Il piano della Corea democratica e lancio di satelliti

Moon of Alabama 7 marzo 2019

John Bolton ha vinto. Dopo un breve periodo di calma e colloqui tra Stati Uniti e Corea democratica, le parti nuovamente camminano verso un conflitto. Ma una cosa importante è cambiata. I recenti colloqui tra il presidente Donald Trump e il Presidente Kim Jong-un ad Hanoi sono falliti quando gli Stati Uniti esageravano. Nel discorso di Capodanno, Kim aveva avvertito che era pronto a prendere una “nuova via” se si presentasse tale problema. Come scrivemmo: “La storia mostra che la Corea democratica ha sempre dato il via a simili discorsi. È sempre disposta a lasciarli fallire ed è pronta a fare il passo successivo ogni volta che ciò accade. La “nuova via” potrebbe riguardare un nuova arma che la Corea democratica è pronta a testare. I missili da crociera sono un possibile candidato”. Non ci sono missili da crociera (ancora) ma un lancio satellitare che dovrebbe far pressione su Trump nel tornare al tavolo: “Le immagini satellitari commerciali del 6 marzo della stazione di lancio Sohae (Tongchang-ri) della Corea democratica indicano la costruzione di una rampa di lancio e di un banco di prova per motore iniziata prima del vertice di Hanoi, continuando a un ritmo rapido. Dato che la costruzione è attiva in altre aree del sito, Sohae sembra tornato al normale stato operativo”. Ci sono anche segni di nuove attività nella fabbrica per missili di Sanumdong che produce sia vettori spaziali che missili balistici. I media statunitensi trasformano il prossimo lancio spaziale in altre storie spaventose sulla Corea democratica. Citando i soliti “esperti” anti-coreani, NBCNews scriveva: “La Corea democratica persegue la “rapida ricostruzione” del sito dei missili a lungo raggio presso il Sito spaziale Sohae, secondo le nuove immagini commerciali e un’analisi dei ricercatori di Beyond Parallel. Il Sito spaziale Sohae, l’unica struttura operativa per lanci spaziali della Corea democratica, fu utilizzata in passato per i lanci di satelliti. Questi lanci usano una tecnologia simile a quella dei missili balistici intercontinentali… L’attività intraprese ora sono coerente coi preparativi per un test, anche se le immagini finora non mostrano un missile sulla rampa”, aveva detto Victor Cha, uno degli autori del rapporto. “L’attività sul campo”, aveva detto, “ci mostra che hanno una capacità (missilistica balistica intercontinentale nucleare) che non è solo in sviluppo, ma nella fase di prototipo. Ne hanno già provato alcuni e sembra che preparino la rampa di lancio per un altro passo”. Tali frasi sono false. Sono propaganda di guerra. I missili balistici utilizzano tecnologie diverse rispetto dai vettori spaziali: “Un ICBM richiede un breve tempo di azione dei motori a razzo al fine di minimizzare la perdita gravitazionale e il rischio d’intercettazione in fase di spinta da parte dei sistemi antimissile balistico (ABM). Il tipico tempo di combustione del motore a razzo dell’ICBM è circa 180-320 secondi. La fase di propulsione dell’Unha-3 è stimataa 550-570 secondi”.
I missili balistici di solito hanno motori diversi rispetto ai vettori spaziali. Ci sono anche diversi problemi strutturali, differenze nei sistemi di controllo, diverse traiettorie di lancio. Vedasi qui, qui e qui. I missili balistici più potenti devono rientrare nell’atmosfera per sganciare le testate. È solo lì che la Corea democratica ha ancora problemi. I vettori spaziali non sono adatti a testare la fase di rientro. Inoltre, la struttura di Sohae non è mai stata utilizzata per lanciare missili balistici. Per ragioni geografiche è utilizzato esclusivamente per lanci spaziali. Per capire perché la Corea democratica usi questo di lancio satellitare per riportare forse gli Stati Uniti sul tavolo, si deve tornare ai negoziati tra le due parti. Prima del primo vertice tra Trump e Kim a Singapore le parti decisero che gli Stati Uniti avrebbero congelato le grandi manovre in Corea, mentre la Corea democratica avrebbe interrotto i test su missili balistici e nucleari. Da allora, l’accordo di “congelamento per congelamento” fu bloccato. Recentemente Trump riconfermava che non ci sarebbero state grandi manovre. La Corea democratica vorrebbe mantenere in vita l’accordo di “congelamento per congelamento”. Un lancio satellitare non è contrario a tale accordo. Sfortunatamente alcuni funzionari statunitensi, come John Bolton e i corvi sulla Corea democratica come Victor Cha, potrebbero voler usare il lancio satellitare per dichiarare morto l’accordo.
Il primo summit si concluse con una dichiarazione congiunta firmata, un accordo in quattro fasi in cui gli Stati Uniti promisero di revocare alcune sanzioni (1) e la fine dello stato di guerra (2) mentre la Corea democratica si impegnava “a lavorare per la completa denuclearizzazione del Penisola coreana “(3) e per recuperare i resti dei personale statunitense ucciso durante la guerra di Corea (4). Trump aveva chiesto e ottenuto un ulteriore favore personale. Kim promise a Trump di far saltare in aria i tunnel di prova nucleari della Corea democratica e di smantellare un banco di prova per motori missilistici. Adempì ad entrambi, ma ora torna sul secondo punto. Gli Stati Uniti non hanno rispettato la loro parte del patto. L’amministrazione Trump richiede ancora la “completa denuclearizzazione” della Corea democratica prima della revoca delle sanzioni. Questa posizione contraddice la dichiarazione comune. È anche del tutto delirante. La Corea democratica non ha mai accettato e non accetterà mai di denuclearizzarsi completamente. Il miglior accordo che gli Stati Uniti possono ottenere è la limitata estensione dell’arsenale nucleare della Corea democratica ed impedirne la proliferazione della tecnologia nucleare. La logica è semplice: “La Corea democratica ha la bomba. Ecco come funziona la deterrenza. Se Sadam Husayn o Muammar Gheddafi avessero terminato le loro bombe, probabilmente sarebbero entrambi in giro. Al recente vertice ad Hanoi, la Corea democratica si offriva di distruggere il suo grande complesso nucleare comprendente il reattore di Yongbyon utilizzato per fabbricare il plutonio e un sito di arricchimento dell’uranio. Come “misura corrispondente” chiedeva la revoca di quelle sanzioni che più direttamente colpivano la popolazione. Ma li statunitensi non erano disposti a considerarlo: “Con Trump che si prepara a lasciare l’hotel, il Viceministro degli Esteri nordcoreano Choe Son-hui portato in fretta alla delegazione degli Stati Uniti un messaggio di Kim, secondo due alti funzionari dell’amministrazione e una persona informata sulla questione. Il messaggio era l’ultimo tentativo dei nordcoreani di raggiungere un accordo su alcune sanzioni in cambio dello smantellamento del complesso nucleare di Yongbyon. I funzionari di Stati Uniti e Corea democratica avevano discusso sulla definizione condivisa del tentacolare sito di tre chilometri quadrati [Yongbyon] e l’apertura dell’ultimo minuto cercava di far avanzare la proposta dei nordcoreani di smantellarlo. Ma il messaggio non chiariva se condividessero la definizione espansiva degli Stati Uniti della struttura e i funzionari statunitensi chiedevano chiarezza. Choe tornò di corsa per ottenere una risposta. Kim rispose che includeva tutto sul sito. Ma anche quando Choe tornò con quella risposta, la delegazione statunitense non fu impressionata e non volle riprendere i negoziati. Nel giro di poche ore, Trump partiva per Washington. “Dovevamo avere di più”, disse Trump quando gli fu chiesto di Yongbyon prima di lasciare Hanoi. “Dovevamo avere di più perché ci sono altre cose di cui non ha parlato, di cui non ha scritto, che abbiamo trovato”. La distruzione del complesso di Yongbyon in cambio della revoca di alcune sanzioni sarebbe stata notevole. Gli Stati Uniti l’hanno rigettato.
In una conferenza stampa, il Ministro degli Esteri della Corea democratica Ri Yong-ho dichiarava che questo era il miglior accordo che gli Stati Uniti avrebbero ottenuto e disse che la Corea democratica prevedeva “misure corrispondenti” prese dagli Stati Uniti in cambio della distruzione di Yongbyon, ma che non erano disposti ad offrire alcunché. In una successiva intervista il Viceministro degli Esteri Choe Son-hui accusava gli Stati Uniti di cambiate i termini: “Penso se (noi) dovremmo continuare i colloqui”, disse, ricordando il messaggio del nuovo anno del leader Kim Jong-un, in cui disse che il suo regime non avrà altra scelta che perseguire un “percorso diverso” al dialogo a meno che gli Stati Uniti non adottassero misure reciproche… In mancanza di qualsiasi segno che l’ONU elimini le sanzioni, gli Stati Uniti sono andati troppo oltre verso “l’affermazione sconsiderata” che la Corea democratica dovrebbe smantellare le strutture nucleari e missilistiche, aveva detto Choe. Accusava l’amministrazione Trump di aver cambiato i termini, dicendo che inizialmente aveva parlato dello smantellamento del complesso nucleare di Yongbyon e ora discuteva anche di altri siti”. Gli Stati Uniti continuano ad allontanarsi dalla dichiarazione congiunta firmata da Trump a Singapore e tornano a minacciare: “John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, avvertiva la Corea democratica di dover rinunciare completamente al programma di armi nucleari o affrontare sanzioni ancora più severe. Se non sono disposti a farlo, il presidente Trump fu molto chiaro che non avranno sollievo dalle schiaccianti sanzioni economiche impostegli”, aveva detto Bolton a Fox Business Network. “E cercheremo di aggravare le sanzioni, di fatto”.
La Corea democratica non ha mai promesso di fermare i lanci spaziali. Presto li riprenderà. Gli Stati Uniti, in particolare John Bolton e altri falchi, utilizzeranno il prossimo lancio spaziale per affermare che si tratta di “test di missili balistici” e che l’accordo sul “congelamento per congelamento” dovrebbe quindi terminare. Saranno organizzate nuove grandi manovre per addestrarsi all’invasione della Corea democratica e il regime delle sanzioni degli Stati Uniti sarà ulteriormente rafforzato. Una situazione simile si è ebbe all’inizio del 2012. Poco dopo Kim Jong-un venisse ufficialmente dichiarato nuovo leader della Corea democratica, i colloqui tra Stati Uniti e Corea democratica si svolsero a Pechino. A febbraio le parti concordarono un accordo. La Corea democratica prometteva una moratoria sui test nucleari e i missili balistici lungo raggio in cambio di significative forniture di cibo dagli Stati Uniti. Un mese dopo la Corea democratica annunciava piani per un lancio spaziale. Due settimane dopo gli Stati Uniti fermarono la fornitura di cibo promessa. Ad aprile la Corea democratica tentò di lanciare un satellite meteorologico, che fallì, ma gli Stati Uniti l’usarono per aumentare la pressione delle Nazioni Unite contro la Corea democratica per il suo “sviluppo di missili balistici”. Un altro satellite lanciato più tardi provocò altra pressione. Nel febbraio 2013 la Corea democratica condusse un altro test nucleare. La ripetizione di questa situazione è ora assai probabile. Gli Stati Uniti hanno già fatto marcia indietro sulla Dichiarazione di Singapore firmata da Trump. Non accettano l’offerta ragionevole fatta ad Hanoi. Rifiutano di prendere “misure corrispondenti” fin quando la Corea democratica non si disarmerà completamente, cosa che non farà mai. Il prossimo lancio spaziale nordcoreano sarà utilizzato da Bolton e altri per condannare la Corea democratica per test sui “missili balistici”. Probabilmente gli Stati Uniti dichiareranno morto l’accordo di “congelamento per congelamento” e riavvieranno le manovre. Il Nord prenderà “misure corrispondenti” e riavvierà i test nucleari e missilistici. Le sanzioni statunitensi aumenteranno ulteriormente. Si tornerà alla situazione dei primi mesi del 2018, quando le parti s’insultavano e Trump minacciava la guerra. Ma una cosa importante sarà cambiata.
Nell’ultimo round Cina, Russia e Corea del Sud erano dalla parte degli Stati Uniti. Ora, dopo che la Corea democratica si è dimostrata ragionevole e fatto buone offerte per raggiungere l’accordo, né Cina né Russia sosterranno ulteriori sanzioni. Infatti, la Cina già esorta a revocarle in risposta alla “volontà positiva” dimostrata dalla Corea democratica. La Cina è il principale partner commerciale della Corea democratica. Se riapre il confine al commercio della Corea democratica, le sanzioni statunitensi saranno vane. Superando in pretese, il “grande creatore” Donald Trump avrà perso la più grande risorsa negoziale, la solidarietà internazionale che impose le sanzioni. Come detto sopra: “La storia mostra che la Corea democratica ha sempre dato il via a simili discorsi”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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