Il Venezuela crea un’unità militare per proteggere i servizi chiave

PressTV 16 marzo 2019

Il Presidente Nicolas Maduro afferma di aver autorizzato la formazione di una nuova unità militare incaricata di proteggere le infrastrutture chiave del Paese in seguito al recente blackout nazionale. Maduro aveva detto durante un discorso al palazzo presidenziale a Caracas che l’unità militare, soprannominata “Comando per la difesa dei servizi strategici di base”, veniva incaricata di proteggere le installazioni e i servizi di base, come elettricità e acqua, nell’ambito delle Forze Armate del Venezuela. L’annuncio si aveva pochi giorni dopo che quasi tutto il Paese latinoamericano era stato colpito da un massiccio blackout, che Maduro attribuiva a un attacco informatico del governo degli Stati Uniti. Il presidente aveva detto che “l’attacco cibernetico contro il sistema venezuelano dell’energia elettrica era un atto terroristico del governo degli Stati Uniti contro il popolo venezuelano”, aggiungendo che “i venezuelani hanno sconfitto questo attacco terroristico e ora si preparano ad andare avanti”. I critici di Maduro, tuttavia, accusavano il governo di non aver mantenuto le infrastrutture del Paese. Il governo venezuelano annunciava che la luce era tornato in gran parte del Paese, ma le regioni occidentali ancora riportavano blackout. Maduro aveva accusato l’opposizione guidato dall’autoproclamato Juan Guaido, di aver ideato il piano per “accompagnare il blackout da violenze generali”. Accusando il governo di Maduro di “inefficienza”, tuttavia, Guaido finora approfittava della crisi invitando i suoi sostenitori a scendere in piazza contro il presidente.

L’interruzione della luce mina il governo di Maduro, secondo gli Stati Uniti
Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per il Venezuela Elliott Abrams affermava che l’interruzione di corrente del Venezuela aveva indebolito il governo di Maduro e la sua carica. Abrams riecheggiava le ripetute osservazioni delle autorità statunitensi, che cercano di rovesciare il governo democraticamente eletto di Maduro, dicendo che il blackout avrebbe “accorciato la vita del regime”. “Qual è l’impatto di tale situazione sulla longevità del regime? Ovviamente abbrevia la vita del regime”, aveva detto Abrams ai giornalisti di Washington. “Non facciamo previsioni e, guardando indietro, vediamo che in generale né noi né nessun altro siamo stati bravi a prevedere quando i regimi cadono”. L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Venezuela aveva anche detto che Maduro sembra concentrare le risorse sul ripristino del potere e l’ordine nella capitale. Gli Stati Uniti hanno usato tutto ciò che avevano, compresa la pressione economica e l’azione militare, per rovesciare Maduro. Washington confiscava i beni petroliferi del Venezuela negli Stati Uniti per convogliarli a Guaido. Molti Paesi occidentali hanno riconosciuto Guaido, ma Maduro gode del sostegno di molte nazioni non allineate come Russia, Cina, Turchia ed Iran, mentre le principali istituzioni statali, anche i militari, lo sostengono. Maduro aveva ripetutamente accusato Washington di aver diretto il “colpo di Stato” contro il suo governo, accusando gli Stati Uniti della crisi economica in Venezuela.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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