Attenzione ai cavalli di Troia dei Rothschild

Dean Henderson, 03/02/2019

La scorsa settimana il presidente boliviano Evo Morales avvertiva che l’invio dagli USA di “aiuti umanitari” in Venezuela era un “cavallo di Troia per provocare la guerra”. Scontri ai confini sia del Brasile che della Colombia col Venezuela convalidavano le affermazioni di Morales su agenti provocatori con giubbotti della Croce Rossa che bruciavano autobus, e disertori dell’esercito venezuelano. Questi ultimi venivano pagati 20000 dollari ciascuno per disertare. Morales rimane l’unico presidente rivoluzionario al potere in Sud America insieme al Presidente Nicolas Maduro. Ha nazionalizzato l’industria del gas della Bolivia promuovendo al contempo l’alfabetizzazione e l’assistenza sanitaria preventiva per la sua nazione da tempo povera del popolo aymara. Morales sa che non passerà molto prima che il suo Paese sia nel mirino della “Troika della tirannia” dei neoconservatori traditori di John Bolton che hanno sequestrato la politica estera degli Stati Uniti per conto dei loro padroni delle piantagioni della Corona. Morales aggiunse che “i fratelli latinoamericani del Venezuela non possono essere complici dell’intervento militare. La difesa del Venezuela difende la sovranità dell’America Latina”.
Finora Nicaragua, El Salvador, Cuba, Messico, Uruguay, Suriname, St. Vincent, Barbados e Grenadine hanno ascoltato l’appello della Bolivia a respingere il tentato golpe. Iran, Siria, Turchia, Sudafrica, Guinea Equatoriale, Bielorussia, Russia e Cina hanno anche denunciato l’aggressione degli Stati Uniti. Cina e Russia ponevano il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite presentata dagli Stati Uniti per riconoscere Juan Guaido presidente del Venezuela. Stamattina, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito russo, Generale Valerij Gerasimov riprendeva l’ammonimento di Morales, affermando che mentre gli Stati Uniti hanno già usato le rivoluzioni colorate, ora si preparano ad usare nuove tattiche soft utilizzando “la potenziale protesta della quinta colonna”, incoraggiata dalle ONG. Gerasimov affermava anche che gli Stati Uniti pianificano nuove offensive contro i governi che si rifiutano di piegarsi all’ordine capitalista neoliberista, comprese “battaglie a più sfere” e “attacco globale”, utilizzando armi di precisione per colpire le infrastrutture chiave di quei Paesi. Il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov fece eco a questi sentimenti, aggiungendo che gli Stati Uniti pensano di acquistare mortai e sistemi di difesa aerea nell’Europa orientale e dispiegarli ai confini del Venezuela.
La politica estera di Trump è semplicemente la continuazione del decennale piano di cambi di regime dei neocon. L’unica differenza è che ora non cercano nemmeno di nasconderlo. Non devono farlo perché, a parte una manciata di duri attivisti, il movimento contro la guerra degli Stati Uniti è da tempo nelle mani del tenente di George Soros dei Rothschild e della sua Open Society Foundation, che finanziano numerose rivoluzioni colorate in tutto il mondo. Questo psyop del Soros dei Rothschild è di per sé un cavallo di Troia interno che ha sabotato qualsiasi parvenza di vera e propria unione contro la guerra della sinistra negli Stati Unitim sostituendola con cyborg favorevoli al consenso neoliberale che si lamentano del controllo sulle armi, delle sciocchezze transgender, del vittimismo #MeToo e ogni sorta di discordia divisiva. L’inganno massonico ha raggiunto nuove vette e i media mainstream concentrati diffondono le menzogne della Corona in lungo e in largo. L’avvertimento sui cavalli di Troia di Evo Morales dovrebbe essere preso sul serio, non solo da un pugno di nazioni ribelli ancora su questo pianeta, ma da quella manciata di persone libere in occidente le cui menti non sono ancora state completamente distrutte dai luciferiani Rothschild.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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