Chi assaltava l’ambasciata nordcoreana in Spagna?

Moon of Alabama, 13 marzo 2019

John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, aveva ordinato l’assalto all’ambasciata nordcoreana in Spagna per trarre un vantaggio nei colloqui sul nucleare? Il 22 febbraio l’ambasciata della RPDC a Madrid venne perquisita da una banda di teppisti: “Un gruppo di uomini è entrato nell’ambasciata della Corea democratica a Madrid, legando ed imbavagliando personale, prima di andarsene con telefoni e computer rubati, secondo quanto riportato dai media spagnoli… La polizia spagnola indaga dopo che El Confidencial riferiva che una donna era fuggita dall’ambasciata urlando in coreano, spingendo i residenti nelle vicinanze a chiamare la polizia. Dopo che, secondo quanto riferito, i membri dello staff furono legati e imbavagliati, gli agenti hanno bussarono alla porta per indagare, ma furono raggiunti da un uomo che gli disse che tutto andava bene. Poco dopo, due macchine lasciarono il compound ad alta velocità, una delle quali trasportava l’uomo che aveva risposto alla porta. La polizia non entrò nell’edificio, ma il personale uscì subito dopo l’incidente… Kim Hyok Chol era ambasciatore in Spagna fino a settembre 2017 , quando il governo spagnolo l’espulso con un altro diplomatico dopo i test nucleari e missilistici di Pyongyang sul vicino Giappone”. Il nome Kim Hyok Chol suona familiare. Recentemente apparve sui notiziari quando guidava la delegazione nordcoreana nei colloqui sul nucleare: “Kim Hyok Chol, un diplomatico di carriera di una famiglia eletta della Corea democratica, fece il debutto internazionale poche settimane fa come nuovo riferimento per i negoziati nucleari di Pyongyang. In vista del summit del 27-28 febbraio, fu in trattative col collega nordamericano Stephen Biegun gettando le basi per l’incontro, sorprendendo i diplomatici… la nomina portava alcuni a sfogliare dossier sui quadri per saperne di più. Channel A News, canale televisivo della Corea del Sud, disegnato un cerchio attorno a lui in un video ad un incontro alla Casa Bianca tra Trump e funzionari nordcoreani a gennaio, chiedendosi chi fosse”.
Si sapeva ben poco di Kim Hyok Chol. Il ritratto di Bloomberg di lui apparve il 22 febbraio, lo stesso giorno in cui venne perquisita l’ambasciata a Madrid. Il summit fallito tra Trump e Kim Jong-un ad Hanoi fu il 27-28 febbraio. Kim Hyok Chol era centrale nei discorsi sulla “denuclearizzazione”, ma di lui non si sapeva molto. Il raid dell’ambasciata non fu un normale furto. C’erano otto persone all’ambasciata quando venne perquisita alle 15:00 ora locale. Erano legati, borse furono messe sulle loro teste e alcuni furono interrogati. I ladri se ne andarono con l’hardware del computer e i cellulari del personale. Ora sembra che la CIA sia coinvolta nel raid dell’ambasciata. I rapporti di El Pais: “Gli investigatori della polizia spagnola e del Centro Nazionale dell’Intelligence (CNI) collegavano l’attacco all’ambasciata nordcoreana a Madrid il 22 febbraio alla CIA (Central Intelligence Agency) degli Stati Uniti. Almeno due dei 10 assalitori che fecero irruzione nell’ambasciata ed interrogarono il personale diplomatico furono identificati e collegati ai servizi segreti statunitensi. La CIA negava qualsiasi coinvolgimento, ma le fonti governative dicono che la sua risposta era “poco convincente”… Gli investigatori dell’Ufficio informazioni generali (CGI) e del CNI esclusero l’idea che l’attacco fosse opera di criminali comuni. L’operazione fu perfettamente pianificata come se fosse eseguita da una “cellula militare”, secondo fonti vicine all’indagine. Gli assalitori sapevano cosa cercavano, prendendo solo computer e cellulari… Le fonti ritengono che l’obiettivo dell’attacco all’ambasciata nordcoreana fosse ottenere informazioni su Kim Hyok Chol, ex-ambasciatore della Corea democratica in Spagna”. La versione in lingua spagnola del rapporto El Pais contiene ulteriori dettagli: “Dopo aver analizzato le registrazioni delle telecamere di sicurezza nella zona, interrogando gli ostaggi e analizzando gli autoveicoli diplomatici utilizzati nel volo, fu possibile identificare alcuni degli assalitori. Sebbene la maggioranza fossero coreani, almeno due di loro sono stati riconosciuti dai servizi di informazione spagnoli per i loro legami con la CIA americana. Le indicazioni che puntano al servizio di spionaggio americano, in probabile cooperazione con quella della Corea del Sud, sono così forti che gli interlocutori spagnoli hanno contattato la CIA per chiedere spiegazioni. La risposta è stata negativa, ma “poco convincente”, secondo fonti governative”.
La versione spagnola include anche ulteriori dettagli del raid: “Uno degli aspetti più oscuri dell’assalto all’ambasciata nordcoreana a Madrid è l’interrogatorio in cui il capo del comando, che si faceva chiamare l’imprenditore, assoggettò l’incarico d’affari che guida la delegazione diplomatica da quando l’ambasciatore fu espulso. Il capo del commando separò il diplomatico dal resto degli ostaggi e si rinchiuse da solo con lui. Non è noto cosa volesse, ma l’attuale capo della delegazione di Pyongyang a Madrid probabilmente conosce bene Kim Hyok Chol, capo della delegazione nordcoreana nei negoziati nucleari prima degli Stati Uniti, che sostituiva quando quest’ultimo era ambasciatore a Madrid, tra il 2014 e il 2017”. Un raid nordamericano a un’ambasciata straniera in un Paese terzo è un affronto diplomatico che avrà conseguenze. Il governo di Madrid non può lasciar passare. Altre importanti ambasciate in Spagna, pensate alla Cina, solleciteranno il governo spagnolo a compiere ulteriori passi per garantire la sicurezza. Il personale della CIA non be è immune. Nel 2005 un tribunale in Italia ordinò l’arresto di 18 agenti della CIA che rapirono un imam a Milano per torturarlo in Egitto e altrove. I servizi spagnoli sembrano sospettare che l’unico punto fosse ottenere informazioni su Kim Hyok Chol. Questo potrebbe anche essere, sospettando che un tentativo di trovare i codici di crittografia diplomatica della Corea democratica fosse parte dell’azione. Non è insolito che un Paese cerchi tali informazioni. Ciò che è molto insolito è il modo brutale con cui si agiva. Era pensato per intimidire la Corea democratica? Comunque, posso solo pensare a una persona a Washington DC che ignori abbastanza la diplomazia per incaricare la CIA di un’incursione militare in un’ambasciata straniera in un Paese terzo. Il suo nome è John Bolton.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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