La Russia dispiegherà bombardieri nucleari in Crimea

PressTV, 18 marzo 2019

La Russia annunciava piani per schierare i bombardieri strategici nucleare nella penisola di Crimea in risposta al dispiegamento della difesa missilistica statunitense in Romania. L’agenzia RIA citava un parlamentare secondo cui Mosca ha deciso di schierare i bombardieri a lungo raggio Tupolev Tu-22M3 presso la base aerea di Gvardejskoe in Crimea. “Il dispiegamento della difesa missilistica statunitense in Romania era una sfida seria, in risposta a cui il Ministero della Difesa russo decideva di schierare in Crimea, presso la base aerea di Gvardejskoe, squadroni di bombardieri a lungo raggio Tu-22M3”, veniva citato Viktor Bondarev, a capo del Comitato di difesa e sicurezza della Camera Alta del Parlamento russo. “Questo passo cambiò radicalmente l’equilibrio delle forze nella regione”, aggiungeva Bondarev. L’alto legislatore russo affermava che i bombardieri strategici di stanza in Crimea sarebbero stati modernizzati per poter distruggere i sistemi di difesa missilistica in Europa.
Stati Uniti e NATO aumentavano le attività militari nell’Europa orientale dall’eruzione della crisi ucraina nel 2014 e dalla riunificazione alla Russia della Crimea col referendum. Le manovre di guerra Trident Juncture 18, riuniranno truppe di 31 alleati della NATO. Mosca aveva ripetutamente criticato il rafforzamento militare della NATO nell’Europa orientale, affermando che mina la sicurezza regionale. Il dispiegamento di bombardieri in Crimea si aveva sullo sfondo del ritiro di Washington dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) con Mosca, firmato nel 1986 dall’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, e dall’ omologo sovietico Mikhail Gorbaciov. Gli Stati Uniti avevano ufficialmente annunciato la sospensione dell’adesione all’accordo sul controllo degli armamenti della Guerra Fredda con la Russia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarò, il 20 ottobre 2018, che Washington si sarebbe ritirata dall’INF accusando Mosca di aver violato il patto. La Russia rigettava tale accusa.

Mosca non distruggerà i complessi missilistici 9M729, affermando che rientrano nel trattato INF
Sputnik, 19.03.2019

La Russia non distruggerà i complessi missilistici 9M729 che Washington ritiene violino il Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio (INF), dichiarava il Ministero degli Esteri russo. “Non possiamo distruggere il nostro missile 9M729 che Washington crede fermamente violi il trattato”, affermava il ministero, secondo cui gli Stati Uniti sviluppano sistemi missilistici a medio raggio, e la Russia deve essere pronta al possibile spiegamento di Washington di tali sistemi. Il ministero notava anche che l’estensione di un altro documento sul controllo degli armamenti, il Nuovo START, sarebbe nell’interesse della comunità internazionale. “Sfortunatamente, Washington preferisce creare un’atmosfera di incertezza, inviando segnali negativi sulla possibilità dell’estensione”, dichiarava il ministero.
Gli Stati Uniti avevano ripetutamente affermato che la Russia viola il trattato testando i missili 9M729 in zone vietate dall’accordo. La Russia respinse le accuse, insistendo che la gittata massima del missile di 480 km è in linea coi requisiti del trattato INF. Il 2 febbraio, gli Stati Uniti sospendevano formalmente i loro obblighi col Trattato INF avviando il processo di ritiro, che sarà completato entro sei mesi a meno che Mosca non rimedi alle presunte violazioni dell’accordo bilaterale. Lo stesso giorno, il Presidente Vladimir Putin smentiva le accuse, annunciando che Mosca sospendeva l’adesione al trattato in risposta all’azione degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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