L’Egitto ordina 24 caccia Su-35 alla Russia

Military Watch, 18 marzo 2019

Numerosi media riferivano che l’Aeronautica Militare egiziana avrebbe acquisito 24 caccia da superiorità aerea avanzati Su-35 della Russia, che sarebbero consegnati nel 2020-2121 insieme a munizioni, infrastrutture di manutenzione e addestramento per i piloti egiziani. Secondo quanto riferito, il contratto ammontava a 2 miliardi di dollari segnando per la prima volta l’Egitto acquistare aerei da combattimento dall’ufficio progettazione Sukhoj dalla fine degli anni ’60, quando furono ordinati i cacciabombardieri Su-17 per la guerra dello Yom Kippur. Il contratto sembra simile a quello dell’Aeronautica Militare dell’Esercito popolare di liberazione cinese del novembre 2015, anch’esso valutato 2 miliardi per 24 aerei Su-35, che da allora compiono frequenti pattugliamenti sul Mar Cinese Meridionale. Se l’aereo sostituirà uno squadrone dei combattenti più vecchi F-4 Phantom o MiG-21, schierati in gran numero dall’Aeronautica Militare egiziana, o se sono parte di un piano di espansione della flotta, rimane da vedere.
L’acquisizione del Su-35 è la prima volta che l’Egitto acquista un caccia da superiorità aerea avanzato, con una flotta storicamente affidata esclusivamente a caccia leggeri come MiG-21, Mirage 2000 e F-16, a stragrande maggioranza monomotori. La rottura dei rapporti coll’Unione Sovietica a metà degli anni ’70, che vide Cairo volgersi al blocco occidentale e persino fornire agli Stati Uniti i caccia MiG-23 di costruzione sovietiche per valutazione, pose fine alle prospettive di potenziale acquisizione di piattaforme sovietiche avanzate disponiile negli anni ’70, come Su-27 o MiG-31. Nel frattempo, gli Stati Uniti si rifiutarono di fornire all’Egitto il proprio aviogetto da combattimento bimotore avanzato F-15, con grande dispiacere dell’Aeronautica egiziana, lasciandole in svantaggio considerevole rispetto agli Stati confinanti come Israele, Arabia Saudita, Etiopia ed Algeria che schierano piattaforme avanzate alta come F-15 (Israele, Arabia Saudita), Su-27 (Etiopia, Eritrea) e Su-30 (Algeria). Fu solo coll’avvento al potere del nuovo governo nel 2013 che l’Egitto iniziava a rafforzare seriamente le difese, passando a poche settimane dal potere all’acquisto dei caccia medi MiG-29M. Questi sono attualmente i più potenti nell’arsenale, complementari ai sistemi di difesa aerea S-300V4 e agli elicotteri d’attacco Ka-52, tra le risorse vitali acquisite insieme ai carri armati T-90 e ad altri sistemi all’avanguardia russi. Il MiG-29M conferiva all’Aeronautica Militare egiziana la sua prima avanzata capacità aria-aria oltre l’orizzonte, dispiegando missili con gittata di 130 km e contromisure moderne per la guerra elettronica. Le munizioni aria-aria dei caccia più vecchi erano seriamente carenti nel contrasto e gli F-16 Fighting Falcons del Paese, sebbene numerosi, non dispiegano alcuna moderna munizione aria-aria come l’AIM-120 a causa del divieto di esportazione statunitense. Il Su-35, da parte sua, implementa le funzionalità ben oltre il MiG-29M, ed è una generazione e una valore che superano le capacità degli aerei degli Stati confinanti in Medio Oriente e in Africa. Il carico utile del caccia di quattordici missili aria-aria (quasi il doppio dell’F-15C), le capacità di vettorizzazione tridimensionale, dei potenti sensori e sistemi avanzati di guerra elettronica e le altissime velocità e quote li renderanno senza dubbio gli aviogetti più potenti della flotta del Paese.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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