Il vertice USA-Corea democratica termina senza alcun accordo

Joaquin Flores, Fort Russ 28 febbraio 2019

Al vertice di Hanoi, Stati Uniti e RPDC non raggiungevano un accordo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un lasciavano il summit prima del previsto, senza un accordo. Non vengono riportati motivi della partenza anticipata dei leader. La Casa Bianca affermava che le parti continueranno i negoziati. La conferenza stampa di Trump veniva posticipata due ore, alle 14:00. Secondo i giornalisti, anche la cerimonia di firma del documento finale e il pranzo comune sembravano essere stati cancellati. Successivamente, Trump parlava telefonicamente al leader della Corea del Sud Moon Jae-in sui risultati dell’incontro con Kim Jong-un. Questo il secondo giorno di negoziati tra i leader di Stati Uniti e Corea democratica. Il lavoro delle due delegazioni iniziava con un incontro personale tra Donald Trump e Kim Jong-un, mantenendo un formato diretto. Trump definiva l’incontro con Kim Jong-un, tenutosi il 27 febbraio, “magnifico”. Il leader della RPDC dichiarava che farà ogni sforzo per portare a termine con successo i negoziati.

Esca e scambio?
La fine improvvisa e anticipata del vertice solleva seri interrogativi sulla natura delle proposte da parte statunitense. Normalmente, i vertici basati sulla comprensione che un accordo sarà raggiunto sono questioni di formalità, con dettagli elaborati in anticipo. Poiché questo summit si è inaspettatamente concluso prematuramente, è possibile che il “pre-accordo” veniva scambiato all’ultimo minuto dagli statunitensi. La realtà è che la Corea democratica e del Sud cercano vie alla riunificazione, ma devono essere d’accordo su una serie di questioni, pratiche d ideologiche, su quale sarà il fondamento di una Corea unita? Ciò che accadendo ora è che gli Stati Uniti si sono inseriti come intermediari nel processo di riunificazione già in corso. Allo stesso tempo, tale ruolo di intermediario auto-assegnato che gli Stati Uniti si davano, è in gran parte propaganda interna occidentale o almeno negli Stati Uniti. Le due Coree non dipendono dall’approvazione degli Stati Uniti alla fine; si tratta in sostanza della questione che rilevanza, peso e prestigio degli Stati Uniti sono messi in discussione, se si verificano eventi storici importanti che coinvolgono alleati o agenti degli Stati Uniti come la Corea del Sud, senza seguire le direttive degli Stati Uniti. La questione nucleare è una distrazione: la Corea democratica non ha intenzione di rinunciare alle armi nucleari. È probabile che il possesso di dette armi sia tra le ragioni per cui la Corea democratica non è stata invasa dalle forze atlantiste, questo assieme al buon rapporto con la Cina, la vicinanza geografica e il suo peso. Con ogni probabilità, sulla base dell’esempio storico, le élite sudcoreane vedono il Giappone, non la Corea democratica. come egemonia regionale primaria che minaccia la sovranità. Pertanto, le élite sudcoreane preferirebbero che la Corea democratica mantenesse il proprio arsenale nucleare, a condizione che anche una Corea unificata nei sia in possesso.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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