“Kalashnikov” in India: il successo della collaborazione bilaterale russo-indiana

Dmitrij Bokarev, New Eastern Outlook 17.03.2019

Un grande successo fu raggiunto in un settore della cooperazione tra India e Russia: la sfera militare e tecnica. Per un po’ di tempo, la Repubblica dell’India era considerata importatrice chiave di armi russe. Negli ultimi anni, questo status speciale dell’India fu messo in discussione. Tuttavia, questi dubbi si dissiparono dopo che l’India firmò l’accordo con la Russia per l’acquisto del sistema missilistico S-400 Trjumf nell’ottobre 2018. Dal 2012 al 2017 l’India acquistò armi dalla Russia per circa 15 miliardi di dollari. Fu riferito che uno degli oggetti più ricercati era il carro armato T-90, anche se la Repubblica dell’India acquistò anche un gran numero di aerei militari, elicotteri, navi e altro costoso materiale. Inoltre, la collaborazione tra le due nazioni su programmi congiunti di ricerca e sviluppo India-Russia portò alla creazione del missile da crociera supersonico BrahMos. Alla luce degli sviluppi citati in precedenza, l’apertura di un impianto di produzione autorizzato a produrre fucili d’assalto Kalashnikov (AK) nel marzo 2018 in India, non sembra degno di nota a prima vista. Tuttavia, il significato di questo evento non va sottovalutato. Le armi pesanti sono usate raramente e in situazioni di emergenza, mentre, giornalmente, la sicurezza è permessa dotando i soldati di armi con armi. Da un punto di vista economico, è spesso il caso che la vendita di beni piuttosto economici produca entrate più consistenti di quelle ricevute da settori industriali che fabbricano prodotti eccezionalmente costosi ma venduti in numero molto ridotto. Ogni soldato in un esercito è equipaggiato con armi d’assalto come l’AK, mentre i magazzini sono istituiti per rifornire un gran numero di fucili automatici ulteriori, pezzi di ricambio e munizioni. In un grande Paese popoloso come l’India, le armi vanno fabbricate in grandi quantità al fine di equipaggiare pienamente l’esercito e le sue riserve. Per ora, la struttura produttiva menzionata dovrebbe produrre circa 800000 fucili d’assalto AK, ma questo potrebbe essere solo l’inizio.
L’esercito indiano usa ancora i fucili INSAS (fabbricati nella Repubblica dell’India), impiegati per armare i soldati negli anni ’90. Secondo gli esperti, queste armi sono un altro equivalente prodotto all’estero di fucili automatici AK, ma di qualità inferiore e con prestazioni relativamente scarse. Dopo che i militari decisero che questi fucili non soddisfacevano i requisiti nel 2010, il Ministero della Difesa indiano avviò una gara di appalto per l’acquisto di nuove armi per sostituire i fucili INSAS. Sfortunatamente, i produttori locali non poterono offrire un’alternativa che soddisfacesse pienamente le esigenze dell’esercito indiano. Alla fine, fu fatta la proposta di riarmare i militari coi fucili automatici Kalashnikov. All’inizio di aprile 2018, la Ministra della Difesa indiana Nirmala Sitharaman, arrivò a Mosca per prendere parte alla VII Conferenza di Mosca sulla sicurezza internazionale. Durante l’evento, ebbe negoziati coll’omologo russo Sergej Shojgu e altri rappresentanti del governo russo. Di conseguenza, fu deciso di avviare la produzione di fucili automatici AK in India. Lo stesso mese, una delegazione del Ministero della Difesa indiano visitava un impianto di produzione del Conglomerato Kalashnikov di Izhevsk, dove poterono vedere, di prima mano, la produzione di vari modelli di fucili automatici e provarli. La decisione finale di avviare la produzione di armi AK in India fu presa nell’ottobre 2018, quando il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putina visitò la Repubblica dell’India ed ebbe negoziati pertinenti col Primo Ministro indiano Narendra Modi. Inizialmente, il piano prevedeva di utilizzare l’impianto di produzione congiunto India-Russia per realizzare gli AK della serie 100, principalmente l’AK-103, derivato destinato all’esportazione della famiglia di fucili AK-74M, scelto per armare l’esercito russo nel 1995. La Federazione Russa esportò centinaia di migliaia di fucili della serie AK-100 in Africa, Asia, Sud America e Oceania, e queste armi hanno dimostrato il loro valore in numerosi conflitti militari. Tuttavia, nel gennaio 2019 fu riferito che l’impianto di produzione congiunta produrrà fucili AK-200 più avanzati ed alta tecnologia, inizialmente concepiti nel 2009. I fucili automatici AK-200, AK-203, AK-204 e AK-205 furono mostrati per la prima volta al pubblico all’ID9 International Defence Exhibition and Conference del 2019, ad Abu Dhabi (Emirati Arabi) il 17-21 febbraio 2019. Le armi impressionarono i partecipanti alla mostra e gli ordini si ampliarono per la Rosoboronexport, l’unico ente statale russo autorizzato ad esportare armamenti. L’India scelse di non perdere questa opportunità e la decisione di produrre fucili automatici AK-203 presso l’impianto India-Russia fu presa. La produzione di fucili AK-200 è più costosa di quella di AK-100, tuttavia, esperti russi e indiani ritengono che sia un investimento utile. L’accordo intergovernativo da 1,7 miliardi di dollari sull’impianto di produzione congiunta per produrre fucili d’assalto AK fu firmato da Repubblica dell’India e Federazione Russa all’inizio di marzo 2019. Fu riferito che immediatamente dopo la firma la Russia consegnava 50000 AK-203 all’India per le necessità immediate dell’esercito.
L’impianto, denominato Indo-Russian Rifles Private Limited, è stato costruito nel territorio della vecchia fabbrica indiana di armi nella città di Korwa, nello Stato dell’Uttar Pradesh. E il 3 marzo 2019 si teneva una cerimonia ufficiale per celebrare l’apertura di questa fabbrica. Vi parteciparono il Primo Ministro Narendra Modi e la Ministra della Difesa, Nirmala Sitharaman, che lessero un messaggio di congratulazioni inviato da Vladimir Putin ai partecipanti e agli ospiti durante la cerimonia. Il presidente russo osservava che tradizionalmente la cooperazione nel settore militare e della tecnologia è cruciale nel partenariato strategico speciale e privilegiato tra Russia ed India. Ed aveva anche espresso apprezzamento a tutti i partecipanti del progetto, che assicuravano che sarà completato in breve tempo. Inoltre, Vladimir Putin si dichiarava fiducioso che l’impianto di produzione AK rafforzerà le difese dell’India; favorirà lo sviluppo della scienza e della tecnologia e la sfera economica della nazione, e si trasformerà anche in un altro simbolo dell’amicizia tra Russia e India. Il fucile d’assalto AK è da tempo diventato sinonimo di forza militare russa (e in precedenza dell’URSS) utilizzata per proteggere gli alleati nel mondo. Le armi AK nelle mani del personale militare simboleggiano gli stretti legami con la Federazione Russa, motivo per cui l’apertura di questo impianto di produzione congiunto può essere vista come una vittoria ideologica della Russia, Paese costretto a competere con Stati Uniti ed altri, con un complesso militare-industriale ben sviluppato, nel mercato delle armi dell’Asia. Da un punto di vista puramente pratico, il diffuso passaggio dell’esercito indiano ai fucili d’assalto AK-203 può migliorarne le capacità militari per diverse volte, il che è particolarmente importante in un momento in cui la minaccia del terrorismo internazionale a tutte le nazioni asiatiche è in ascesa. Inoltre, l’iniziativa Indo-Russian Rifles Private Limited potrebbe portare notevoli benefici finanziari alla Repubblica Indiana e alla Federazione Russa. Come accennato in precedenza, per ora il piano è di produrre circa 800000 fucili automatici presso la struttura comune, che dovrebbe soddisfare pienamente le esigenze dell’esercito indiano. Tuttavia, è attualmente in discussione la possibilità di produrre lotti aggiuntivi di AK-203 per la vendita a Paesi terzi. Pertanto, l’avvio della produzione di AK nella Repubblica dell’India è un risultato impressionante per India e Russia, e uno degli sviluppi più importanti nella loro collaborazione. I media globali continuavano a riferire dell’acquisto dei sistemi missilistici S-400 Trjumf russi dall’India alla fine dello scorso anno, il che era motivo di preoccupazione degli Stati Uniti da quando considerano la Repubblica dell’India come loro partner strategico. Nel frattempo, India e Federazione Russa hanno compiuto un altro passo in avanti migliorando enormemente mutue fiducia e cooperazione per molti anni ancora.

Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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