Affairs of Renmin University of China, dichiarava al Global Times che la co-costruzione dell’Iniziativa Fascia e Via non è solo un’opportunità per l’Italia, ma anche per l’Europa. “Creerà notevoli opportunità per la rinascita economica dell’Europa”, affermava.

Abbracciare le opportunità
Il Portogallo è stato il primo Paese dell’Europa occidentale ad appoggiare formalmente la BRI, dopo aver firmato un memorandum d’intesa con la Cina per promuovere congiuntamente la costruzione dell’iniziativa il 5 settembre 2018, durante la visita del Presidente Xi, che effettuava numerose visite in Europa, Asia e Africa per promuovere progetti di cooperazione della BRI da quando la propose nel 2013. Durante queste visite furono firmati i MoU. I viaggi facilitavano la comprensione che la BRI è per uno sviluppo comune del mondo. Le precedenti visite di Xi nell’Europa centrale e orientale acceleravano lo sviluppo della BRI nella regione. “Col piano di cooperazione 16+1 tra le nazioni dell’Europa centrale e orientale e la Cina, diversi Paesi firmarono memorandum d’intesa con la Cina per costruire insieme la BRI”, secondo Wang Yiwei. Finora, i governi di 16 Paesi dell’Europa centrale e orientale hanno firmato memorandum d’intesa sulla cooperazione BRI con la Cina. Attualmente, 171 accordi di cooperazione sono stati raggiunti con 123 Paesi e 29 organizzazioni internazionali sotto la BRI. “Questo viaggio renderà Belt and Road Initiative le parole più frequentemente citate in questi tre Paesi”, aveva detto Wang Yiwei sulla visita di Xi in Italia, Francia e Monaco. Secondo Wang Yiwei la BRI potrebbe amplificare i risultati dell’integrazione europea e aiutare a risolverne i difetti. “L’UE si preoccupa dei mercati e usa il suo fondo di coesione per sovvenzionare i membri meno sviluppati, ma è difficile per i nuovi Stati membri soddisfare gli elevati standard di mercato, creando un divario tra est e ovest, nord e sud e vecchi e nuovi membri”, aveva detto. “La cooperazione della Cina con Europa centrale e orientale può integrarli meglio nell’UE e aiutarli a soddisfarne gli standard”, aggiungeva. I molti Paesi europei che aderiscono alla BRI ne indicano la crescente popolarità e i dividendi che l’iniziativa può generare, secondo Wang Yiwei. Alcuni Paesi e città europei sono già fondamentali per la BRI. Molti Paesi dell’Europa orientale sono diventati i precursori dell’interconnettività Europa-Asia e hanno guadagnato un vantaggio rispetto agli omologhi europei. Città come Praga e Budapest hanno aperto più rotte aeree verso la Cina, divenendo hub dell’aviazione regionale. I treni merci Cina-Europa hanno anche alimentato le industrie logistiche di Paesi e città lungo il percorso. Wang osservava che la BRI fornisce anche ai Paesi europei un “accesso più facile” per partecipare agli affari Asia-Pacifico, poiché l’iniziativa avvicina Europa ed Asia.

Appianare i dubbi
Mentre la BRI comporta benefici prevedibili all’Europa, ci sono ancora preoccupazioni nell’UE, inclusa la pressione dagli Stati Uniti non disposti a vedere i vecchi alleati aderire all’iniziativa proposta dalla Cina. Le accuse di trappole del debito alimentavano le preoccupazioni di alcuni ed altri si preoccupavano che la BRI possano dividere l’Europa. In un’intervista al Guardian, Manlio Di Stefano, sottosegretario al ministero degli Esteri e membro del M5S, respingeva la paura di alcuni Paesi europei nei confronti della BRI, affermando che “molti Paesi dell’UE hanno già grandi accordi commerciali con la Cina, quindi questa discussione appare ipocrita”. La BRI “è un’iniziativa collaborativa che consentirà all’Italia di esportare di più e di partecipare all’infrastruttura della BRI… Sarà sicuramente una buona cosa per l’economia italiana”, aveva detto al Guardian. Il modo migliore per eliminare tali preoccupazioni occidentali è costruire un sistema multilaterale, come l’AIIB, in cui persone di diversi Paesi lavorino insieme per sviluppare la BRI, secondo Wang. “In futuro, sarà opportuno istituire un comitato internazionale per monitorare i progetti della BRI”, affermava.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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