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Dichiarazione del rappresentante russo al Consiglio di sicurezza dell’ONU sul Venezuela

Internationalist 360°, 28 febbriao 2019

Intervento del Rappresentante Permanente V. A. Nebenzia, prima del voto sulla bozza di risoluzione degli Stati Uniti sul Venezuela al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

Signor Presidente,
Abbiamo davanti una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti. Infine, abbiamo raggiunto il culmine della doppio standard statunitense sul Venezuela. Un mese fa e l’altro ieri, durante le riunioni del Consiglio di sicurezza, fu assolutamente chiaro che la maggior parte dei Paesi dell’emisfero occidentale, a prescindere dalle preferenze politiche, è favorevole a risolvere i problemi del Venezuela attraverso il dialogo tra i venezuelani. Un dialogo nazionale inclusivo è la cosa più importante ora. Ma Washington persegue con insistenza l’obiettivo di aumentare le tensioni e di attuare il suo scenario di cambio di potere anticostituzionale. Diamo un’occhiata al testo della bozza statunitense, che Washington propone per il voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E questo è ciò che è. Riconoscere il parlamento venezuelano, cito, come “potere costituzionale”. E le elezioni presidenziali tenutesi a marzo dello scorso anno sono state “non eque e ingiuste”, e questo un anno dopo il loro svolgimento. È perciò gli Stati Uniti hanno preparato la risoluzione. La preoccupazione ipocrita per la situazione umanitaria nel Paese è solo un insabbiamento. Ma forse gli Stati Uniti hanno un altro obiettivo: l’obiettivo di un precedente. Se tale risoluzione venisse adottata, sarebbe la prima volta nella storia che il Consiglio di sicurezza toglierebbe dall’ufficio e nominerebbe un altro presidente di un Paese sovrano. Questa è democrazia mondiale in azione? Nemmeno parlo della dimensione politica. Non è nemmeno questione di N. Maduro e H. Guaido. Non capite che non è legale, senza merito ed insignificante? Si tratta di una sorta di beffa dei membri del Consiglio di sicurezza? E chi pensa di sostenere il piano statunitense, capisci che sarà complice del teatro dell’assurdo legale?
La delegazione statunitense non può non essere consapevole del fatto che la sua risoluzione non ha possibilità di essere adottata. Tuttavia, la sottopone intenzionalmente al Consiglio per accusare chi presumibilmente ostacolerebbe la “creazione della democrazia” in Venezuela. Ora deliberatamente minano l’unità del Consiglio. Volete questo? I nostri colleghi statunitensi sembrano aver dimenticato la legge internazionale. Solo ultimatum, sanzioni e minacce di uso della forza rimangono nel vostro arsenale diplomatico. Siamo, ovviamente, consapevoli che si tratta di accusare nazioni dissenzienti di ostacolare l’assistenza ai venezuelani. Ma questo è ancora propaganda spudorata. Il 26 febbraio, parlammo in dettaglio del fatto che Russia e Cina inviano umanitari ai venezuelani liberamente e senza problemi. Solo gli Stati Uniti l’hanno omesso, trascurando sovranità ed inviolabilità dei confini di uno Stato sovrano. L’ho detto l’altro ieri e lo ripeterò oggi. Se gli Stati Uniti volessero veramente aiutare il popolo venezuelano, agirebbero ufficialmente attraverso una qualsiasi agenzia delle Nazioni Unite accreditata nel Paese. Ma questo non è l’obiettivo. Questo è solo un insabbiamento. L’obiettivo è cambiare il regime. Questo è probabilmente il caso più chiaro e diretto di attuazione del famigerato concetto di “intervento umanitario”. Interventi con la componente umanitaria e sotto il pretesto umanitario. Tale “ordine basato sulle regole” al posto del diritto internazionale ci viene offerto e costantemente discusso dai nostri colleghi occidentali. Questo è il motivo per cui abbiamo preparato una bozza di risoluzione alternativa a quella volta a promuovere l’intrigo politico e il cambio di regime, ma a fornire assistenza reale ai venezuelani negli sforzi per normalizzare la situazione nel Paese.
Abbiamo sottolineato che tutta l’assistenza internazionale va fornita sulla base dei principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza e col consenso del governo legittimo del Paese. Inoltre, nel nostro documento abbiamo espresso il nostro sostegno alle iniziative di mediazione internazionale, tra cui il meccanismo di Montevideo, che aiuterebbe i venezuelani a raggiungere la cosa più importante in questo momento: una soluzione politica. Non c’è nulla di simile nel piano statunitense. Perché non vuole risolvere i problemi. Ieri, quando abbiamo convocato consultazioni di esperti sul nostro testo, abbiamo ascoltato le opinioni dei membri del Consiglio di sicurezza, incluso il rappresentante statunitense. Non abbiamo ascoltato un singolo commento specifico. Gli esperti occidentali hanno solo detto che non voteranno il nostro testo. E i nostri colleghi statunitensi immediatamente mettevano la bozza in votazione. Dov’è la diplomazia e la ricerca di compromessi qui? L’intero processo è semplicemente una campagna di propaganda dettata da considerazioni politiche interne. Deploriamo che il Consiglio di sicurezza ne sia ancora una volta coinvolto. Abbiamo seriamente timore che l’incontro di oggi possa essere usato come fase nella preparazione di un intervento reale piuttosto che umanitario, come giustificazione per l’interferenza estera dovuta alla presunta “incapacità del Consiglio di sicurezza” di risolvere la situazione in Venezuela. Vorremmo rivolgerci nuovamente a quei membri dell’UNSC che vogliono davvero aiutare, non partecipare a tale spettacolo politico. Chiediamo un voto contro la bozza degli USA e il supporto al nostro documento, specificamente volto ad evitare il linguaggio che istiga controversie ed è completamente dedito a fornire assistenza reale ai venezuelani, assistenza internazionale e mediazione internazionale.
Grazie.
Missione permanente della Federazione Russa alle Nazioni Unite

Traduzione di Alessandro Lattanzio