Collegamenti tra l’irruzione all’ambasciata nordcoreana e gli attentati di Christchurch

William Craddick, Disobedient Media 17 marzo 2019

Mentre il mondo conosce il tragico attacco terroristico contro due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda, molta attenzione veniva data a informazioni sensazionali su un solo sospetto, Brenton Tarrant. Tuttavia, l’iperconcentrazione su Tarrant distrae dal fatto che il cittadino australiano fu arrestato insieme ad altri sospetti. Un’indagine e un’analisi condotta da Disobedient Media indicano che Tarrant e il gruppo con cui operava probabilmente hanno collegamenti militari, facendo parte della stessa cella che assaltò l’ambasciata nordcoreana in Spagna il 22 febbraio e possibilmente legami con varie agenzie d’intelligence che cooperano sotto l’Accordo UKUSA popolarmente conosciuto come Five Eyes (FVEY).

I. Segni di collegamenti militari
Nonostante la descrizione di Tarrant sui media, non è il solito suprematista bianco. Le immagini pubblicate da Tarrant poco prima dell’attacco su un account twitter rimasto inattivo fino al 12 marzo mostravano che possedeva potenti caricatori e un fucile d’assalto semiautomatico. L’arma e i caricatori sarebbero state classificate “armi limitate” o “semi-automatica militare” (MSSA) secondo la legge neozelandese. Una persona che possiede o utilizza un’arma da fuoco in Nuova Zelanda deve possedere il porto d’armi rilasciato dalla polizia, che normalmente durano dieci anni a meno che non siano revocati. Cittadini stranieri possono avere un porto d’armi di un anno sulla base del porto d’armi del Paese d’origine. I sospetti inevitabilmente nascono su come Tarrant ei suoi presunti cospiratori riuscirono a farsi la scorta di armi e munizioni militare usate nell’attacco in un Paese dalle leggi sulle armi severe. Tarrant, che presumibilmente si radicalizzò nel 2016 sarebbe stato un disoccupato cui sarebbero state scoperto il radicalismo con un’indagine adeguata. La polizia dice che un altro sospetto era un individuo che aveva il necessario porto d’armi di categoria A iniziando ad immagazzinare legalmente le armi usate nell’attacco. Ulteriori rapporti indicavano che Tarrant si era addestrato al Bruce Rifle Club di Dunedin. Anche se il sito e il canale YouTube del club sono stati cancellati, l’archivio (http://archive.is/sx1A5) mostra che si rivolgeva esplicitamente a utenti e collezionisti di armi militari. L’australiano si era anche dedicato a lunghi viaggi all’estero verso una serie di aree che avrebbero dovuto allarmare l’intelligence. I éaesi visitati da Tarrant comprendevano Pakistan, Corea democratica, Turchia, Afric , Portogallo, Spagna, Francia, Afghanistan e Xinjiang in Cina. Il lungo viaggio e l’accesso ad armi da fuoco militari avrebbero dovuto renderne ossibile l’individuazione da parte di forze dell’ordine e servizi di intelligence.

II. Somiglianze tra le operazioni in Spagna e in Nuova Zelanda
Ci sono veri fatti analoghi tra l’attacco all’ambasciata nordcoreana in Spagna e all’attentato di Christchurch che suggeriscono che una stessa squadra fosse coinvolta. In entrambi i casi, gli attentatori si dimostrarono esperti in tattiche di “violazione e rastrellamento” contro edifici con persone. In entrambi i casi gli edifici furono ripuliti in modo efficiente e veloce anche se l’obiettivo dell’incidente nordcoreano era la raccolta d’intelligence e non una strage. L’analisi aerea dell’ambasciata nordcoreana in Spagna, della Moschea al-Noor e del Centro islamico di Linwood mostrano che tutti gli edifici hanno dimensioni simili e ciascuno di essi avrebbe richiesto le stesse competenze ed addestramento per violarli. Nel garantirsi la fuga dall’ambasciata della Corea democratica, la squadra d’attacco di circa dieci persone utilizzò due auto di lusso. Nell’attacco di Christchurch, i sospettati usarono due veicoli in cui furono trovati ordigni esplosivi. Il numero simile di veicoli utilizzati in entrambi gli incidenti indica un numero pari di partecipanti.

III. In entrambi gli attacchi, gli attentatori sono cellule probabilmente militari
I gruppi coinvolti nella violazione dell’ambasciata in Spagna e gli attacchi terroristici di Christchurch sembrano di natura militare o paramilitare. Il 13 marzo 2019 denunciando l’irruzione dell’ambasciata, El País citava direttamente le fonti coinvolte nelle indagini che dichiararono che gli aggressori erano probabilmente una “cellula militare” con almeno due membri legati alla CIA. Fonti come New York Post e Washington Post tentarono di attribuire l’intrusione ad un gruppo oscuro di dissidenti nordcoreani. Ma tale spiegazione non convinceva poiché tale gruppo non avrebbe le competenze o forza militari necessari per violare e saccheggiare l’ambasciata in modo così efficiente. L’analisi della documentazione dell’attacco terroristico di Christchurch indica anche che gli attentatori facevano parte di una cellula militare. Sebbene tale attacco venisse trasmesso dal vivo da Brenton Tarrant, nessun altro appariva nel video. Video online mostrano due individui che trasportavano armi da fuoco durante gli attacchi. Entrambi indossavano cappelli da baseball. Ciò significa che nessuno dei due poteva essere Tarrant, che filmava l’attacco indossando un elmetto con videocamera montata, non un berretto. La polizia ipotizzò che negli attacchi vi fossero tre sospetti. Ma video e foto emersi insieme ai primi resoconti da altri luoghi sospetti in cui si verificarono incidenti, indicano che il numero di aggressori era probabilmente maggiore. Un’immagine mostra un uomo con la testa rasata in tuta mimetica trattenuto dalla polizia della Nuova Zelanda mentre l’attacco veniva contenuto e fermato. Un altro video mostra poliziotti attorno a un sospetto che giace sul marciapiede. Mentre i singoli video della scena passano, gli agenti fanno rotolare l’uomo apparentemente senza vita sulla schiena, mostrando un braccio ciondolare. Se il sospetto fosse stato vivo, la polizia l’avrebbe ammanettato prima di spostarlo. Le autorità non fecero alcun annuncio su feriti tra gli aggressori. Vi furono anche voci di altri incidenti che suggeriscono che l’attentato fosse più grande di quello rivelato. Maori News osservava che era in corso un’altra sparatoria al Christchurch Hospital. Ciò fu ignorato dai media internazionali. In seguito agli attacchi, la polizia di Auckland, in Nuova Zelanda, rispose a un allarme bomba nella stazione ferroviaria di Auckland.
Questi fatti indicano che gli attentati terroristici di Christchurch furono perpetrati da un gruppo più numeroso, simile a quello coinvolto nell’irruzione nell’ambasciata nordcoreana. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan espresse opinioni simili affermando il 15 marzo che l’attacco non era “un atto individuale” e che inviava una delegazione ufficiale in Nuova Zelanda per raccogliere ulteriori informazioni sui gruppi dietro l’attacco. La fonte mediatica pubblica turca TRT World citava funzionari anonimi secondo cui Tarrant era entrato nel Paese “per compiere un attacco terroristico e/o assassinio”. Le visite di Tarrant in Turchia avvennero tra il 17 e il 20 marzo e il 13 settembre 2016. Erdogan sopravvisse a un tentativo di colpo di Stato il 15 luglio 2016. Va notato che l’ubicazione delle stazioni di polizia a Christchurch mostra che erano a pochi isolati dalla Moschea di al-Noor e dal Centro Islamico di Linwood. Si tratta di sette-otto minuti di viaggio con traffico normale. Ma le testimonianze dicono che la polizia impiegò più di 20 minuti per arrivare sulla scena (il tempo di risposta della polizia fu in realtà di 36 minuti, più lunghi). I servizi di ambulanza impiegarono più di mezz’ora per arrivare sulla scena, nonostante gli ospedali fossero ancora più vicini ai luoghi dell’attacco rispetto alle stazioni di polizia. L’incapacità della polizia di dispiegare con maggiore rapidità od intercettare gli attentatori mentre passavano dal primo obiettivo al secondo solleva seri interrogativi sulle ragioni dell’inadeguata reazione delle forze dell’ordine. Normalmente un incidente di tale scala innescherebbe il blocco immediato della città interessata e l’isolamento totale dell’area interessata. Se alcuni attaccanti non si fossero filmati rifornendosi dai propri veicoli o sparando ai civili inermi mentre guidavano,come fece Tarrant, è probabile che potevano fuggire.

IV. Possibile connessione con le organizzazioni affiliate a FVEY
Molti dei Paesi visitati da Tarrant ospitano le operazioni delle agenzie con collegamenti a FVEY. I membri di FVEY sono Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda. FVEY ha anche un certo numero di nazioni Tier B che partecipano a una “cooperazione mirata” nello sfruttamento di reti informatiche, tra cui Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Polonia , Portogallo, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Svizzera e Turchia. Al di fuori dell’Accordo UKUSA, i membri di FVEY sono noti per cooperare con le nazioni Tier B. da soli. La Gran Bretagna ha una profonda relazione con la Spagna dalla Seconda Guerra Mondiale, quando comprò gli spagnoli per farli rimanere neutrali e ne usò il Paese come via di fuga per gli aviatori alleati abbattuti. L’agenzia inglese GCHQ collabora anche in modo indipendente con controparti in Germania, Francia, Spagna e Svezia. Fu anche rivelato che il doppio agente anglo-russo Sergei Skripal ha collaborato coi servizi segreti spagnoli negli anni precedenti all’avvelenamento del 2018. I viaggi di Brenton Tarrant in Turchia, Francia, Spagna e Portogallo pongono interrogativi sulle potenziali connessioni coi servizi di intelligence che collaborano all’accordo di condivisione dell’intelligence FVEY. Inoltre, il tempo trascorso in Pakistan, Paese dalla lunga storia di profondo coinvolgimento della CIA, crea una possibilità ancora più forte che Tarrant possa aver avuto legami con organizzazioni militari o di intelligence. Poiché Tarrant aveva almeno un complice neozelandese, è possibile che ci fossero altri cittadini neozelandesi associati al suo gruppo. Al di fuori della collaborazione nel quadro di FVEY, il Servizio Aereo Speciale della Nuova Zelanda fu schierato in Afghanistan lavorando direttamente sotto la CIA presso una base nella provincia di Bamiyan, secondo le dichiarazioni pubblicate nel 2011. Se persone con affiliazione passata o presente coll’intelligence o i servizi militari della Nuova Zelanda fossero coinvolte con la cellula militare che partecipò agli attacchi all’ambasciata e di Christchurch, si avrebbe una spiegazione sul tempo di risposta straordinariamente lento della polizia che causò l’aumento del numero delle vittime. Inoltre, darebbe un contesto ai rapporti secondo cui la polizia della Nuova Zelanda si rifiutava di fornire il video dell’attacco di Brenton Tarrant alle autorità statunitensi che lo ricercavano per addestramento.

V. Conclusione: tragedia sfruttata dagli interessi speciali
Che si creda o meno che gli attacchi terroristici di Christchurch siano più di quanto non sembri, è innegabile che la tragedia venga ora sfruttata da varie parti per vantaggio diretto. La prima ministra della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, colse l’opportunità per promuovere un maggiore controllo delle armi col divieto totale delle armi semiautomatiche. Ardern in precedenza fu consulente politico di Tony Blair, un collaboratore dei servizi di intelligence inglesi. Ardern non ha ancora commentato il fatto che i servizi di sicurezza e di emergenza neozelandesi causarono un aumento significativo del numero dei morti a causa della risposta incredibilmente lenta. Oltre al dibattito sul controllo delle armi, gli esperti iniziavano a molestare il presidente Donald Trump, accusandolo di avere una sorta di connessione ideologica con Brenton Tarrant a causa della lealtà fascista del sospetto. Tali sforzi servono solo ad intensificare la crisi in corso sul processo di pace coreano.
Con somiglianze operative tra gli attacchi all’ambasciata spagnola e di Christchurch non si può fare a meno di osservare che l’attenzione globale veniva tolta dai potenziali colloqui di pace tra Stati Uniti e Corea democratica. La grossolana esibizione del Tarrant nella trasmissione degli omicidi era un tentativo intenzionale di catturare l’attenzione e spostare la discussione globale commettendo un odioso atto di terrore. Mentre gli attacchi di Christchurch si svolgevano, il Viceministro degli Esteri della Corea democratica, Choe Son Hui, denunciava i funzionari dell’amministrazione statunitense per il collasso dei colloqui sulla denuclearizzazione e minacciava d’interrompere i negoziati riprendendo i test. Queste osservazioni furono immediatamente evidenziati dall’agenzia TASS e dalla stampa internazionale. Altri commenti che chiarivano che i rapporti personali tra Kim e Trump erano ancora buoni e la loro chimica “misteriosamente meravigliosa” veniva quasi totalmente ignorata nella copertura della conferenza stampa. I fatti ufficiali degli attacchi terroristici di Christchurch probabilmente cambieranno nel tempo come le narrative ufficiali date al pubblico da investigatori federali cambiarone costantemente dopo l’attentato del 2017 a Las Vegas. Ma le apparenti connessioni militari e d’intelligence degli attentatori, le discrepanze tra i rapporti ufficiali sul gruppo di sospetti e il video dell’evento e le somiglianze operative con l’incidente dell’ambasciata nordcoreana continueranno a erodere la fiducia che il pubblico sappia tutti i fatti.

17/03/2019: questo articolo veniva aggiornato con nuovi dettagli riguardanti fatti e chiarimenti sui tempi di risposta della polizia. Sfortunatamente, il governo della Nuova Zelanda si è impegnato in una censura senza precedenti dell’evento e i video dell’incidente sono stati messi offline.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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