Gli Stati Uniti perdono la battaglia sull’Europa con la Cina

Aleksej Nechaev e Oksana Borisova, Histoire et Societé 20 marzo 2019

La cancelliera tedesca Angela Merkel di nuovo parlava apertamente contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, questa volta sulla disputa su Huawei, promettendo di continuare a fare affari con la compagnia cinese, contrariamente al divieto degli Stati Uniti. I cinesi propongono di coprire la Germania in modo rapido, efficiente ed economico con le reti 5G, e non solo “case intelligenti”, ma anche “città intelligenti” che apparirebbero nel Paese. “Non dobbiamo essere ingenui”, affermava la cancelliera Merkel, citando la questione dell’accesso delle aziende straniere al mercato della tecnologia 5G e osservava anche che la Germania non programmava la creazione di barriere artificiali alle compagnie straniere. Rispondendo a una domanda sulle attività della famosa compagnia Huawei. Merkel dichiarava che non l’avrebbe esclusa solo perché rappresentava un altro Paese. La cancelliera richiamava i requisiti delle autorità tedesche presso società che desiderano partecipare all’attuazione delle reti 5G, indicando che la Germania agirà in conformità con esse. Secondo lei, Berlino non intende abbandonare l’attrezzatura della Huawei. Tuttavia, come sappiamo, ha in programma l’adozione di importanti misure di sicurezza. Come rilevato da TASS, il dibattito sull’introduzione del 5G causa sfiducia europea sulla Huawei. Dopo che gli Stati Uniti l’accusavano di spionaggio, senza alcuna prova, la compagnia veniva minacciata di punizioni. Gli Stati Uniti chiesero che tutti i loro alleati cessino ogni attività con la società cinese. Va ricordato che a dicembre, su richiesta degli Stati Uniti al Canada, fu arrestata il capo dell’ufficio finanziario Meng Wanzhou, sospettata di aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran. E a gennaio, sospettato di spionaggio, le autorità polacche arrestavano un dipendente di Huawei.
Nel suo Paese, l’amministrazione del presidente Donald Trump prevede di nazionalizzare le reti 5G per rafforzarne il controllo e proteggerle dall’influenza straniera. Questo fu rivelato da uno dei funzionari statunitensi. Secondo gli esperti, tale piano riflette la paura ispirata della Cina, in quanto appare chiaro che gli Stati Uniti perdono la guerra tecnologica contro la Cina. Come già notato da Gazeta.ru, il gigante cinese Huawei è diventato il più grande produttore al mondo di apparecchiature per le comunicazioni. I giganti nordamericani di Internet sono già stati battuti su tutte le condizioni per la creazione di una rete 5G negli Stati Uniti. In effetti, le loro condizioni sono più lente e costose rispetto alla Huawei. Ma Washington non è imbarazzata da tale situazione, continuando ad imporre sfacciatamente a tutti gli alleati d’abbandonare i servizi cinesi e trattare solo con compagnie Internet statunitensi. L’analista politico tedesco Alexander Rahr definiva la disputa su Huawei un altro caso, come mostrano la Germania in particolare e l’Unione europea in difficoltà a difendere i propri interessi di mercato negli Stati Unit . “È un argomento molto spinoso. Gli statunitensi combattono una guerra commerciale coi cinesi e hanno già avvertito: se i tedeschi continuano a lavorare con Huawei, se continuano ad aprire alle società cinesi l’accesso ai mercati europei, gli Stati Uniti possono riconsiderare la cooperazione tra i due Paesi nell’intelligence”, aveva detto Rhar al giornale, secondo cui, la pressione esercitata dagli Stati Uniti sulla Germania aumentava. Ciò riguarda non solo le attività di Huawei, ma anche il progetto Nord Stream 2. Ma è improbabile che la Germania si ritiri, in quanto interessata a partecipare delle proprie società alla modernizzazione della Cina, nonché ad altri progetti comuni. “Alla vigilia, il ministro dell’Economia tedesco dichiarava: “Collaboreremo con la Cina, ma naturalmente garantiremo che le aziende cinesi non s’interessino troppo ai nostri documenti tecnici o operativi”, affermava Rahr. A proposito, tali argomenti si sentirono 10 anni fa in Russia, che voleva partecipare all’acquisto di azioni di società tedesche, ricordava l’esperto. “Chi vincerà in questo conflitto e se un compromesso è possibile è molto difficile. Washington fa pressione sull’Europa senza accettare compromessi e non vuole sentire obiezioni”, aveva detto Rahr.
“La lotta per il 5G è una lotta feroce per il nuovo ordine tecnologico. Dichiarava Dmitrij Abzalov, presidente del Center for Strategic Communications, secondo cui non si tratta solo di nuova velocità d’Internet, ma di un settore fondamentalmente diverso. “È una lotta per il potenziale industriale, per una promettente crescita tecnologica. Gli statunitensi cercano di togliere alla Cina questo vantaggio competitivo che gli darà l’accesso a 5G. Di conseguenza, facevano pressioni su tutti i partner per rinunciare alle apparecchiature Huawei. La lotta sarà molto seria, e l’Europa sarà il principale campo di battaglia. Tuttavia, gli statunitensi sono in ritardo non solo rispetto ai cinesi, ma anche ai coreani. Gli statunitensi non hanno una soluzione chiavi in mano, la stanno solo sviluppando. In secondo luogo, la “chiave” nordamericana sarà sempre più costosa”, aveva detto Abzalov. “La Cina ha quasi tutte le infrastrutture pronte. I cinesi producono attrezzature, sviluppano infrastrutture, hanno una soluzione chiavi in mano. Gli statunitensi sono allertati, capiscono che se Huawei non eserciterà alcuna pressione ora, in cinque anni le reti 5G saranno completamente pronte in Europa e dai cinesi. Di conseguenza, gli statunitensi già perdono la chiave più importante: l’accesso alla proprietà intellettuale. Per l’Europa, la cosa più importante è utilizzare nuove reti del settore. Non sono solo le attrezzature intelligenti a sostenere il sistema elettrodomestico smart city, smart state, e smart house, si trarra d’intelligenza, ma anche di uso industriale”, spiegava l’esperto. “I cinesi avanzano attivamente nel mercato europeo da quando sono esclusi dal mercato statunitense. Hanno convenzioni con Regno Unito, Germania, Francia. Recentemente, gli alleati di Washington iniziano a respingere le pretese nordamericane a boicottare Huawei. I rappresentanti del Regno Unito avevano già detto che Huawei, anche se è un’azienda cinese, dovrebbe essere scelta per la sua tecnologia”, osservava Abzalov.
La retorica anti-americana in Germania negli ultimi giorni è in forte ascesa. Lo stesso giorno, Wolfgang Kubiki, vicepresidente della Camera dei deputati della Repubblica federale di Germania, fece una dichiarazione sensazionale dichiarando l’ambasciatore Richard Grenella persona non grata. Certamente, la ragione non era più associata alla tecnologia dell’informazione. La ragione era che l’ambasciatore aveva chiesto alle autorità tedesche che il 2% del PIL fosse speso per la difesa. “La nostra tolleranza ha anche dei limiti”, ribattè Kubiki, citato da RIA Novosti . Secondo lui “da diplomatico nordamericano, non puoi comportarti come se fosse l’alto commissario di territori occupati, dovrebbe saperlo!” È divertente notare che Kubiki rappresenta nel Bundestag il Partito Liberaldemocratico (FDP), che riflette gli interessi dei grandi affari, spesso al governo e considerato in Germania come simpatizzante più attivo per gli Stati Uniti. Secondo Alexander Rahr, la disputa su Huawei dimostra ancora una volta che gli Stati Uniti sono impegnati nella divisione dell’Europa.
“Dicono che è la Russia che divide l’Europa. Fuffa! Gli USA schiacciano l’Europa con le loro dichiarazioni e la Cina, perché Pechino, a sua volta, lavora attivamente coi paesi dell’Europa orientale… Alcuni di questi Paesi semplicemente difendono apertamente la Cina in Unione Europea perché ricevono molti soldi dai cinesi. Pertanto, nell’Unione europea, alcuni Paesi collaborano attivamente con la Cina, mentre Paesi baltici o Polonia rifiutano questa cooperazione”, riassumeva Rahr.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Bolsonaro a Langley: il nuovo barboncino degli USA rende omaggio all'impero Successivo Non spiare per me Argentina

Lascia un commento