Foto rivelano 700 tombe nel campo profughi controllato dagli USA

South Front

Le persone sequestrate nel campo profughi di Ruqban controllato dagli statunitensi, nella Siria orientale, ricevono meno di 5 litri di acqua a testa al giorno, dichiaravano i comitati di coordinamento congiunti russo e siriano per il rimpatrio dei rifugiati il 12 marzo. La dichiarazione notava che l’acqua era appena sufficiente per cucinare e bere, ma insufficiente per una corretta igiene personale. “Dietro le mura del campo ci sono serbatoi da 210 metri cubici, riempite d’acqua portata dalla Giordania e poi distribuita tra i residenti del campo. Calcoli semplici mostrano che ogni residente non può ricevere più di 5 litri di acqua al giorno. Ciò basta appena per cucinare e bere, ma non a lavarsi e per il bucato, portando a condizioni inigieniche”, si legge nella dichiarazione. Secondo la dichiarazione, i membri del Maghuir al-Thura, gruppo islamista operante nell’area, avevano interrotto le consegne di acqua, usandolo come merce di scambio per ricatti e profitti. La dichiarazione ricordava che sepolture e discariche che punteggiano l’area vicino alle abitazioni peggiorano la già terribile situazione umanitaria nel campo. I comitati di coordinamento congiunti russo e siriano inoltre affrontavano la carenza di cibo, indumenti caldi e medicinali oltre alla cattiva situazione sanitaria ed epidemiologica. Secondo la dichiarazione, i rifugiati soffrono di esaurimento, malattie intestinali acute ed infezioni.
Nonostante questo, la coalizione guidata dagli Stati Uniti e i suoi ascari impediscono l’evacuazione dei rifugiati dal campo.

Dichiarazione complete del quartier generale di coordinamento congiunto di Federazione Russa e Repubblica araba siriana “Sulla situazione dei profughi del campo di Rukban”
12 marzo 2019.

Oggi è già il 1776.mo giorno di sofferenza dei cittadini siriani sequestrati nel campo profughi di Ruqban da gruppi armati controllati dagli Stati Uniti. Gli statunitensi hanno intrapreso azioni non costruttive, portando a nuove vittime e moltiplicando la sofferenza dei siriani sequestrati con la forza nella zona di 55 chilometri controllata dagli Stati Uniti. Continuiamo a monitorare la situazione nel campo, che continua a deteriorarsi. C’è ancora grave carenza di scorte di cibo, vestiti caldi e medicinali. Esiste una grave situazione sanitaria ed epidemiologica. Le persone soffrono di esaurimento, malattie intestinali acute ed infezioni. La carenza di acqua potabile è particolarmente grave. Qui dobbiamo rendere omaggio alle autorità della Giordania, che hanno organizzato la fornitura di acqua per i residenti di Ruqban, perché senza non è affatto chiaro come i rifugiati avrebbero dovuto sopravvivere in tale campo. È solo la buona volontà dei giordani che gli permette di bere e di cucinare. Nonostante gli sforzi dei giordani, l’acqua nel campo è gravemente carente.
Le immagini satellitari mostrano chiaramente come viene fornita l’acqua al campo. Dietro il muro del campo ci sono serbatoi da 210mc, in cui versano acqua portata dal territorio della Giordania, e nel campo ci sono distributori per i residenti. Un semplice calcolo mostra che ogni residente del campo non può ricevere più di 5 litri di acqua al giorno. Questo volume è appena sufficiente per cucinare e bere, ma non basta per lavarsi e il bucato, il che porta a condizioni igieniche inadeguate.
Bene, i residenti del campo non possono sempre ottenere questa piccola quantità, perché gli islamisti controllati dagli Stati Uniti del Maguir al-Saura periodicamente ostacolano la consegna di acqua a Ruqban, utilizzandola per ricattare e speculare. Durante il monitoraggio rilevammo altri fatti nuovi sulla catastrofe umanitaria nel campo. Oltre alle fotografie pubblicate in precedenza che testimoniano la presenza di sepolture vicino al territorio di Ruqban, dove sono state seppellite almeno 300 persone, abbiamo trovato altri tre cimiteri formatisi nelle immediate vicinanze delle abitazioni e dei distributori, un’altra fonte di malattie infettive. In totale, ci sono circa 700 tombe nei luoghi di sepoltura scoperti. È possibile che in realtà la situazione sia ancora peggiore, perché in molte tombe diversi cittadini siriani morti nel campo di Ruqban possono esservi seppelliti. Le discariche si trovano anche sparse in prossimità di edifici residenziali e non vengono ripulite. Tutto questo è situato nel deserto, lontano da insediamenti ed infrastrutture siriani, creando difficoltà insormontabili nel fornire supporto ai residenti del campo.
In tale situazione, attendiamo con impazienza una rapida revisione della posizione di ONU e Stati Uniti sul campo di Ruqban. Una situazione così disastrosa per i suoi abitanti non può più continuare. È urgente adottare misure per salvarli, e questo è possibile solo coll’evacuazione dei cittadini a casa. Da parte delle autorità siriane, tutto è pronta, solo la buona volontà degli statunitensi, che controllano completamente la situazione nella zona di al-Tanaf, è necessaria.

Capo del comitato di coordinamento congiunto russo sul rimpatrio dei rifugiati siriani – Capo del Centro nazionale per il controllo della Difesa dello Stato della Federazione russa
Mizintsev M.

Capo del comitato di coordinamento misto siriano per il rimpatrio dei rifugiati siriani – Ministro dell’Amministrazione locale della Repubblica araba siriana
Maqluf H.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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