Crea sito

Attentati sotto Falsa Bandiera in Nuova Zelanda

Aanirfan 15 marzo 2019

“Uno dei tiratori ha trasmesso livestream per 18 minuti l’attacco su Facebook Live, dove si identificava come Brenton Tarrant, 28 anni, nato in Australia. Prima delle riprese, pubblicava un manifesto sulla scheda grafica 8chan che delineava il suo attacco.
“Il 15 marzo 2019, nelle moschee al-Noor e Linwood di Christchurch, Nuova Zelanda, sono state uccise circa 49 persone. Si sospetta che siano coinvolti quattro attentatori, uno dei quali identificato come il ventottenne australiano Brenton Tarrant”. Veniva segnalato il ritrovamento di una bomba in un’auto abbandonata a Strickland Street. Questo è il primo massacro in Nuova Zelanda dopo quello di Raurimu del 1997. Nel caso della moschea al-Noor, “Il tiratore si è identificato su Twitter come “Brenton Tarrant” australiano, “solo un uomo bianco normale”.

Mathieu, Alexandre e il padre Raymond Bissonnette. Il nome di Alexandre Bissonette era sceitto sul corpo del fucile di “Tarrant”. Alexandre Bissonnette è lo ‘zimbello’ dei tiri nella moschea del Quebec. Attacco alla moschea di Quebec, lavoro interno sotto Falsa Bandiera.


Ore prima dell’attacco, Tarrant pubblicò un manifesto online che dettagliava i piani per attuare il massacro. Tarrant aveva scritto: “Ho letto gli scritti di Dylan Roof e molti altri, ma ho preso ispirazione da Anders Breivik”. Dylan Roof è l’inerme “zimbello” collegato a Sandy Hook, Elliot Rodger e Hunger Games. L’inganno di Dylann Roof/Dylann Roof, Dulles, Schiavi/Psyop Dylann Roof
L’obiettivo del “manifesto di Dylann Roof” è portare il pubblico nordamericano a rivolgersi a forze armate, polizia e servizi di sicurezza per la protezione.

Il vero Anders Breivik è squilibrato ma innocente. Anders Breivik, Umar bin Ladin, Adam Lanza/Breivik l’attentato hollywoodiano in Norvegia – lavoro interno – il sospetto Anders/Breivik è innocente
Sam Clarke, giornalista della TVNZ, dichiarava ad al-Jazeera che “il sicario” aveva una mitragliatrice. “Un uomo armato, vestito di nero con un casco e che trasportava una mitragliatrice, era entrato nel retro della moschea iniziando a sparare contro la gente che pregava”, aveva detto Clarke, secondo al-Jazeera.
Brenton Tarrant: 5 fatti veloci
Israele era impegnato. Il 15 marzo 2019, aerei da guerra israeliani bombardavano Gaza.

L’ex-prima ministra della Nuova Zelanda Helen Clark, che il Mossad avrebbe cercato di assassinare. Nel 2004, Zev Barkan del Mossad avrebbe cercato di assassinare la prima ministra della Nuova Zelanda Helen Clark.
“Nel dicembre 2016 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incaricò l’ambasciatore israeliano in Nuova Zelanda di tornare in Israele per consultazioni, in risposta al sostegno della Nuova Zelanda alla risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Subito dopo il voto, Netanyahu ordinò una serie di passi diplomatici contro i Paesi che co-sponsorizzano la risoluzione e con cui Israele ha relazioni diplomatiche”.

Il primo ministro della Nuova Zelanda David Lange, affermò che il governo degli Stati Uniti minacciò di ucciderlo. “Le relazioni Israele-Nuova Zelanda non erano state così tese dal 2004, quando la Nuova Zelanda imprigionò “spie del Mossad” per aver tentato di ottenere in modo fraudolento un passaporto neozelandese”.
La Nuova Zelanda ha condannato le recenti azioni d’Israele lungo il confine di Gaza.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

2 Risposte a “Attentati sotto Falsa Bandiera in Nuova Zelanda”

  1. Facciamo finta che sia un branco improvvisato di lupi solitari che si pasce in rete delle imprese di bastardi degli antipodi, fatto di per sé sconcertante – e che siano semplicemente dei burattini, quattro dei quali sono stati tratti in arresto, tre uomini e una donna in quota rosa.
    Fosse tutto così semplice, ci sarebbe ancora di più da interrogarsi sul brodo di coltura che nutre questi soggetti, sulla presa che ha fatto l’islamofobia, a cominciare da quella “istituzionale”, quella dei tanti illuminati che si dolgono che i diversi non vogliano integrarsi, mutuando le critiche rivolte all’esordio del nazismo a ebrei e zingari, quella alimentata da un flusso informativo che giustifica, contestualizza, minimizza la xenofobia come effetto collaterale fisiologico della violenza islamica e della pressione degli “altri”. E anche quella che orchestrano da lontano ma non poi tanto, quelle petrol-monarchie che appoggiano e finanziano la destabilizzazione di territori di cui hanno bisogno per mantenere il loro dominio sulle ricchezze del suolo e del sottosuolo del Medio Oriente e che finanziano la domanda di Jihad, rafforzando una certa visione dell’Islam per evitare l’emergere e lo sviluppo di altre visioni progressiste che minaccerebbero la loro egemonia economica, culturale e morale contagiando i loro paesi con le stesse idee “pericolose” che spaventano l’Occidente con cui mantengono relazioni di potere: l’anticapitalismo, l’anti-imperialismo, il progressismo nelle sue diverse varianti, il comunismo, la teologia della liberazione, il femminismo.
    Certo adesso come è stato fatto in passato, ci sarebbe da esigere che qualcuno faccia autocritica, che come è successo dopo gli attentati in Europa, gli interpreti della weltanschauung dominante, i Galli Della Loggia, i Panebianco, per parlare dei più educati fanatici, si discolpino e prendano le distanze come hanno chiesto a chi sospettava della teorizzazione dello scontro di civiltà, irreversibile ma ormai necessario per combattere la barbarie e il meticciato.
    Ma sappiamo già che è chiedere l’impossibile: da ora comincia la gara alla interpretazione più semplicistica: attentato della follia omicida di singoli individui, oppure, esito di un vasto complotto con scopi precisi: ebraico mondiale, «illuminati», servizi segreti, nazisti immortali ricoverati in Brasile. Tutte letture che comunque sono indice dello stesso rifiuto del reale e della rinuncia allo sforzo di comprendere il mondo e i drammi che lo attraversano, frutto della negazione della conflittualità sociale, degli interessi divergenti, della pressione e dei condizionamenti delle classi dominanti, altrettanto perniciosi e mortiferi dei fucili, reticenza sui mandanti, sempre i soliti sospetti.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/03/16/misfatto-bianco-agli-antipodi/

  2. Tre burattini, uno l’hanno rilasciato… Standard, quando si tratta di questi eventi di puro ‘odio online’ di qualche kattivo….

I commenti sono chiusi.