Se l’Europa continua a soddisfare le follie degli Stati Uniti, non ne trarrà benefici

Global Times, 7/3/ 2019

Secondo il Financial Times, l’Italia è pronta a sostenere formalmente l’iniziativa Belt and Road (BRI) proposta dalla Cina. Anche se si dice che l’Italia stia ancora negoziando un accordo preliminare con la Cina, Washington non vede l’ora di prendervi posizione contraria. Il Financial Times diceva che gli Stati Uniti avvertiva che il progetto potrebbe danneggiare significativamente l’immagine internazionale dell’Italia e citava Garrett Marquis, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, dicendo che BRI è un “prodotto dalla Cina, per iniziativa della Cina”. Gli Stati Uniti si considerano il fratello maggiore dell’occidente. Sono irritati dall’imminente cooperazione tra la loro vecchia alleata, l’Italia, e un Paese di cui non nasconde nemmeno l’intenzione di voler contenere. Ma ciò significa anche che la decisione dell’Italia influenzerà in qualche modo la politica cinese degli Stati Uniti. L’Italia diventerà il primo paese del G7 a far parte del BRI. L’Italia sarà la terza economia della zona euro se il Regno Unito lascia l’UE, accanto a Germania e Francia. È anche un Paese importante nel Mediterraneo e ha una certa influenza sulle aree periferiche. Cooperando con la Cina, l’Italia può migliorare ulteriormente il trasporto marittimo e motivare il collegamento tra Europa ed Asia. Nel frattempo, i prodotti “Made in Italy” avranno più accesso al mercato cinese in rapida crescita, da forza trainante per la sua economia stagnante. Washington sembra inestricabilmente impantanata nel proprio senso di superiorità. Un tale senso non svanirà presto, poiché è il risultato di anni di accumularsi di forza e avidità. L’Europa dovrà capire che se continua a seguire gli Stati Uniti, non aiuterà né se stessa né agli Stati Uniti.
Lo scorso anno, le relazioni tra Cina e paesi occidentali subirono colpi di scena. Gli Stati Uniti erano impegnati ad ostacolare la Cina su tutti gli aspetti, che fosse commercio o tecnologia, infliggendo un duro colpo ai legami Cina-Europa. Molti membri dell’UE sono alleati degli Stati Uniti e hanno tradizionali legami e interessi nella difesa e sicurezza comune cogli Stati Uniti. Tuttavia, tali alleanze si formarono durante la Guerra Fredda e non si adattano totalmente alle richieste dell’Europa odierna e del mondo. L’Europa non dovrebbe lasciare che gli Stati Uniti ne violino la politica verso la Cina. Se l’Europa seguirà l’esempio degli Stati Uniti e starà con essi nel contenere la Cina, cedendo la posizione di importante pilastro mondiale, sarà contro i propri interessi e la tendenza dell’integrazione europea. La Cina apprezza il sostegno dei paesi UE alla BRI e spera di approfondire la cooperazione coll’UE attraverso questa piattaforma. Un investimento più attivo dalla Cina contribuirà ad avvicinare l’UE al mondo. L’impegno della Cina col mondo negli ultimi decenni ha incontrato colpi di scena. Anche le società private cinesi come Huawei subiscono un trattamento iniquo senza precedenti. Ma la Cina continuerà a portare avanti la cooperazione basata su apertura e vantaggio reciproco. L’Europa guadagnerà di più dalle interazioni con la Cina e troverà il suo posto nel 21° secolo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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