L’oscuro segreto dello “Stato parallelo” nella Patagonia argentina

Un piano sinistro che coinvolge i più famosi oligarchi del mondo, così come FMI ed elementi chiave della lobby sionista globale, si nasconde sotto lo Stato indipendente di fatto creato da uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra nel cuore della Patagonia argentina.
Whitney Webb, Mint Press, 11 marzo 2019

Joe Lewis e Daniel Levy

Alla “fine del mondo”, nelle regioni più meridionali dell’Argentina e del Cile, si trova la terra della Patagonia, in gran parte ancora incontaminata che ha ispirato innumerevoli naturalisti ed avventurieri col drammatico paesaggio e bellezze naturali. Per molti, è un luogo ritenuto ancora straordinariamente intatto e lontano dal caos del mondo moderno. Tuttavia, sono proprio queste qualità, nonché il grande potenziale petrolifero e gassoso della regione e l’abbondanza di riserve di acqua dolce alimentate dai ghiacciai, che lo collocano nel mirino dei predatori, predatori armati di miliardi di dollari, potente influenza su politica e stampa argentina, così come alleanze con organizzazioni finanziarie internazionali controverse ed elementi chiave della lobby sionista globale. Contesa per le sue risorse ancora in gran parte intonse, la Patagonia è diventata l’obiettivo di una fitta rete di noti miliardari ed élite globali, che trascorsero gran parte degli ultimi due decenni e mezzo cercando di trasformare quest’area nel loro Stato indipendente. In effetti, sebbene molti di tali miliardari abbiano già creato di fatto Stati privati in cui godono di un’impunità quasi totale nella Patagonia argentina, altri sono alla base di importanti sforzi per la secessione del territorio. Altri ancora spingono il governo argentino a scambiare la Patagonia con la richiesta di “cancellare il debito” come modo per allentare la situazione economica argentina che, per inciso, fu n gran parte creata da tale stesso gruppo di miliardari. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), le cui connessioni con questa rete miliardaria sono considerevoli, vi ha avuto un ruolo smisurato. Eppure questa sembra essere più di una semplice impresa di importanti oligarchi e l’élite globale, ed elementi di spicco della lobby sionista internazionale intimamente coinvolti, così come lo Stato d’Israele, anche se la portata del coinvolgimento di quest’ultimo è discusso. Il loro interesse ruota su rivendicazioni che risalgono alla fondazione del sionismo nel 19° secolo, quando figure venerate del sionismo come Theodore Herzl discutevano dell’Argentina come potenziale patria per uno Stato etnico ebraico. Da allora, altri notabili sionisti, compresi i passati ambasciatori israeliani in Argentina, sostennero che Israele è per gli “ebrei europei” mentre gli “ebrei americani” devono impossessarsi dell’Argentina. In particolare, il metodo suggerito da Herzl come mezzo per creare uno Stato sionista nella sua opera fondamentale “Lo Stato ebraico” comporta lo scambio di debito per il territorio.
Nella prima parte di questa serie investigativa, MintPress esplora lo Stato indipendente di fatto creato dal miliardario e sionista inglese Joe Lewis, un vecchio socio del controverso finanziere ungherese-statunitense George Soros. Lewis essenzialmente acquisiva i governi locale, regionale e persino nazionale dell’Argentina, permettendogli di operare impunemente mentre acquisisce sempre più territorio con acquisti di terre (se ce ne sono) dalla legalità dubbia, intimidazioni e minacce ai locali, usurpazione di acqua ed energia cruciali risorse per le città locali e gestione del proprio aeroporto internazionale privato che nessuno, a parte lui, controlla. I rapporti successivi di questa serie esamineranno gli altri attori chiave in questo sforzo per creare uno Stato della Patagonia, vale a dire gli oligarchi argentini Marcelo Mindlin e Eduardo Elsztain, profondamente legati alla lobby sionista globale e all’Americas Society fondata da Rockefeller, e stretti soci di Soros. Infine, il ruolo di costoro e dei loro sodali negli sforzi per usare la schiavitù del debito del FMI per premere sul governo argentino a scambiare il debito col territorio sarà rivelato, così come il ruolo della lobby sionista e figure di spicco nell’élite globale.

La città che ha combattuto
La pittoresca cittadina di montagna di El Bolsón, incastonata tra le pittoresche vette rocciose della Patagonia argentina e famosa per le leggende locali di gnomi ed elfi, può sembrare un epicentro improbabile di una battaglia nazionale che mette in collisione i locali contro potenti miliardari stranieri, miliardari che non solo saccheggiano le ricche risorse del Paese, ma ne erodono la sovranità nazionale con accordi a porte chiuse coi capi politici più potenti e più corrotti dell’Argentina. Tuttavia, per quanto improbabile possa sembrare il ruolo di questa sonnolenta cittadina nella provincia argentina del Río Negro, per oltre un decennio molti locali utilizzarono ogni strumento a disposizione per opporsi allo sforzo di un miliardario di trasformare la città e gran parte di Río Negro nel proprio feudo personale. Questa lotta vide massicce dimostrazioni a El Bolsón contro il miliardario inglese Joe Lewis, con alcune che attirarono almeno 15000 partecipanti, l’80% dell’intera popolazione della città. Lewis, dal valore di circa 5,2 miliardi di dollari secondo Forbes, è meglio conosciuto in occidente per possedere la squadra di calcio inglese Tottenham Hotspur, le sue vaste proprietà di lusso e le località del golf nelle Bahamas e in Florida, possesso di marchi noti come Puma sportswear e Vans shoes. Viene spesso descritto come un miliardario “autoprodottosi”, essendo nato da una povera famiglia ebrea a Londra, che si fece strada fino a diventare uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra. Dalla metà degli anni ’90, Lewis costruisce un impero in Patagonia, essendo diventato proprietario di vaste proprietà a nord di El Bolsón che, tra le altre cose, contiene quasi tutte le riserve idriche della città, oltre a quelle della vicina comunità agricola Mallín Ahogado, e il potere de facto dietro Pampa Energía, la compagnia che controlla la maggior parte della produzione di elettricità in Argentina. La seconda parte di questa serie si concentrerà sul ruolo di Lewis nella Pampa Energía, così come del suo socio Marcelo Mindlin.

L’uomo “fattosi da sé” creato da Soros
Molto prima dell’avventura in Argentina, Lewis era una figura controversa a causa della sua stretta associazione col controverso finanziere ungherese-statunitense George Soros. In effetti, la grande fortuna di Lewis deriva dalla decisione di “allearsi” con Soros per scommettere contro la sterlina inglese nel 1992, giorno popolarmente noto come Black Wednesday. La scommessa di Soros e Lewis contro la sterlina portò alla caduta della sterlina, dopo di che Soros ordinò al suo hedge fund di “puntare alla giugulare” e aggressivamente contrattare contro la valuta, provocando così una forte svalutazione. Anche se Soros viene spesso definito “l’uomo che ha scassinato la Bank of England” a causa dei profitti da 1 miliardo di dollari che fece in quel fatidico giorno, si dice che Lewis abbia realizzato un profitto ancora maggiore, secondo diversi rapporti. Mentre Soros è diventato una celebrità finanziaria dopo il Black Wednesday, Lewis decise di rimanere fuori dai riflettori anche se, solo tre anni dopo, avrebbe ripetuto quello che contribuì a fare contro la sterlina inglese, contro il peso messicano, raccogliendo un altro enorme profitto. Mentre la crisi del peso messicano rese Lewis ancora più ricco, portando a un enorme balzo di povertà, disoccupazione e disuguaglianza in Messico e lasciando il suo governo legato al Fondo Monetario Internazionale (FMI) con un pacchetto di prestiti organizzato dall’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Nel 1995-1996, la grave recessione economica che seguì la crisi del peso messicano si diffuse in tutte le Americhe e “colpì gravemente” le economie di altri Paesi dell’America Latina come l’Argentina. Con l’arrivo di nuove devastazioni economiche in Argentina, Lewis decise di approfittare del clima economico travagliato che lui stesso contribuì a creare ed iniziò a sviluppare interessi in Patagonia. Come verrà esplorato più avanti, Soros e due suoi associati argentini collegati a Lewis, Eduardo Elsztain e Marcelo Mindlin, approfittarono di questa crisi economica e delle successive per acquistare importanti partecipazioni in diverse banche e massiccie proprietà argentine, in particolare in Patagonia.

Come costruire un impero
Nel 1996, Joe Lewis tornò in Argentina dopo aver inizialmente visitato il Paese nel 1992 su invito del magnate dei media australiani Kerry Packer. Lewis, apparentemente ispirato dalla prima visita, decise di acquistare proprietà nella zona. Secondo l’agenzia di stampa regionale El Patagónico, il sogno di Lewis non era solo possedere il suo angolo di paradiso, ma creare “il proprio Stato in Patagonia”. Lewis presto entrò in contatto con Nicolás Van Ditmar, che non solo avrebbe facilitato l’acquisto iniziale e successivo di Lewis nella Patagonia argentina, ma l’avrebbe fatto anche per molti altri oligarchi stranieri. Van Ditmar aveva precedentemente organizzato enormi vendite di terreni più a sud al Benetton Group, l’azienda di famiglia gestita dagli oligarchi italiani con lo stesso nome, meglio noti come proprietari della società di abbigliamento United Colors of Benetton. Van Ditmar, dopo aver appreso ciò che Lewis sperava di acquisire, gli parlò della proprietà della famiglia Montero, che circondava un lago di montagna incontaminato noto come Lago Escondido (Lago Nascosto). La maggior parte dei membri della famiglia Montero accettò di vendere la loro proprietà collettiva di circa 14000 ettari (34549 acri) a Lewis per 7 milioni di dollari. Tuttavia, uno dei fratelli Montero, Irineo Montero, rifiutò e lui, insieme alla moglie María Ortiz e al loro impiegato José Matamala, furono tutti ritrovati morti in circostanze misteriose. Che Lewis o il suo “braccio destro” Van Ditmar fossero in qualche modo coinvolti nella morte di Irineo, della moglie e del dipendente, non si può negare che la loro misteriosa ma macabra fine aprì la strada all’acquisto di Lewes del Lago Escondido e dintorni. Tuttavia, l’acquisizione di questa proprietà da parte di Lewis, indipendentemente dalla disponibilità a vendere dei fratelli Montero rimasti, non avrebbe mai dovuto essere consentita per diverse ragioni. In primo luogo, secondo la legge argentina, la vendita della proprietà che Lewis possiede dal 1996 è vietata a un cittadino straniero per motivi di sicurezza nazionale, dato che la proprietà si trova a soli 20 km dal confine cileno e quindi, in mani straniere, potrebbe rappresentare un grave rischio per la sicurezza nazionale. In secondo luogo, viola una legge locale risalente al 1969 che limita la quantità massima di terra che ogni individuo, cittadino argentino o straniero, può possedere in circa 70 ettari (172 acri). In terzo luogo, viola una legge provinciale approvata nel 1994 che creò un’area naturale protetta denominata Area protetta naturale Río Azul Lago Escondido (ANPRALE), che comprendeva una porzione significativa del terreno che Lewis avrebbe successivamente acquistato dai Montero. Tuttavia, tale legge fu modificata nel 1998, alcuni anni dopo l’acquisto di Lewis, per rimuovere la parte del terreno che era precedentemente nominata area protetta sotto il controllo dello Stato. Federico Soria osservò che il modo in cui fu modificata la legge del 1994 era palesemente incostituzionale. Si potrebbe pensare che la legge avrebbe impedito l’acquisizione della terra da parte di Lewis molto prima che Van Ditmar si fosse avvicinato per la prima volta ai Montero su interesse di Lewis. Tuttavia, gli fu esplicitamente permesso di farlo, nonostante la natura illegale dell’acquisto, a causa del generale lassismo delle autorità locali, regionali e federali nei confronti di stranieri facoltosi che cercavano di acquisire terre argentine. Come disse Lewis in un’intervista a Gonzalo Sanchez nel 2004, “ho comprato quello che mi hanno lasciato comprare ed eccoci qui”.
La presidenza in due mandati di Carlos Menem negli anni ’90 segnò il rovesciamento di oltre 50 anni di conservazione e protezione di aree d’importanza nazionale e ritenute strategiche per la sicurezza naturale permettendo agli stranieri di acquistare una percentuale di terra maggiore di quella concessa dal passaggio di una legge del 1944 intesa a preservare l’integrità territoriale dell’Argentina. In particolare, quando fu creata questa legge, i governi di Edelmiro Farrell e Juan Perón espropriarono alcune proprietà strategiche possedute da stranieri. Tuttavia, la presidenza di Menem, completamente allineato al “consenso di Washington”, iniziò, secondo i critici, a violare lo spirito di questa legge del 1944 emettendo concessioni per diversi milioni di ettari agli stranieri. Le politiche di Menem favorirono l’acquisto di terra di straniera nelle aree rurali, successivamente furono ampliate dalla presidenza di Cristina Fernandez de Kirchner e dell’attuale presidente dell’Argentina Mauricio Macri. Entrambi usarono l’elicottero privato di Lewis e Macri è un visitatore abituale della proprietà sul lago di Lewis in Patagonia. La gente di El Bolsón affermò che l’acquisto da parte di Lewis della proprietà di Lago Escondido, nonostante gli ostacoli legali, era il risultato diretto delle politiche di Menem. Un membro della radio della comunità di El Bolsón FM Alas, che scelse l’anonimato dato il coinvolgimento del padre nelle attività regionali di Lewis, aveva detto a MintPress che Lewis “aveva negoziato l’acquisto della proprietà [Lago Escondido] incontrandosi alla Casa Rosada”, l’equivalente argentino della Casa Bianca, durante la presidenza Menem. MintPress non poteva confermare se Lewis o soci avessero visitato la Casa Rosada mentre negoziava l’acquisto della proprietà. Eppure Lewis affermò nelle interviste che “Menem ci inviò saluti e i suoi migliori auguri quando aprimmo (la villa del Lago Escondido)” (intervista di Sanchez, pagina 61). Inoltre, Lewis ha la notevole abitudine di costruire strette relazioni con potenti politici argentini, tra cui Macri. Macri definì Lewis “un amico”, difendendolo ripetutamente, e anche personalmente passò le vacanze nella proprietà sul Lago Escondido di Lewis.

La battaglia per Lago Escondido
Sin dal suo arrivo nella zona causando preoccupazione tra alcuni locali, Lewis cercò di conquistare le grazie del popolo di El Bolsón agendo da benefattore, donando ospedali, costruendo campi da calcio e ospitando attività annuali e competizioni sportive per i locali nella suo proprietà. Questo altruismo è abbracciato o respinto dai locali, a seconda di chi parla. In linea coll’immagine che cercava di coltivare tra i cittadini, Lewis viene spesso definito “zio Joe”, anche se se ne parla con rispetto, ammirazione, derisione e disgusto. Felicitas Libano, dell’Assemblea per la Difesa dell’Acqua e della Terra (ADAT), dichiarava a MintPress che Lewis “si è integrato in quasi tutte le funzioni della città”, compresi vigili del fuoco, polizia e altre aree del governo municipale, e “ha sempre cercato di posizionarsi come benefattore”. Secondo Guido Augello, della radio locale della comunità FM Alas, i cittadini sono divisi in modo abbastanza uniforme in “persone a cui piace” lo zio Joe “persone che lo odiano e a chi non importa”. Lewis ha anche conquistato una parte dei cittadini ed affaristi locali attraverso il patrocinio di servizi locali scelti e l’occasionale accoglienza di piccoli gruppi locali per eventi sportivi solo su invito e le festività natalizie. Tuttavia, alcuni hanno sostenuto che Lewis riceve molti ospiti stranieri, in particolare da Israele. Secondo la ricerca dell’ex-ufficiale dell’intelligence francese divenuto giornalista Thierry Meyssan, Lewis invita migliaia di soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) nel suo territorio ogni anno. Alla fine del 2017, Meyssan affermò: “Fin dalla Guerra delle Falkland, l’esercito israeliano ha organizzato “campi estivi” in Patagonia per i suoi soldati. Tra 8000 e 10000 vengono ogni anno a trascorrere due settimane nella terra di Joe Lewis”. Non è chiaro se le informazioni di Meyssan siano il risultato delle ricerche nel dipartimento d’intelligence estero della Francia DGSE o di una ricerca indipendente condotta da giornalista, poiché gli sforzi di MintPress per contattare Meyssan non hanno avuto successo. Locali, giornalisti e ricercatori intervistati da MintPress non hanno potuto confermare le affermazioni di Meyssan. Eppure, molti dei locali e ricercatori hanno detto di aver sentito parlare di quelle richieste da altre fonti in Argentina, ma hanno anche notato che erano speculazioni, dato che nessuno, a parte Lewis o dipendenti, sa chi visita la proprietà oltre gli eventi summenzionati in cui vengono scelti dei locali da invitare.
Al di là delle presunte “vacanze” delle IDF sulle terre di Lewis, la sua presenza nell’area è controversa per altri motivi, in particolare per la preoccupazione di voler usurpare le risorse regionali chiave. Infatti, il giornalista Gonzalo Sanchez notò nel suo libro del 2004 Patagonia Venduta: I nuovi padroni della terra: “A El Bolson, c’è più di un po’ di gente del posto e membri del consiglio comunale che crede che, dietro la sua generosità [di Lewis], ci siano altri obiettivi nascosti, come il possibile controllo delle riserve idriche di questa parte della Patagonia (pagina 50))”. La verità di queste preoccupazioni fu evidente non appena Lewis acquistò la proprietà che circondava il Lago Escondido. Questo grande lago di montagna, che circonda la proprietà di Lewis, è il bacino d’acqua di due importanti fiumi regionali, Manso e Puelo, che successivamente si uniscono in Cile riversandosi nel Pacifico. È anche il lago che alimenta altri laghi vicini tra cui Soberanía e Montes, tra gli altri. Si stima che Lago Escondido contenga ben 400 miliardi di litri di acqua dolce. In Argentina, come nel caso del vicino Cile, l’acqua, che si tratti di laghi, fiumi o mari, è un diritto pubblico e l’accesso pubblico a tutti i corpi idrici è garantito dalla legge. Questo concetto legale, probabilmente estraneo a Lewis e ad altri occidentali, i cui Paesi d’origine spesso sanciscono diritti di proprietà privata sul diritto del pubblico su risorse vitali, era il modo più visibile in cui si manifestarono le tensioni tra Lewis e gli abitanti del posto. Fu anche la prima vera prova di volontà di Lewis nel ritagliarsi il suo “stato indipendente” in Patagonia e tenere lontani i locali. Lewis chiuse la strada pubblica dall’autostrada al lago e chiuse anche la strada privata che costruì in un punto diverso dall’accesso pubblico. Secondo alcuni abitanti intervistati da MintPress che avevano tentato di entrare nell’area, la sicurezza privata in borghese impedisce l’uso delle strade sia su veicolo che a piedi. Federico Soria, che cercò di entrare nella zona in diverse occasioni, descrisse le guardie come “intimidatorie” e “aggressive” ed anche disse che la famiglia Montero, i vecchi proprietari della terra, bloccano una delle strade prima di entrare nella proprietà di Lewis e “sono pesantemente armati”. L’unico percorso rimanente è un sentiero ripido, e in alcuni punti pericoloso, che richiede almeno due giorni per percorrerlo. Il percorso ha scarsa manutenzione ed è utilizzabile solo in estate, poiché è bloccato da nevicate in altre stagioni. Ogni persona intervistata da MintPress che aveva visto o attraversato il percorso descrivendolo come adatto solo ad “alpinisti esperti”.
Nel 2009, Lewis subì la sua prima grande sconfitta negli sforzi per tenere i locali fuori dal suo “Stato parallelo” quando il tribunale regionale decise che la strada Tacuifi, che collega il lago all’autostrada principale Ruta 40, attraversandone la proprietà, fosse aperta. La sentenza dichiarava che questo va fatto al fine di “garantire l’accesso a Lago Escondido con una segnalazione adeguata e garantendone la transitabilità”. La corte diede a Lewis 120 giorni per conformarsi. Tuttavia, non acconsentì e invece i suoi soci regionali cominciarono a minacciare apertamente chiunque provasse a visitare il “suo” lago. La minaccia più chiara arrivò dallo stesso Van Dittmar nel 2011, quando dichiarò pubblicamente che lui e altri dipendenti della Hidden Lake SA avrebbero difeso la proprietà privata di Lewis “combattendo col sangue, se necessario”. Van Ditmar disse anche che avrebbe impedito ai locali l’accesso al lago “con una Winchester [fucile] in mano, col sangue se necessario”. Nel 2012, la Corte Suprema della regione confermò la sentenza del 2009, così come la Corte Suprema nazionale argentina l’anno dopo. Tuttavia, Lewis e Van Ditmar si rifiutarono di aprire la strada Tacuifi, Van Ditmar disse che il sentiero di montagna perfido ma “molto carino” dovrebbe invece essere usato per accedere al lago. Anche il presidente argentino Macri intervenne e fece eco a Van Ditmar, affermando che il lago è ancora più accessibile di prima che Lewis acquistasse la proprietà. La battaglia giudiziaria continua ad oggi, dopo che la Corte Suprema del Río Negro nel 2016 ritirò la precedente sentenza e ordinò una nuova udienza con giudici diversi emettesse una nuova sentenza. I critici accusarono Lewis di usare un’estrema “pressione politica” a livello regionale e locale per raggiungere tale sorprendente sentenza. Nonostante ciò, i locali continuano a combattere per l’accesso pubblico al Lago Escondido e difendono la sovranità argentina dall’impero privato di Lewis. La principale manifestazione di questo sforzo è una “Marcia per la sovranità” annuale, la più recente delle quali si svolse all’inizio di febbraio. La marcia è organizzata dalla Fondazione per l’integrazione e promozione culturale dell’acqua (FIPCA), gestita dall’ex-marines argentino Julio Cesár Urien. Come le precedenti marce dallo stesso nome, i suoi partecipanti camminavano per circa tre giorni a piedi lungo il sentiero di montagna per arrivare sulla riva del lago, che, come detto, erano loro diritto legale. All’arrivo, furono accolti dalla sicurezza privata di Lewis e dalla polizia del Río Negro, che li scacciarono dicendo che non potevano nemmeno fare il bagno senza temere l’arresto per violazione di domicilio, anche se i laghi sono legalmente considerati spazi pubblici. Guillermo Martín Caviasc, giornalista di Barricada TV, presente alla manifestazione, definì la combinazione tra polizia locale e sicurezza privata “esercito privato” di Lewis ed osservò che gli agenti di polizia presentavano “una situazione di subordinazione come se visitassero uno Stato straniero controllato da Lewis”. Due partecipanti alla marcia, Andrea Gatabria e David Ramallo, montarono kayak gonfiabili cll’intenzione di posizionare una bandiera argentina in una piccola isola nel lago, a sua volta spazio pubblico. Prima che arrivassero all’isoletta, due motoscafi della Hidden Lake SA circondarono i kayak con lo scopo di capovolgerli mentre li schernivano, chiedendo “Sai cosa vuol dire morire di ipotermia?” Dopo mezz’ora di insulti che sembravano minacce di morte, la sicurezza privata di Lewis rovesciò i kayak, lasciando Gatabria e Ramallo galleggiare nell’acqua gelata. Dopo diversi minuti, diversi testimoni dichiararono che una delle guardie giurate disse ai due canoisti “Bene, ora vedi cosa vuol dire morire di ipotermia?” Gatabria e Ramallo furono, dopo qualche tempo, sollevati nelle barche della guardia, ma trascorso così tanto tempo nell’acqua gelida che entrambi dovevano essere ricoverati. La senatrice nazionale del Río Negro, Magdalena Odarda, chiese della responsabilità delle azioni della sicurezza privata di Lewis e della polizia locale e la FIPCA iniziò un’azione legale contro Hidden Lake SA per aver minacciato la vita dei partecipanti alla marcia. Né Hidden Lake SA né Lewis Tavistock Group, che sovrintende ai suoi interessi commerciali in Argentina e altrove, risposero alle domande di MintPress relative agli incidenti contro i partecipanti della marcia.
Mentre gli argentini regolarmente subiscono intimidazione ed aggressività nel tentativo di accedere al lago, alcuni stranieri ebbero esperienze molto diverse. Prendiamo, per esempio, Scott Leahy, statunitense che vive in Cile e che, durante un viaggio ad El Bolson, potè attraversare a piedi la proprietà del Lago Escondido di Lewis quando era in compagnia di due ex-soldati delle IDF che erano già stati lì. Leahy raccontò a MintPress che quando era girava l’Argentina e la Patagonia nel 2010 con un amico cileno, incontrò e fece amicizia con due giovani israeliani che avevano da poco terminato il servizio nell’IDF e si trovavano nello stesso ostello della gioventù. Un giorno, questi due israeliani si offrirono di portare Leahy e l’amico in quella che chiamavano una “spiaggia segreta” nelle vicinanze. Salirono tutti su un’auto e, prendendo una strada sterrata lontano dalla Ruta 40, arrivarono a un cancello che Leahy confermò a MintPress essere l’ingresso della strada Tacuifi per la proprietà del Lago Escondido di Lewis. Leahy non era sicuro di continuare, dato che il cancello era chiuso e, da straniero, non aveva familiarità con la zona. Tuttavia, gli israeliani l’esortarono, dicendo che erano già stati lì e sapevano dove andare. Quando il gruppo di viaggiatori zaino in spalla incontrò dipendenti e guardie di Hidden Lake SA, gli israeliani spiegarono che erano israeliani e volevano portare i loro amici in spiaggia. I dipendenti del Lago Escondido dissero alla coppia che al gruppo non era permesso ufficialmente entrare nella proprietà, ma potevano passare. Leahy non ci pensò in quel momento, e disse a MintPress di aver pensato che la coppia conoscesse il proprietario, anche se gli israeliani non menzionavano mai Lewis e non mostravano alcun interesse ad incontrarlo. Ciò suggerisce che non erano amici personali di Lewis, ma mostra anche che sapevano di poter accedere al lago senza problemi, anche in assenza di un invito formale. Mentre questo aneddoto suggerisce che le affermazioni di Lewis che ospita migliaia di soldati IDF ogni anno potrebbero essere vere, è anche un paragone molto preoccupante del modo in cui gli argentini sono trattati mentre tentano di accedere allo stesso lago. In effetti, se gli stranieri, in questo caso, venissero accolti amichevolmente, nonostante alcun invito da parte di Lewis o Hidden Lake SA, perché gli argentini che tentano di fare lo stesso incontrano violenza e aggressività, in particolare quando hanno il diritto legale di farlo?

Derubare le risorse di El Bolsón per uso personale
Sebbene l’accesso pubblico al Lago Escondido fosse una questione importante nella contesa tra Lewis e popolo di El Bolsón dalla fine degli anni ’90, la preoccupazione che il miliardario inglese intendesse controllare l’approvvigionamento idrico della regione si moltiplicarono quando le imprese collegate a Lewis iniziarono a attuare ciò che viene spesso definito semplicemente ” progetto Laderas”. Già nel 2004, un uomo di nome Cipriano Soria iniziò a dire ai vicini che aveva “venduto” la terra in una zona conosciuta come Pampa de Ludden (Pianura di Ludden) a Lewis. Tuttavia, Soria non possedeva tecnicamente la terra, che era una riserva naturale di proprietà pubblica, ma gli fu concesso una servitù dal governo provinciale di Río Negro usando i prati per fa pascolare il suo bestiame fintanto che pagava una “licenza di pascolo”. Nonostante non fosse legalmente proprietario la vendetta a Lewis, che iniziò a fare piani, piani che ignoravano il fatto che l’area era e tecnicamente sottoposte a varie protezioni legali data l’importanza ecologica e strategica della regione. Lewis intendeva utilizzare questa terra per costruire un aeroporto privato, ma nel 2005 si ebbe una nette resistenza locale, inclusa l’Assemblea locale per la difesa di acqua e terra (ADAT). Diversi membri dell’ADAT vivono a Mallín Ahogado vicino la Pampa de Ludden, che fornisce alla comunità agricola adiacente di 2000 persone quasi tutta l’acqua. Felicitas Libano, che vive a Mallín Ahogado, disse a MintPress che l’importanza di questa zona come risorsa idrica fondamentale, così come l’importanza ecologica come foresta nativa di vecchia crescita, portandola ad essere nominata riserva naturale che avrebbe dovuto evirare che cadesse in mani private. I tentativi dell’ADAT ebbero successo e il piano di Lewis sembrava sconfitto o, almeno, messo in attesa. Poi, nel 2009, la città votò sull’aeroporto privato di Lewis, con oltre il 79% dei votanti che si oppose. Tuttavia, sfortunatamente per il popolo di El Bolsón, Lewis aveva piani molto più grandi di un semplice aeroporto e non aveva intenzione di lasciare che la democrazia locale s’intromettesse.
Dal 2006 al 2009, svi furpno accordi legali tra il proprietario del centro sciistico, Club Andino Piltriquitrón, e il governo provinciale aprendo il centro sciistico locale sul Monte Perito Moreno a una gestione di “terze parti”. Poi, nel 2009, Mirta Soria, figlia di Cipriano, “ereditò” la terra, che tecnicamente non possedeva ancora e le fu concessa il permesso di acquistarla dallo Stato, insieme ad un altro territorio protetto tra Pampa de Ludden e il centro sciistico, anche se allo Stato ciò era vietato dalle leggi regionali e locali. Appena sei mesi dopo aver comprato questo territorio, ne vendette più della metà al cognato di Van Ditmar, Samy Mazza. Questa nuova e molto vasta area sotto il controllo di Van Ditmar/Lewis è dove si trovano le riserve idriche di El Bolsón, oltre a Mallin Ahogado. Subito dopo l’acquisto del terreno, apparvere due aziende: Laderas di Perito Moreno Association SA e Laderas di Parallel 42, entrambe collegate direttamente a Lewis e che ricevettero la proprietà delle terre di Pampa de Ludden e l’altra area acquistata recentemente dal parente di Van Ditmar. Nello stesso anno, le due aziende proposero una “lotteria” in base a cui il governo provinciale avrebbe scelto un’azienda privata per gestire il centro sciistico locale. Parallel 42 di Laderas vinse la lotteria. Successivamente, l’altra azienda di Laderas, Laderas di Perito Moreno, iniziò a trasformare la terra acquisita illegalmente dal cognato di Van Ditmar, Samy Mazza, e la porzione ancora di proprietà di Mirta Soria in un centro di lusso di oltre 1000 persone. case di lusso per ricchi argentini e stranieri, insieme a un campo da golf, centri commerciali, un lago artificiale e un aeroporto privato. Questa impresa fu successivamente promossa da affaristi e media pro-Lewis come necessario per lo sviluppo e il miglioramento del centro sciistico. Con la battaglia legale in corso e il progetto ancora privo dell’approvazione del consiglio comunale di El Bolsón, il governatore regionale, Alberto Weretilneck, noto alleato di Lewis, si unì agli affaristi locali associati a Lewis nel tentativo di fare una forte pressione sul sindaco di El Bolsón, Ricardo García, per firmare un impegno che, una volta risolte le questioni legali, il progetto sarebbe stato approvato. García rifiutò e Weretilneck insieme ad altri soci di Lewis nella zona cominciarono a spingerne le dimissioni. Tuttavia, le proteste locali mantennero García al potere e, prima di lasciare la carica di sindaco, García emise un decreto che proibiva temporaneamente al progetto di Laderas di avanzare. Chiaramente scontente da questo cambiamentp, le imprese di Laderas contestarono la sospensione del progetto in tribunale. Più o meno nello stesso periodo, i membri dei gruppi locali che si erano opposti al progetto Laderas riferirono diversi episodi di violenze ed atti intimidatori, tra cui minacce telefoniche, incendi di auto, di una stazione radio e di un centro sociale a Mallín Ahogado. Nel caso dell’architetto e politico locale Luis Martin, fu minacciato di “linciaggio” da due soci Lewis, gli affaristi locali Juan Carlos Martínez e Fabián Tornero, e la sua casa fu successivamente distrutta da teppisti armati, uno dei quali si ferì accidentalmente col proprio machete, fuggendo dalla scena. Prima di fuggire, l’uomo disse a Martin: “Ti hanno preso di mira, ti uccideranno”. In un articolo del 2011 su Tiempo Argentina Martínez definì Lewis “mio amico” e fu notato partecipare regolarmente agli incontri con Van Ditmar. Lo stesso articolo continuava notando che, in quegli incontri con Van Ditmar, che Tornero era “influente” rilevando inoltre che è un noto collaboratore di Lewis.
Nel 2015, dopo che il decreto di García fu contestato in tribunale dalle ditte di Lewis, un giudice decise che il decreto fosse legale ma non scritto correttamente, quindi lo cancellò. Poco dopo, un nuovo sindaco e consiglio comunale pro-Lewis presero il potere e firmarono rapidamente un accordo legale con le compagnie di Laderas, permettendole di costruire un “progetto più piccolo”, sostenendo che qualsiasi tentativo di bloccare il progetto, come aveva fatto García, porterebbe a un’altra battaglia legale costosa e lunga che il governo municipale non poteva permettersi. Tuttavia, come Guido Augello disse a MintPress, questo era poco accurato, dato che il governo locale avrebbe potuto appellarsi alla decisione relativa al decreto, suggerendo che questa era solo una scusa conveniente per accelerare il progetto. Alcuni mesi dopo aver firmato l’accordo con le ditte Laderas, il consiglio comunale tenne un’audizione pubblica in cui la stragrande maggioranza dei partecipanti della comunità lo respinse e criticò in modo schiacciante. Non ricevendo la risposta che sperava, il consiglio ebbe una riunione “segreta” straordinaria, segreta perché non voleva dare al pubblico l’avviso necessario per registrarsi per partecipare alla riunione. Senza che nessuno si fosse registrato, Pogliano decise di tenere l’incontro “chiuso” e mise gli agenti di polizia agli ingressi per tenere fuori gli abitanti con la forza. Successivamente il consiglio decise di approvare il progetto Laderas. I locali arrabbiati giunsero per occupare gli edifici del governo locale in risposta, dove furono presi di mira dalla polizia antisommossa con gas lacrimogeni. La mossa generò diverse grandi proteste a El Bolsón, iniziate nel 2016 e proseguite nel 2017. La resistenza locale alle azioni intraprese dal consiglio comunale e dal sindaco per il progetto Laderas inclusero l’occupazione della piazza principale per tre mesi, soggetta ad intimidazioni e violenze della polizia, nonché a tre importanti proteste, tra cui la più grande nella storia di El Bolsón. Questa marcia contro il progetto di Laderas attirò 10000 – 15000 partecipanti, una vera impresa considerando che la popolazione urbana e rurale della città vanta poco più di 25000 abitanti. La ragione di questa mobilitazione di massa, secondo Augello, era che “anche molte persone che amano Lewis o credono alla sua immagine di ‘zio Joe’ che si oppone al progetto Laderas” e all’aeroporto associato. Non è difficile capire perché, considerando che elettricità ed acqua destinate ai cittadini di El Bolson potrebbero presto essere dirottate verso i ricchi stranieri che acquistano case in “Lewislandia”, un termine dispregiativo usato per descrivere il progetto Laderas da alcuni locali.
Eppure, Lewis non solo ha intenzione di privatizzare le riserve idriche di El Bolsón, ma anche lui e coloro che sviluppano il progetto Laderas programmano la deviazione del turismo che mantiene in vita l’economia locale, deviando il traffico dall’autostrada principale (Ruta 40) alla nuova città “pianificata”, secondo Federico Soria, membro dell’Unione delle Assemblee della Patagonia che aveva ampiamente studiato le attività locali di Lewis. In un ampio articolo del 2016 sul progetto Laderas e altre iniziative collegate a Lewis, Soria scrisse: “È intenzione degli sviluppatori di Laderas unire il complesso alla Ruta 40 attraverso due strade asfaltate che intendono costruire a nord e sud di El Bolsón… La variante di Laderas sarebbe una scorciatoia vantaggiosa [attorno a El Bolsón]. … Questo sarebbe utile a Lewis, ma metterebbe in pericolo la comunità di El Bolsón economicamente… ” Inoltre, nel 2016, Lewis completò una centrale idroelettrica sul fiume Escondido, per conto di un’altra delle sue imprese locali, Patagonia Energía, che attraversa la sua proprietà e si alimenta dal lago omonimo. Tuttavia, gli fu concesso il permesso solo se collegava l’impianto di El Bolsón per aiutare la città a risolvere l’attuale e grave carenza di energia elettrica. Una volta collegato l’impianto a El Bolsón, Lewis sarebbe diventato il principale fornitore di energia elettrica di El Bolsón, poiché i suoi attuali vecchi generatori diesel sarebbero stati spenti. Eppure, invece di seguire il percorso pianificato per la linea elettrica che avrebbe portato la luce ad El Bolsón, fu deviato verso la zona pianificata del progetto Laderas, dove rimase “fermo” per anni, anche se la licenza di usare il fiume per la produzione di energia elettrica era scaduta nel 2015 per la mancata connessione della compagnia con El Bolsón nel periodo concesso dalla licenza. Come in tanti altri casi, Lewis e le sue società non hanno subito ripercussioni e continuano a utilizzare il fiume per la produzione di energia privata. Questa situazione indusse alcuni locali a speculare sul fatto che Lewis non abbia intenzione di fornire energia idroelettrica a El Bolsón e sia invece una risorsa protetta soprattutto per la sua villa di Laderas. In effetti, Lewis e i suoi rappresentanti locali usano le risorse acquisite, acqua, elettricità e traffico turistico, lontano dalla città di El Bolsón e verso la nuova città “di lusso” di Laderas che sperano di costruire a nord, estensione dello Stato “indipendente” di Lewis. Se questo progetto può essere completato, il popolo di El Bolsón dovrà affrontare una nuova preoccupante realtà per l’insicurezza delle risorse e vedere la propria economia vacillare, poiché un flusso cruciale di entrate sarà deviato verso il progetto personale di un miliardario straniero e predatore.
Eppure, sebbene Lewis abbia vinto quella particolare battaglia nel 2017, è ben lontano dal vincere la guerra. Poco dopo il modo scandaloso in cui il progetto fu approvato, fu di nuovo sfidato in tribunale, ponendolo in un limbo legale, incapace di avanzare. Anche se si suppone che il progetto non possa andare avanti fino alla conclusione di quest’ultima battaglia legale, le immagini satellitari scattate ad agosto e condivise con MintPress dalla stazione radio locale FM Alas rivelano che le attività di Lewis già iniziavano a costruire il progetto Laderas, una chiara indicazione del fatto che Lewis e associati si aspettano che l’impunità continui.

L’aeroporto privato di Joe Lewis davvero sotto i radar
L’acquisizione “irregolare” di Lewis di Lago Escondido, la proprietà di Laderas, e l’uso della sicurezza privata per bloccare l’accesso ai civile al lago che è per legge proprietà pubblica, furono a lungo denigrati come flagranti attentati alla sovranità nazionale dell’Argentina. Eppure, mentre le attività di Lewis in e presso Lago Escondido certamente minano le leggi argentine, è un’altra proprietà legata a Lewis nella provincia del Río Negro che ha fatto molto di più per erodere la sovranità nazionale dell’Argentina. Anche se il piano di Lewis di costruire un aeroporto a Lago Escondido fu tecnicamente approvato ma non poté procedere, Lewis, attraverso il suo tirapiedi Van Ditmar, acquistò una proprietà considerevole alla stessa latitudine del Lago Escondido, ma a poche ore di distanza dalla costa atlantica. La proprietà diventerà presto il sito dell’aeroporto privato di Lewis e un palazzo sulla spiaggia. L’aeroporto, situato a sud di Playas Doradas, fu completato nel febbraio 2008 e i media locali notarono che la sua costruzione fu “sistematicamente nascosta” al pubblico e non soggetta a valutazioni dell’impatto ambientale come normalmente richiesto dalla legge. In particolare, tuttavia, non si è mai verificata alcuna presenza della dogana argentina o di qualsiasi altra forma di controllo del governo argentino su chi o cosa voli nell’aeroporto, anche se può ricevere voli internazionali. Questo punto è particolarmente preoccupante alla luce delle accuse secondo cui Lewis riceve migliaia di soldati delle IDF ogni anno nella sua proprietà. Inoltre, il Ministero della Difesa dell’Argentina confermava che non solo non esiste un controllo statale formale su ciò che atterra o decolla da questo aeroporto privato, ma che non ci sono radar nell’area che consentono anche alle autorità argentine di seguire i voli nelle vicinanze, tra cui quelli internazionali. Ciò significa che nessuno, a parte Lewis ed associati, sa per certo quanti voli atterrino o decollino da questa zona o da dove provengano o siano destinati.
Ancora più scioccante, nel 2010 la ministra della Difesa Nilda Garré, nel rispondere ad una denuncia da parte dei politici locali per la flagrante illegalità dell’aeroporto, difese la presenza dell’aeroporto affermando che “potrebbe essere usato per facilitare la rapida assistenza dello Stato ai locali in caso di disastri o emergenze”. Ad oggi, con più di 10 anni di attività, non è mai stato utilizzato per uno scopo del genere, secondo gli intervistati. L’aeroporto di Playas Doradas ha all’incirca le stesse dimensioni dell’aeroporto di San Carlos de Bariloche (anche se alcuni dicono che sia più grande) e può ricevere almeno due grandi aerei passeggeri commerciali alla volta. Come nel caso del Lago Escondido, l’accesso pubblico all’aeroporto è negato, dato che il vasto terreno di 15000 ettari (37065 acri) che circonda l’aeroporto è di proprietà privata di una società di facciata chiamata Bahía Dorada SA, di proprietà giuridica del “caposquadra” di Lewis Van Ditmar. Tuttavia, l’aeroporto stesso è di proprietà della Westwind Aviation SA (già di proprietà della Tavistock Aviation Argentina SA, una controllata della Lewis Tavistock Group. Westwind Aviation SA è basata nella proprietà di Lewis del Lago Escondido, come la Bahía Dorada SA. Né Westwind Aviation SA né il Gruppo Tavistock risposero alle richieste di MintPress sulla mancata supervisione del governo argentino sull’aeroporto. Per realizzare il progetto, Van Ditmar. cittadino argentino, doveva essere il proprietario del terreno, in quanto la zona in cui è costruito l’aeroporto rientra in una “Zona di sicurezza nazionale” che vieta che i terreni siano controllati da stranieri sulla base degli interessi per la sicurezza nazionale. Inoltre, aeroporto e proprietà circostante, come il Lago Escondido, hanno l’ampia presenza di una sicurezza privata e sofisticata. Si stima che l’aeroporto sia costato 20 milioni di dollari e Van Ditmar giustificò pubblicamente l’esistenza dell’aeroporto affermando che Lewis non solo “aveva i soldi” per costruire il complesso ma che ha anche reso più facile la possibilità di viaggiare nella proprietà del Lago Escondido. “Quest’ultimo punto è difficile da credere dato che l’aeroporto esistente a San Carlos de Bariloche, che riceve aerei sia privati che commerciali, è parecchie ore più vicino alla proprietà di Lewis di quanto lo sia il suo aeroporto privato di Playas Doradas. La differenza notevole tra i due è che l’aeroporto privato non ha sorveglianza del governo argentino mentre l’aeroporto di Bariloche sì.
Pochi conoscevano l’esistenza dell’aeroporto o il fatto che l’accesso alla spiaggia in quella zona sia effettivamente impedito dal progetto Lewis/Van Ditmar fin quando una donna locale, Elvira Linares, partecipò al programma televisivo “Documentos América”, ospitato dal giornalista argentino Facundo Pastor. In quel programma, Linares condivise l’esperienza nel tentativo di attraversare il territorio ora privato, notando che l’accesso all’oceano fu bloccato illegalmente ed anche condiviso le riprese video che fece del grande, ma in gran parte sconosciuto al pubblico, aeroporto privato. Poche ore dopo la trasmissione, la casa di Linares fu crivellata dai proiettili di aggressori ancora sconosciuti in ciò che i media locali descrivevano come palese intimidazione portando la senatrice nazionale del Río Negro, Magdalena Odarda, a chiedere che il governo estendesse la protezione a Linares, la cui vita era in pericolo. Gli sforzi per contattare Linares per un commento non hanno avuto successo. La senatrice Odarda fu probabilmente il personaggio più noto a chiedere responsabilità sulle numerose irregolarità dell’aeroporto privato. Odarda ha, con scarso successo, più volte denunciato l’aeroporto sulla base del fatto che non esiste “alcun controllo statale” su cosa o chi vi passi. Odarda aveva anche notato che l’area in cui è costruito l’aeroporto è altamente “strategica”, il che rappresenta un pericolo dato che è controllata esclusivamente da uno straniero, un inglese. Odarda notava che l’aeroporto si trova sull’importante 42° parallelo, che divide le regioni del Río Negro e del Chubut, ed è a sole due ore di aereo dalle controverse Isole Falkland, controllate dal Regno Unito ma che sono anche rivendicate dall’Argentina. Questa disputa risale al XIX secolo e fu il principale fattore della Guerra delle Falkland tra Argentina e Regno Unito negli anni ’80, che molti argentini ricordano abbastanza amaramente per il trattato di pace firmato dopo la sconfitta dell’Argentina. Molti argentini paragonano il documento al trattato di Versailles che pose fine alla Prima guerra mondiale. In particolare, vi sono prove considerevoli del fatto che l’aeroporto di Lewis ha ricevuto aerei dalle Isole Falkland, divenendo oggetto di una denuncia formale presentata nel 2010 al ministro della Difesa argentino dall’ex-governatrice della provincia argentina della Terra del Fuoco, Fabiana Ríos.

Una macchina ben oliata
Date le numerose leggi che le attività di Lewis nel Río Negro hanno infranto sia a livello locale che federale, ci si aspetterebbe che qualcuno al governo, almeno governo locale, lo ritenga responsabile. Mentre alcuni politici come Magdalena Odarda e altri hanno provato, l’impunità che circonda le attività di Lewis è in gran parte dovuta alle sue “amicizie” con politici locali e regionali e al presidente del Paese. Uno degli innumerevoli esempi è Sergio Plunket. Plunket, responsabile della Rionegrina Sociedad del Estado (VIARSE), l’organismo regionale incaricato di controllare le strade pubbliche, compresa la strada che conduce al Lago Escondido, è anche “consulente ecologico” privato della Hidden Lake SA Plunket di Lewis autorizzando la costruzione dell’aeroporto di Lewis a Playas Doradas. Un altro chiaro esempio è Bruco Pogliano, attuale sindaco di El Bolsón, che è anche lo storico contabile di Lewis in Argentina. Un altro esempio che Gonzalo Sanchez notava (pp. 50-51) nel suo libro, Patagonia Venduta, è come Pablo Verani, ex-governatore del Río Negro, iniziò la lunga tradizione dei politici che fanno regolarmente visita al Lago Escondido per feste con barbecue ospiti di Lewis, come quando celebrò la vittoria come governatore regionale del 1997 sulle rive del lago privatizzato dal magnate. Oltre all’innegabile influenza tra i principali politici locali, regionali e persino nazionali, Lewis esercita anche notevole influenza sulla stampa regionale e diversi suoi ex-dipendenti sono diventati figure importanti nei media locali e regionali. Ad esempio, nel 2016, secondo i media locali, Dalila Pinacho, che fu a lungo avvocatessa e portavoce della società della Lago Escondido di Lewis, Hidden Lake SA, divenne la direttrice della filiale di Nequén della Radio nazionale argentina, apparentemente per le sue “strette” connessioni coi politici locali. Un altro giornalista, Julio Álvarez, che si è autoproclamato, secondo Gonzalo Sanchez nel 2004, a un evento al Lago Escondido, nel ruolo di “portavoce” di Lewis, ora lavora presso una stazione radio di Viedma, in Argentina, e in precedenza era il corrispondente di El Bolsón del giornale regionale Río Negro. Lewis finanzia anche il giornale locale Ruta 40 e ha partecipazioni in altri giornali locali come El Cordillerano, Bolsón Web Patagonia e El Ciudadano a Bariloche. Eliana Almonacid, che lavorava per Ruta 40, aveva detto al giornale nazionale Tiempo Argentina nel 2014 che la direttrice del Ruta 40, Nancy Aleuy, che lavorava anche per Hidden Lake SA, le disse che “Lewis aveva comprato tutti i media” della regione.

Lo “Stato parallelo” di Lewis è solo l’inizio
Il controllo di Lewis sulle autorità e la stampa locale di Río Negro, e la totale impunità delle sue azioni e dei suoi associati, hanno messo in chiaro che in Argentina esiste un sistema legale de facto diverso per oligarchi come Lewis e per la maggioranza dei cittadini argentini. Questo fatto, in combinazione col controllo che Lewis ed associati esercitano sulle risorse chiave della regione, compresa la produzione di acqua ed energia, portava alla creazione di ciò che alcuni come Federico Soria definiscono “Stato parallelo” in Patagonia. Tuttavia, questo “Stato parallelo” è, in realtà, il microcosmo di un progetto molto più ampio attualmente volto al dominio della totalità della Patagonia argentina da parte di interessi oligarchici predatori, la maggior parte dei quali direttamente collegata a Lewis ed associati. Come verrà esplorato nella seconda parte di questa serie, la rete di oligarchi guidata da Soros, di cui Lewis fa parte in Argentina, ampliava gli sforzi per controllare le vaste e strategiche risorse della Patagonia, inclusa la ricchezza in petrolio e gas della regione oltre al dominio delle risorse di acqua dolce e produzione di energia idroelettrica. Gli articoli successivi mostreranno quindi che questo sforzo è solo l’inizio, poiché questa rete e i suoi stretti legami col Fondo monetario internazionale vengono utilizzati per controllare la proprietà di vaste terre statali in cambio della “cancellazione del debito”. Lo scopo ultime è l’espansione di questo “Stato parallelo”, che Lewis ha già contribuito a creare a Río Negro e oltre, controllato da un piccolo numero di oligarchi per lo più stranieri, in una grande operazione per estrarre le ricchezze della regione e sfruttarne la popolazione.

Note del redattore: Una versione precedente di questo articolo affermava che sia Cristina Fernandez de Kirchner che Mauricio Macri avevano rapporti “amichevoli” con Lewis e i suoi associati. Fernandez de Kirchner, sebbene abbia una relazione “amichevole” col socio di Lewis, Marcelo Mindlin, non ne ha necessariamente una con Lewis ma usò il suo elicottero privato. La frase fu aggiornata per chiarire questa differenza. Inoltre, un asterisco (*) dopo un nome indica che il vero nome di una persona non è stato utilizzato dopo aver chiesto a MintPress di non utilizzare il suo vero nome.

Whitney Webb è una giornalista di MintPress News del Cile. Ha scritto per diversi media indipendenti tra cui Global Research, EcoWatch, Ron Paul Institute e 21st Century Wire, tra gli altri. Ha fatto diverse apparizioni in radio e televisione ed è vincitrice nel 2019 del Serena Shim Award per l’integrità senza compromessi nel giornalismo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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