Russia e Cina offrono la piattaforma della SCO per riavvicinare India e Pakistan

MK Bhadrakumar, Indian Punchline 2 marzo 2019

L’Arabia Saudita si presenta come mediatore tra India e Pakistan con uno zelo messianico che gode appieno del sostegno nordamericano. Il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr arrivava a Delhi. Doveva visitare Islamabad, ma rinviava il piano in modo da poter trattare con Modi prima e successivamente incontrare i leader pakistani, incluso il capo dell’esercito Generale Qamar Bajwa. Modi e Bajwa saranno gli interlocutori chiave di Adil. Resta da vedere quanto il valzer saudita avanzerà e come Modi maneggerà le tensioni. Certamente, la mediazione saudita rende l’India piuttosto immatura riflettendo, per forza di cose, il retaggio della politica estera di Modi. Il punto è che, indipendentemente da cosa Modi possa vantare della “nuova India”, la realtà geopolitica è che la statura dell’India diminuisce quando ha bisogno di un piccolo Paese come l’Arabia Saudita daò governo autocratico per un aiuto in ciò che è probabilmente uno dei modelli più critici della sua diplomazia. L’Arabia Saudita non ha precedenti come pacificatore. Al contrario, ha una notoria reputazione mondiale di promotrice di gruppi terroristici. Nel frattempo, l’India non deve essere obbligata dai sauditi ad allentare le tensioni col Pakistan. Le indicazioni sono che Russia e Cina sponsorizzano congiuntamente un’iniziativa in questo senso. La Cina delega un inviato speciale in India e Pakistan per discutere della crisi. Il ministro degli Esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi lo rivelava ad Islamabad. Di certo, Russia e Cina si coordinano attivamente sul fronte della politica estera consultandosi sulle tensioni India-Pakistan. Possiamo anche considerare il fatto che i ministri degli Esteri di Russia e Cina hanno avuto l’opportunità d’incontrare la Ministra degli Esteri Sushma Swaraj alla riunione ministeriale del RIC. In seguito, il Consigliere di Stato e Ministro degli Esteri cinese Wang Yi informava Qureshi di aver espresso la speranza che “la parte cinese continui a svolgere un ruolo costruttivo nell’attenuare l’attuale tensione”. Allo stesso tempo, al culmine della crisi India-Pakistan, il 27 febbraio il Ministero degli Esteri russo rilasciava una dichiarazione che esprimeva “grave preoccupazione per l’aggravarsi della situazione lungo la linea di controllo e l’aumento della tensioni “tra India e Pakistan” amici della Russia”, prendendo posizione neutrale e invitando le parti “a mostrare moderazione e raddoppiare gli sforzi per risolvere i problemi esistenti con mezzi politici e diplomatici”. È del tutto ipotizzabile che la visita dell’inviato speciale cinese sia uno sviluppo correlato che indica lo sforzo coordinato di Pechino e Mosca consultando Islamabad e Nuova Delhi. Questo è ovviamente un cambiamento tettonico importante della politica eurasiatica e dall’ulteriore significato che si verifica nelle condizioni della nuova Guerra Fredda. In effetti, non ci vuole molta ingegnosità per capire che una mediazione saudita sponsorizzata dagli Stati Uniti tra India e Pakistan sia preoccupante per Russia e Cina dal punto di vista geopolitico.
Ad ogni modo, il Presidente Vladimir Putin telefonava a Modi. Secondo il Cremlino, discussero della “crisi nei rapporti tra India e Pakistan” e il leader russo “espresse la speranza per un tempestivo accordo”. L’attenta formulazione lasciava intendere che Putin si offriva di dare una mano, congiuntamente alla Cina, per ridurre la tensione. Curiosamente, il giorno dopo, il Ministro degli Esteri russo telefonava a Qureshi ad Islamabad. presumibilmente per dare seguito alla conversazione Putin-Modi. e offriva aiuto per “ridurre le tensioni”. La lettura del Ministero degli Esteri russo, citata dall’agenzia TASS, dice: “Mosca ha espresso disponibilità a contribuire a placare le tensioni e che non c’è alternativa a risolvere tutte le differenze tra Islamabad e Nuova Delhi con mezzi politici e diplomatici”. È importante sottolineare che Lavrov illustrava a Qureshi come si può ottenere la riduzione delle tensione col meccanismo della struttura antiterroristica regionale della Shanghai Cooperation Organization (SCO). Un articolo di Xinhua evidenziava questo aspetto, che Lavrov aveva detto a Qureshi della “possibilità di utilizzare la struttura antiterroristica regionale della Shanghai Cooperation Organization per questo scopo”. Parallelamente, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova delineava in un’importante dichiarazione l’ampio approccio di Mosca. Zakharova aveva detto: “Siamo preoccupati per l’escalation nei rapporti tra India e Pakistan e le pericolose manovre delle forze armate di entrambi gli Stati lungo la linea di controllo che volte a uno scontro militare diretto”. “Esortiamo le parti a mostrare il massimo contenimento. Continuiamo a presumere che le controversie siano risolte con metodi politico-diplomatici su base bilaterale, in linea con le disposizioni dell’Accordo di Simla del 1972 e della Dichiarazione di Lahore del 1999 “. “Riaffermiamo la nostra disponibilità a fornire sostegno totale agli sforzi indiani e pakistani per contrastare il terrorismo”.
Dal punto di vista indiano, ciò si aggiunge a un risultato estremamente positivo delle consultazioni della Ministra degli Esteri nel Zhejiang con le controparti russa e cinese. Questa deve essere l’ora più bella di Swaraj nella diplomazia internazionale, poiché il sipario inizia a calare sul suo breve scintillante periodo come ministra degli Esteri dell’India. Senza dubbio, l’urgenza di “allentare” delle tensioni col Pakistan è evidente. La “de-escalation” è tutt’altro che finita col ritorno del pilota indiano. In effetti, le tensioni sulla linea di controllo possono sfuggire ad ogni controllo in qualsiasi momento coll’attuale atmosfera sovraccarica. Senza dubbio, la comunità internazionale, leggasi USA e NATO, osservano da vicino. La partita afgana è in una fase molto delicata e qualsiasi esplosione di tensioni tra India e Pakistan avrà un impatto negativo sul processo di pace. L’India dovrebbe accogliere con tutto il cuore la proposta sino-russa, inserita nel quadro SCO molto più preferibile all’alleanza con sauditi ed emirati, o per altro, qualsiasi intervento delle Nazioni Unite. Il fatto è che Russia e Cina sono parti interessate nella normalizzazione India-Pakistan e non hanno un’agenda nascosta al riguardo. Certamente, Russia e Cina sono partner dalla mentalità simile dell’India nella lotta al terrorismo. D’altra parte, a differenza dell’era della Guerra Fredda, anche il Pakistan è entusiasta dell’integrazione eurasiatica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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