L’azione inglese contro Hezbollah dettata da USA e lobby sionista

Prof. Tim Anderson, intervistato da Basma Qadur, Syria Times 4 marzo 2019

L’economista e scrittore politico australiano Tim Anderson afferma che la proscrizione inglese di Hezbollah libanese come “terrorista” è prima un tentativo di fabbricare il sostegno al governo May maggio, secondo per placare Washington e terzo aiutare Netanyahu e la lobby sionista in Gran Bretagna. Chiariva che Hezbollah ha espulso Israele dal Libano e aiutato a ripristinare l’orgoglio del Paese, così anche le Forze di Mobilitazione Popolare (Hashid al-Shabi), salvando l’Iraq dallo SIIL guidando l’azione nel 2018-2019 per espellere le forze nordamericane dall’Iraq, dopo 15 anni di occupazione militare. Le osservazioni del professore giungevano con un’intervista al giornale elettronico Syria Times su obiettivo ed effetti della mossa della Gran Bretagna contro Hezbollah, oltre all’assenza della richiesta occidentale di combattere i terroristi di Jabhat al-Nusra in Siria, ad Idlib. Di seguito è riportato il testo integrale dell’intervista:

ST- Perché la Gran Bretagna ha bandito Hezbollah come gruppo “terrorista”, in questo momento?
Prof. Anderson: Tale mossa del governo inglese non risponde ad alcun incidente particolare, né alcuna particolare minaccia per la Gran Bretagna. Tuttavia, il tradizionale sostegno inglese alla colonia sionista in Palestina lo portava, di volta in volta, ad adottare i nemici d’Israele come propri. In passato la Gran Bretagna, riconoscendo l’influenza di Hezbollah come partito politico in Libano, aveva cercato di distinguere tra le ali “militare” e “politica”, e talvolta l'”ala esterna”. Migliorare l’aggressività, cercando di etichettare l’intera organizzazione come “terrorista”, in questo momento, va visto nelle attuali circostanze politiche. L’attuale governo inglese, guidato da Theresa May, non ha una maggioranza in parlamento e combatte per sopravvivere, tra le altre cose, cercando di etichettare il leader laburista Jeremy Corbyn come “antisemita” per il sostegno alla Palestina. La lobby israeliana in Gran Bretagna era al centro di tale campagna. Allo stesso tempo, il presidente Trump portava nuovo sostegno allo Stato dell’apartheid, appoggiando l’annessione di Gerusalemme; e il capo sionista Benjamin Netanyahu combatte per la propria sopravvivenza politica, affrontando elezioni ed indagini criminali. È molto probabile che la mossa contro Hezbollah sia innanzitutto tentativo di costruire un qualche sostegno al governo May, in secondo luogo di placare Washington e terzo di aiutare Netanyahu e la lobby sionista in Gran Bretagna.

ST- Quale sarà l’effetto di tale passo su Hezbollah e Libano, tenendo conto che l’UE rifiuta di etichettare Hezbollah come entità terrorista?
Prof. Anderson: La mossa è certamente uno schiaffo inglese al Libano, poiché Hezbollah è più che mai parte centrale del governo libanese. Le elezioni dello scorso anno hanno visto l’espansione del sostegno ad Hezbollah (“La resistenza”) principalmente nelle comunità cristiana e sunnita. Ha già avuto un sostegno travolgente nella comunità sciita. La mossa inglese sostiene anche le “sanzioni” economiche degli Stati Uniti contro Hezbollah, che minacciano le banche libanesi. La posizione dell’UE è leggermente diversa, riflettendo le posizioni un po’ diverse in Europa sulle relazioni col mondo arabo e musulmano. Ciononostante, l’UE aggiornava la lista sull’ala militare di Hezbollah nel 2013, mossa che i funzionari di Hezbollah hanno descritto come “scritta da mano nordamericana con inchiostro sionista”. I lobbisti israeliani cercano il bando totale del gruppo della Resistenza in tutti i Paesi occidentali. Hanno fatto proseliti.

ST- Chi sarà interessato da tale passo e chi ne beneficerà?
Prof. Anderson: Guardando il quadro più ampio, la Gran Bretagna ha seguito gli Stati Uniti praticamente in tutte le forme di aggressione contro l’Asia occidentale; ciò include le nove guerre contro i popoli di Palestina, Afghanistan, Iraq, Libano, Libia, Siria, Bahrein, Iran e Yemen. Le “sanzioni” economiche imposte da Washington, inclusi il blocco economico, colpiscono quasi tutti questi Paesi. La Gran Bretagna giocava al recupero. L’obiettivo era frammentare e indebolire gli Stati arabi e musulmani indipendenti, in modo da dominare più facilmente la regione e controllarne l’accesso alle risorse. Il Libano non è sfuggito a tale guerra economica, che interesserà tutte le parti. Hezbollah afferma di non esserne influenzato, ma le normali attività economiche nel Paese soffriranno con manipolazione e controllo di finanza e commercio. Il lato positivo è che le pressioni estreme da Washington portano alla creazione di meccanismi alternativi di scambio e finanza, l’ultimo dei quali è il sistema dei pagamenti BRICS. Ne esiste una versione europea, in particolare per mantenere i collegamenti coll’Iran, ma rimane debole a causa della dipendenza commerciale europea dagli USA.

ST- Perché la Gran Bretagna e il suo padrone non chiedono di combattere i terroristi di Jabhat al-Nusra ad Idlib?
Prof. Anderson: Guerre e assedio economico, portati avanti dalle potenze imperiali, sono inestricabilmente combinati. Assedio e propaganda indeboliscono ciò che gli eserciti di ascari terroristici attaccano. Certo, Stati Uniti e Gran Bretagna hanno armato e finanziato tutti i gruppi terroristici della regione, ma lo fanno apertamente solo per quelli che chiamano i gruppi “moderati” e affiliati, come la facciate per le relazioni pubbliche di al-Qaida dei caschi bianchi. Gran Bretagna e Francia finanziano varie altre organizzazioni terroristiche affiliate, tra cui il Ghouta Media Center e l’Aleppo Media Center, che usa per ‘verificare’ la propria propaganda. Più di quattro anni fa alti funzionari statunitensi ammisero che i loro “principali alleati arabi” finanziavano e armavano i gruppi terroristici internazionalmente proscritti, al-Nusra e SIIL. Quindi, in sintesi, l’aspirante potenza imperiale Washington e le ex- potenze coloniali Gran Bretagna e Francia, fin dall’inizio svolsero il doppio gioco: condannando al-Nusra e SIIL e sostenendoli segretamente, per far progredire il loro obiettivo strategico di distruggere l’indipendenza politica nella regione. Ne consegue che cercheranno di sostenere SIIL e SDF,nella Siria orientale e settentrionale, e i gruppi collegati ad al-Nusra ad Idlib il più a lungo possibile. È solo la resistenza di Siria, Iran, Iraq ed Hezbollah, alleati alla Russia, che ha saputo eliminare tale terrorismo.

ST- Vuole aggiungere qualcosa?
Prof. Anderson: È importante riconoscere che, proprio come Hezbollah espulse Israele dal Libano e aiutò a ripristinare un certo orgoglio nel Paese, così anche le Forze di Mobilitazione Popolare (Hashid al-Shabi) hanno salvato l’Iraq dallo SIIL e guidano nel 2018 -2019 l’agitazione per espellere le forze statunitensi dall’Iraq, dopo 15 anni di occupazione militare. Ad esempio, lo sceicco Qays al-Qazali, leader di Asayb Ahl al-Haq (Lega dei Giusti) chiese il ritiro militare degli USA nel 2017, e lo ripropone nel 2019. Aveva detto che non c’era più alcuna giustificazione per la presenza delle forze statunitensi, affermando la convinzione che più della metà della nuova Assemblea nazionale “respinga la presenza” delle truppe USA. “Se gli Stati Uniti vogliono imporre la propria presenza con la forza e bypassare la costituzione e il parlamento iracheni, l’Iraq può agire allo stesso modo e cacciarle con la forza… Ma la prima fase è politica”, aveva detto al-Qazali. Gli Stati colonialisti diffamano e sanzionano Hezbollah e Hashid al-Shabi con la menzogne di essere “terroristi” o settari estremisti che non si preoccupano del proprio popoloe. Venendo dagli sponsor di al-Qaeda, al-Nusra e SIIL, è difficile da digerire. L’accusa confessionale, da fonti occidentali e sioniste, ha più a che fare con la frustrazione delle strategie del “divide et impera”, come anche con lo sgomento nel vedere il risveglio della volontà politica tra i loro avversari. Eppure la regione ha visto un’alleanza tra gli oppressi (mustadafin) che, con una leadership matura, ha stretto alleanze più ampie.

Va ricordato che Stephen Garton della University of Sydney scelse, come pretesto, un’immagine minuscola e sepolta da informazioni grafiche, mostrata durante l’analisi consultiva fatta dal Professor Tim Anderson sugli attacchi israeliani a Gaza, per sospenderlo dalla carica di docente senior ed impedirgli di rientrare nell’università in cui ha lavorato per più di 20 anni. All’inizio del mese, gli avvocati presentavano una domanda alla Fair Work Commission, contestando il licenziamento del professore da parte dell’Università di Sydney.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente L'UNHCR copre l'invasione dei paramilitari Successivo Gli USA cercano di sfuggire al declino geopolitico