India e Pakistan si scontrano

Analysis Militarés 28 febbraio 2019

Il tema del giorno, senza dubbio e tutti sanno più o meno le linee generali, l’IAF lanciava un attacco sul territorio pakistano conclusosi con un aereo abbattuto e una serie di ipotesi su ciò che realmente sarebbe accaduto. La prima cosa da dire è che India e Pakistan sfruttano ogni possibilità in ogni secondo. Normalmente se il sangue non scorre a fiumi difficilmente riceve l’attenzione dei media perché vi sono duelli di artiglieria nella casa di Cristo, generalmente senza vittime. Oggi è accaduto qualcosa di più serio. Da cosa è causato questo interesse?
Si si come stanno le cose, quando si verifica un interesse ci si deve chiedere perché è successo e in questo caso “nome e cognome”: è una risposta dell’India al Pakistan per l’attacco suicida di pochi giorni prima.

Attacco in Kashmir: bomba uccide 40 poliziotti indiani
Il 14 febbraio un kamikaze causava una carneficina attaccando un convoglio indiano nel Kashmir. Circa 40 soldati vi morivano. Per la precisione si avevano 41 morti e 35 feriti. L’India proclamò di sospettarne il JeM, cioè Jaish-e-Mohammed, gruppo islamista nella regione. Inoltre, aggiunsero gli indiani, il Pakistan era responsabile perché ospitava tale organizzazione in alcuni campi di addestramento nella zona montuosa al confine col territorio indiano. L’inchiesta chiariva che l’attentatore suicida, Adil Ahmad Dar, era un membro del JeM. India e Pakistan sono stati per alcuni giorni in allerta fin quando il 26 febbraio gli indiani abbattevano un drone pakistano nella zona di confine del Gujarat. Succedeva l’altroieri. È noto che gli indiani si irritarono decidendo di avviare un’operazione di punizione contro i campi di addestramento del JeM nell’area montuosa del villaggio di Jaba, al confine col territorio indiano. Per ciò che si sa in questo momento, alle 3:45 del mattino, l’IAF lanciava un’operazione a cui partecipavano i seguenti velivoli:
12 caccia-bombardieri Dassault Mirage 2000H in modalità di attacco che decollavano dalla base aerea di Gwalior.
4 cacciabombardieri Sukhoj Su-30MKI da superiorità aerea della base di Bareilly
2 cacciabombardieri Dassault Mirage 2000H da guerra elettronica (EW)
1 drone IAI Heron da ricognizione ad Agra
2 velivoli AWACS (1 Beriev A-50EI e 1 Embraer E145) di Agra e Bhatimda
2 aerei cisterna Iljushin Il-78MKI di Agra.
L’attacco durò 21 minuti, lanciando bombe guidate Spice-2000 e missili Popeye 2..
Non ci furono perdite od incidenti tra le squadre dell’operazione dell’IAF.
Questo sarebbe il campo di addestramento di JeM attaccato nell’area di Jaba:

Il saldo degli attacchi arriverà dopo, quando tutto si sarà “decantato”. Ora ci sono troppe informazioni non confermate. Oltre a questo attacco, di grande peso, successivamente vi furono varie azioni in cui l’India perdeva un caccia MiG-21Bis, probabilmente abbattuto. Si trattava del MiG-21Bis ‘CU-2328’. Il pilota, il comandante Abhinandan Varthaman, finiva in territorio nemico e riceveva le “cure” dai pakistani.
L’India perdeva anche un elicottero, anche se tratterebbe di un incidente. Era un Mil Mi-17V5, caduto a Budgama. Da parte sua, l’India sostiene di aver abbattuto un F-16 pakistano.

Riassumendo:
– Nella tensione tra India e Pakistan, la prima cosa che va considerata è l’attacco che il JeM effettuò il 14 febbraio 2019, causando 41 morti e 35 feriti.
– L’India accusava il Pakistan di collaborare con JeM dandogli rifugio
– Il 26 febbraio 2019 l’India abbatteva un drone pakistano in Gujarat
– Alle 3:45 del mattino del 27 febbraio, l’IAF avviava un’operazione a cui partecipavano:
12 cacciabombardieri Dassault Mirage 2000H in modalità d’attacco
4 cacciabombardieri Sukhoj Su-30MKI da superiorità aerea
2 cacciabombardieri Dassault Mirage 2000H da guerra elettronica (EW)
1 drone IAI Heron da ricognizione
2 velivoli AWACS (1 Beriev A-50EI e 1 Embraer E145)
2 aereicisterna Iljushin Il-78MKI
L’attacco durava 21 minuti. Le vittime variano a seconda le fonti. Non ci furono perdite umane o materiali per l’IAF.
– Alle 10:20 del 27 febbraio, la PAF pakistana rispose inviando un gruppo aereo composto da caccia F-16, JF-17 e Mirage V che penetrava per pochi chilometri nello spazio aereo indiano sul Kalal venendo rilevato dalla difesa aerea indiana che inviava caccia MiG-21 per intercettarli (e tutto ciò che l’IAF aveva da inviare, era un MiG-21Bis UPG, un po’ penoso). Nello scontro il caccia MiG-21Bis UPG veniva abbattuto, forse da un cacciabombardiere JF-17 della PAF. Dall’India si affermava che un F-16 della PAF veniva abbattuto da un MiG-21Bis UPG dell’IAF usando un missile R-73.
– Inoltre, un elicottero Mil Mi-17V5 indiano si schiantava con la morte di 5-6 persone. Si parla d’incidente.
– Dopo l’arrivo dei media nell’area, ma non si verificavano altri scontri significativi.
Queste sarebbero le conseguenze degli attacchi. D’altra parte, è certo che l’India si preparava da 6 giorni agli attacchi. Con avvistamenti di mezzi corazzati muovesi verso l’area. E questo era il benvenuto al protagonista dell’abbattimento del MiG-21 indiano.
Sembra che la cosa si sia calmata ma non sarebbe il primo “fuoco” a bruciare di nuovo dopo che si pensava si fosse estinto. Quindi, attenzione a cosa succederà.

Parlando a una conferenza stampa, le Forze Armate indiane confermavano che un F-16 dell’Aeronautica Militare pakistana era stato abbattuto da un MiG-21Bis indiano, il 27 febbraio, in un scontro aereo. I militari indiani mostravano i resti di un missile AMRAAM prodotto negli Stati Uniti caduti sul lato indiano del confine del Kashmir, sparato da un F-16 pakistano durante l’attacco alle basi militari indiane. Il Pakistan aveva negato di aver impiegato caccia F-16 nell’attacco del 27 febbraio, sostenendo che alcun velivolo della PAF era stato abbattuto. L’AMRAAM è un missile aria-aria a medio raggio impiegato dagli F-16 del Pakistan.

Sputnik

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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