La CIA incolpa i suoi ascari del raid all’ambasciata nordcoreana in Spagna

Moon of Alabama 15 marzo 2019

La CIA è il principale sospettato nel raid militare nell’ambasciata nordcoreana a Madrid. Ora lanciava un tentativo sfortunato di distrarre. L’articolo in cui fonti del governo spagnolo accusano la CIA, dichiarava: “Almeno due dei 10 assalitori che fecero irruzione nell’ambasciata interrogandone il personale diplomatico venivano identificati e collegati all’agenzia di intelligence degli Stati Uniti. La CIA negava qualsiasi coinvolgimento, ma le fonti governative dicono che la sua risposta era “poco convincente”. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, la CIA è il principale sospettato dell’assalto. Il giornale faceva uno sforzo in più per pubblicare una versione abbreviata in inglese. Fu ampiamente raccolto da altri media internazionali. Alcuni degli assalitori erano asiatici e parlavano coreano. Probabilmente erano del National Intelligence Service (NIS) della Corea del Sud, una sussidiaria della CIA conosciuta per la sua politica estremamente aggressiva. Spesso organizza le elezioni in Corea del Sud a sostegno dei candidati ultraconservatori. Attaccare un’ambasciata straniera in un Paese terzo è lontano dalla legge internazionale e della decenza diplomatica. Dopo El Pais, era necessario fare qualcosa per distogliere l’attenzione dalla CIA e trovare qualche altro colpevole. Una storia fu ideata e spacciata dal media preferito dalla CIA, il Washington Post. Non fu la CIA, scrive il giornalista di sicurezza nazionale del Post, ma un’organizzazione di “cambio di regime” controllata dalla CIA. “Un gruppo oscuro che cercava di rovesciare Kim Jong Un fece irruzione in un’ambasciata nord coreana in pieno giorno. In pieno giorno, gli assalitori mascherati s’infiltrarono nell’ambasciata della Corea democratica a Madrid, legando il personale, rubando computer e cellulari e fuggendo su due veicoli di lusso. Il gruppo dietro l’operazione di fine febbraio è noto come Cheollima Civil Defense,organizzazione segreta dissidente impegnata a rovesciare la dinastia Kim, secondo persone che conoscevano pianificazione ed esecuzione della missione… Tali persone dicono che il gruppo non agiva in coordinamento con nessun governo. Le agenzie di intelligence statunitensi sarebbero state particolarmente riluttanti, dato il tempismo delicato e la natura sfacciata della missione. Ma il raid rappresenta l’operazione più ambiziosa finora di un’organizzazione oscura che cerca di minare il regime nordcoreano e incoraggiare le defezioni di massa, dicono”. Gli agenti della CIA, guidati dalla regina delle torture Gina Haspel, sono fiocchi di neve che non violerebbero mai la legge o causerebbero indignazione internazionale. Deve essere stato un gruppo indipendente: “Questo gruppo è il primo movimento di resistenza noto contro la Corea democratica, che ha attività molto interessanti”, dichiarava Sung-Yoon Lee, esperto della Corea democratica presso la Tufts University. L’identità degli assalitori è un argomento particolarmente delicato data la natura delicata della relazione tra Trump e Kim… Qualunque accenno al coinvolgimento degli Stati Uniti in un assalto a un complesso diplomatico avrebbe potuto far deragliare i colloqui , una prospettiva di cui probabilmente la CIA era consapevole.
Far deragliare i colloqui era (ed è) esattamente ciò che John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, voleva. Lo sappiamo perché il Post lo disse il 20 febbraio, due giorni prima del raid all’ambasciata e sette giorni prima del summit Trump-Kim ad Hanoi: “Il mese scorso, in un lungo discorso alla Stanford University, l’inviato speciale di Trump Stephen E. Biegun espose la sua visione a che la Corea democratica smantelli impianti di arricchimento dell’uranio e del plutonio in cambio di “misure corrispondenti” dagli Stati Uniti. Falchi come Bolton si opposero ferocemente a tale processo “passo dopo passo” in favore del mantenimento della massima pressione con sanzioni economiche che, in teoria , avrebbero imposto un accordo migliore erodendo la risoluzione della Corea democratica. Incaricare la CIA di razziare un’ambasciata nordcoreana per rovinare i colloqui è esattamente ciò che farebbe John Bolton. Il vergognoso tentativo del Post di far credere altrimenti è ridicolo: “”Infiltrare un’ambasciata nordcoreana giorni prima del vertice nucleare metterebbe tutti in pericolo”, ha detto Sue Mi Terry, ex-analista della Corea presso la CIA . “Questo non è qualcosa che la CIA farebbe”. L’agenzia si rifiutava di commentare. Naturalmente possiamo pienamente credere alla “precedente” affermazione dell’analista della CIA che la CIA non avrebbe mai fatto una cosa del genere. A parte l’impulso di Bolton a sabotare i negoziati, non avrebbe avuto alcun motivo. Tranne, naturalmente, che ne avrebbe avuto molti: “Gli esperti dicono che computer e telefoni sequestrati dal raid sono un tesoro di informazioni e che è probabile che le agenzie di intelligence straniere cerchino”. Nel 2017 la Spagna ha chiesto all’ambasciatore nordcoreano Kim Hyok Chol di andarsene. Ora è il capo dei negoziati cogli Stati Uniti. Sapere tutto di lui è importante. Potrebbe anche essere suscettibile a ricatto: “Gli assalitori possiedono anche una registrazione video del raid, che potrebbero rilasciare in qualsiasi momento, aveva detto una persona anonima discutendo dell”operazione delicata e illegale”. La versione in lingua spagnola del rapporto El Pais aveva una spalla dove spiegava il possibile contenuto del video: “Uno degli aspetti più oscuri dell’assalto all’ambasciata nordcoreana a Madrid è l’interrogatorio a cui il capo del comando, che si faceva chiamare l’imprenditore, assoggettò l’incarico d’affari che guida la delegazione diplomatica da quando l’ambasciatore fu espulso. Il capo del commando separò il diplomatico dal resto degli ostaggi e si rinchiuse da solo con lui. Non è noto cosa volesse, ma l’attuale capo della delegazione di Pyongyang a Madrid probabilmente sa molto di Kim Hyok Chol, capo della delegazione nordcoreana ai negoziati nucleari cogli Stati Uniti, a cui passò quando quest’ultimo era ambasciatore a Madrid dal 2014 al 2017”. La menzione di una registrazione video durante il raid dovrebbe seminare “paura e dubbio” nel e sul negoziatore nordcoreano.
La nuova storia di Washington Post/CIA continua descrivendo l’organizzazione del “cambio di regime” che dovrebbe distrarre dal coinvolgimento diretto della CIA nel raid: “Il gruppo Cheollima, che prende anche il nome di Free Joseon, è diventato famoso nel 2017 dopo aver evacuato con successo il nipote di Kim Jong Un da Macao quando emersero potenziali minacce alla sua vita. Il nipote era figlio di Kim Jong Nam, il fratellastro esiliato del leader nordcoreano, assassinato con gas nervino in un aeroporto della Malesia nel 2017… Per ragioni di sicurezza, il leader del gruppo non rivela nome e identità, noti solo a un piccolo gruppo di persone”. Cheollima è il nome di un cavallo mitico del folklore cinese e coreano. La dinastia Joseon governò la Corea dal 1392 al 1897. Cadde quando il Giappone cercò di controllare il Paese riuscendoci alcuni anni dopo. Kim Jong Nam fu ucciso il 13 febbraio 2017. In un video contraffatto, suo figlio Kim Han-sol ringraziava le persone che l’avevano catturato. (Potrebbero volerlo usare come futuro sostituto di Kim Jong-un). Il video fu registrato il 15 febbraio 2017 (“mio padre è stato ucciso due giorni fa”) e pubblicato il 7 marzo 2017 su un canale di Cheollima su Youtube, creato il 4 marzo 2017. Il dominio del sit di Cheollima utilizzato dal gruppo fu registrato in modo anonimo nel marzo 2017. ed aggiornato il 29 novembre 2018 poco dopo che il NIS sudcoreano ricevette nuovi ordini da quartier generale di Washington DC. Cheollima / Free Joseon cerca anche disertori dalla Corea del Nord. Il 28 febbraio 2019 (non “a marzo”, come sostiene il Post), lo stesso giorno del fallito vertice Trump-Kim ad Hanoi, Cheollima pubblicava un manifesto che mira chiaramente al “cambio di regime” in Corea democratica: “Dichiariamo questo giorno l’istituzione di Joseon libero, governo provvisorio che prepara le basi per una futura nazione costruita sul rispetto dei principi dei diritti umani e dell’umanitarismo, mantenendo sacra la dignità manifesta per ogni donna, uomo e bambino. Dichiariamo questa entità l’unico rappresentante legittimo del popolo nordcoreano”.
Il tentativo di “cambio di regime” guidato dagli Stati Uniti in Venezuela ha anche un tizio che afferma di essere l'”unico rappresentante legittimo” pur non avendo potere in quel Paese. La versione inglese del manifesto pare scritta da qualcuno di madrelingua inglese o che almeno ha studiato letteratura inglese: “Joseon deve e deve essere libero. Alzatevi! Alzatevi, voi che rifiutate di essere schiavi! Rifiutiamo le catene del nostro dolore storico non corrisposto, dichiariamo d’ora in poi una nuova era nella nostra storia e prepariamo la strada per un nuovo Joseon. Pertanto proclamiamo la nascita della nostra rivoluzione e le nostre intenzioni di costruire una società più giusta ed equa, come espressioni più vere degli affetti condivisi della nostra gente”. Un articolo sul manifesto osservava sul Sun: “L’organizzazione Cheollima Civil Defense (CCD) si è dichiarata governo ombra che lavora per rovesciare il regime… Non si sa molto del CCD, ma alcuno credono che sia collegato all’agenzia di spionaggio della Corea del Sud”. I caschi bianchi, organizzazione dell’MI-6 per il “cambio di regime” in Siria, ha il dominio del sito “www.syriacivildefense.org”. Il dominio del sito di Cheollima è “www.cheollimacivildefense.org”. Anche i loghi delle due organizzazioni sono simili.

Esiste una società di design/marketing aziendale specializzata nella promozione di facciate dei servizi di spionaggio per il “cambio di regime”? L’ex-analista della CIA del Pos ‘prevedeva’ che ci saranno altri ‘raid nelle ambasciate’: “Nella messaggistica, il gruppo ha detto di aver formato un governo provvisorio per sostituire il regime di Pyongyang”, aveva detto Terry, studioso presso il Centro per gli studi strategici e internazionali a Washington. “Hanno ora dimostrato serietà degli intenti e capacità per portare a termine le operazioni. Vedremo nei prossimi mesi l’estensione delle loro capacità”. Mentre la CIA fa un sfortunato tentativo di coprire le tracce a Madrid, la Corea democratica continua a seguire il suo piano coi prossimi negoziati. Prepara il pubblico al fallimento degli Stati Uniti: “Il leader nordcoreano Kim Jong Un deciderà presto se continuare i colloqui diplomatici e mantenere la moratoria su lanci missilistici e test nucleari, aveva detto un funzionario nordcoreano, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno gettato un’occasione d’oro nel recente summit tra i loro leader… Aveva detto che Pyongyang ora non ha intenzione di compromettersi o continuare i colloqui a meno che gli Stati Uniti non prendano misure commisurate ai cambiamenti adottati, come la moratoria di 15 mesi su lanci e test, e modifichi il loro “calcoli politici”. La dichiarazione nordcoreana incolpa Bolton e il segretario di Stato Pompeo del fallimento dei negoziati mentre enfatizza la relazione speciale tra Kim e Trump. Il lancio del satellite segnalato dalla Corea democratica proseguirà. Spingerà l’amministrazione Trump al punto di partenza degli sforzi per “denuclearizzare” la Corea democratica. La differenza ora è che la Corea democratica ha ottenuto la buona volontà di Cina e Russia, dimostrando disponibilità a negoziare e ad attenersi agli impegni assunti nella Dichiarazione congiunta di Singapore, mentre gli Stati Uniti hanno ovviamente rifiutato di adempiere alla propria parte. Cina e Russia hanno già dato alla Corea democratica alcuni “provvedimenti sanzionatori” non ufficiali. Sono contrari a sostenere ancora una volta l’approccio della “massima pressione” fallito dell’amministrazione Trump, una volta stabilita. Le sciocchezze della CIA non cambieranno questo fatto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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