Smentire le menzogne sull’aiuto umanitario al Venezuela

Venezuelanalysis, 27 febbraio 2019

Hai sentito che Maduro avrebbe impedito a cibo e medicine di entrare in Venezuela il 23 febbraio? VA espone il vortice di menzogne dei media sull’assedio guidato dagli Stati Uniti.

Il 23 febbraio ha visto l’ultimo tentativo di Casa Bianca, suoi alleati regionali di destra e dell’autoproclamato “Presidente ad interim” Juan Guaido di scacciare il governo venezuelano di Nicolas Maduro, questa volta cercando di minarne l’autorità e violare le frontiere del Venezuela con col pretesto di portare “aiuti umanitari”. Dato che non un solo camion, imbarcazione o aereo è entrato nel Paese, e che le forze armate venezuelane sono rimaste salde in difesa della sovranità nazionale, si può dire che gli obiettivi primari di Trump e Guaido sono falliti. Tuttavia, hanno raggiunto un certo successo nell’obiettivo secondario di satanizzare ulteriormente Maduro agli occhi del mondo, provocando una serie di scontri violenti lungo i confini colombiani e brasiliani; l’opposizione sostenuta da Trump riusciva a produrre la falsa narrativa volta a delegittimare il governo Maduro e a giustificare un ulteriore intervento militare straniero. Tale narrazione è stata divulgata acriticamente dai media aziendali internazionali. In ciò che segue, sfatiamo quattro bugie ripetute fino alla nausea dalla stampa ufficiale.

1. Chi ha bruciato i camion degli aiuti?
Una delle menzogne ripetute spesso è che Maduro ordinò l’incendio di due grandi camion carichi di aiuti che tentavano di attraversare il ponte che collega Venezuela e Colombia a Urenha. I media mainstream si attaccarono alla storia, affermando che “Due [camion] sono stati ridotti in cenere e due rubati dalle forze di Maduro”, come riporta The Telegraph. Il contesto qui è cruciale: come mostrano le immagini, i camion sono esplosi a circa 50 metri dal picchetto della Guardia Nazionale Bolivariana Venezuelana (GNB) e della Polizia Nazionale Bolivariana (PNB). Secondo testimonianze dei manifestanti di destra e poliziotti colombiani dall’altra parte del ponte, GNB e PNB usavano proiettili di gas lacrimogeno e gomma, che non sono né infiammabile né capaci di penetrare il serbatoio di benzina di un camion. Nessun proiettile, granate o lanciafiamme fu usati dal personale della sicurezza dello Stato venezuelano. In quanto tale, l’affermazione che GNB o PNB avessero incendiato i camion è difficile da capire. Al contrario, gli attivisti dell’opposizione furono visti lanciare molotov mentre si trovavano a pochi metri dai camion. Questi rapporti sono stati confermati da giornalisti in loco, tra cui la giornalista di TeleSUR Madelein Garcia e altri. Inoltre, Garcia riferiva che furono proprio i militanti dell’opposizione che diedero fuoco al camion, pubblicando foto che mostrano i dimostranti che versano benzina sui veicoli. “Ecco le prove di chi bruciò il camion col presunto aiuto umanitario a Urena, gli stessi guarimberos [manifestanti violenti]”. Il Ministro delle Comunicazioni venezuelano Jorge Rodriguez, da parte sua, affermò che i manifestanti erano stati pagati per incendiare i camion, indicando un video degli scontri tra sostenitori dell’opposizione e il deputato dell’Assemblea venezuelana Jose Manuel Olivares responsabile dell’operazione di “aiuto” al confine tra Venezuela e Colombia. Rodriguez sostiene che la lotta fu scatenata da una disputa sui pagamenti, ma non dava ulteriori prove a sostegno. Il media Lechuguinos intervistava fonti anonime presumibilmente coinvolte nelle proteste che affermavano di aver promessi 4000 dollari per bruciare il camion. Se è impossibile determinare con assoluta certezza la causa dei camion incendiati o il possibile malinteso dietro di ciò, tutti i rapporti e la logica di base contraddicono la conclusione generalizzata che la responsabilità sia dell’amministrazione di Maduro. Allo stesso modo, dobbiamo porre la domanda perenne, cui bono? La risposta è inequivocabile: Trump, Guaido e tutte le forze che cercano di razionalizzare la violenta estromissione di Maduro presentandolo come dittatore assetato di sangue che mantiene disperatamente nel bisogno di aiuto la propria gente.

2. Il governo Maduro davvero blocca l’assistenza umanitaria internazionale?
Un’altra delle grandi menzogne che circolano sui media internazionali è che il governo bolivariano blocca tutti gli sforzi internazionali per fornire cibo e medicine, mentre The Guardian afferma: “I venezuelani affamati che vivono nelle vicinanze si chiedono quando mangeranno la prossima volta”. La verità, piuttosto, è che Caracas ha richiesto e attualmente riceve assistenza umanitaria internazionale, specialmente da organismi multilaterali come Croce Rossa Internazionale (IRC), Nazioni Unite (ONU) ed organizzazioni sanitarie regionali. Il governo ha solo bloccato ciò che questi organismi umanitari hanno criticato come aiuti “politicizzati” provenienti dalla famigerata filiale USAID del dipartimento di Stato degli USA, che cerca di strumentalizzare gli aiuti come mezzo di cambio di regime. Solo 48 ore prima della resa dei conti del 23 febbraio, Maduro annunciava che il suo governo coordinava 2 miliardi di dollari di assistenza umanitaria “tecnica” con ONU e Gruppo di contatto internazionale guidato dall’UE. Questo è 20 volte ciò che Stati Uniti e loro alleati avevano promesso al Venezuela. Mentre il Gruppo di contatto deve ancora rilasciare un commento formale, una dichiarazione dell’UE alcuni giorni dopo confermava che l’organismo aveva fornito oltre 60 milioni di euro nel 2018 e 2019 come assistenza internazionale al Paese attraverso i canali ufficiali governativi. Nell’ambito di questo aiuto, veniva riferito che le autorità venezuelane fornivano a ONU/UE l’elenco di medicinali che non potevano acquistare sul mercato internazionale a causa delle sanzioni finanziarie imposte dagli Stati Uniti. Richiedevano assistenza internazionale per l’acquisto di questi beni, offrendosi di pagarla per intero. Parlando ai seguaci al termine di una manifestazione a Caracas, Maduro impegnava il governo ad acquistare tutti i prodotti alimentari che il Brasile è disposto a vendere e annunciava che un carico di 7,5 tonnellate di medicinali dalla Russia era arrivatp nella nazione caraibica in coordinamento con l’Organizzazione Panamericana della Sanità. I media mainstream corporativi convenientemente ignoravano le critiche puntate espresse da ONU, CRI ed oltre 70 organizzazioni umanitarie venezuelane e internazionali sulla “politicizzazione” di Washington degli aiuti umanitari. Né i media internazionali riferivano che ONU e CRI avevano annunciato l’ampliamento delle iniziative di aiuto esistenti nel Paese in coordinamento con l’amministrazione Maduro.

3. Quanti soldati hanno disertato?
Se tutto ciò non fosse abbastanza grave, i media internazionali rigurgitavano le affermazioni infondate di governo degli Stati Uniti, autorità colombiane ed Organizzazione degli Stati americani (OAS) che più di 100 soldati venezuelani avevano disertato il 23 febbraio, un dato che Mike Pence alzava a 200. Le autorità colombiane ulteriormente aumentavano i loro dati ufficiali a oltre 300. Ad oggi non veniva fornita alcuna prova di tali affermazioni e, visti gli interessi politici degli attori, dovrebbero suscitare scetticismo. Le presunte cifre furono ripetute dalla stampa mainstream, con una relazione della corrispondente della BBC, Orla Guerin, che menzionava oltre 100 diserzioni ma pubblicava una foto con solo sette soldati. Un video che mostrava Guaido rivolto ai soldati in Colombia fu rilasciato, ma i numeri non sembravano corrispondere alle diserzioni rivendicate. La più famosa “diserzione” ebbe luogo nelle prime ore del 23 febbraio quando tre guardie nazionali venezuelane guidarono un paio di auto blindate sul ponte Simon Bolivar e si consegnarono alle autorità colombiane. Prima di arrendersi alle forze colombiane, le guardie in fuga avevano speronato i loro veicoli contro la barriera sul lato venezuelano del ponte, ferendo un agente di polizia e un fotoreporter cileno in ciò che i testimoni oculari riferivano come tentativo deliberato di ferire gli astanti. Ulteriori video mostrano anche attivisti dell’opposizione venezuelani dalla parte colombiana dire alla polizia locale che i presunti disertori sono “I nostri, [loro sono] con noi!” Suggerendo che fosse una “diserzione” programmata. Sebbene non esista un numero esatto di soldati che abbiano lasciato i loro posti, le affermazioni diffuse dai media mainstream finora non sono state supportate da prove fotografiche o video o da rapporti sul campo.

4. L’aiuto conteneva medicine?
Un altro menzogna riprodotta dai media internazionali è l’idea che gli aiuti di Washington contenessero, oltre a cibo, medicine essenziali per i malati venezuelani condannati a morte da Maduro. “Quasi 200 tonnellate di aiuti in un convoglio di camion sono in attesa di attraversare diversi ponti al confine, compresi cibo e medicine, e i gas lacrimogeni furono sparati mentre i manifestanti cercavano di fermare la distruzione degli aiuti”, riferiva Sky News. Tuttavia, questa affermazione fu messa in discussione subito. Secondo il giornalista del New York Times Anatoly Kurmanaev, i camion che l’opposizione cercava di forzare al confine non contenevano “alcuna medicina”, con notizie che una “piccola” quantità di medicine veniva stoccata a Cucuta non confermata dall’USAID. Gli inventari iniziali dell’USAID non menzionavano medicine, elencando solo alimenti di base e prodotti per l’igiene personale tra gli “aiuti”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente India e Pakistan si scontrano Successivo Dichiarazione del rappresentante russo al Consiglio di sicurezza dell'ONU sul Venezuela