Conflitto aereo tra India e Pakistan: 3 velivoli abbattuti

La mattina del 26 febbraio, l’aviazione indiana attaccava la parte pakistana del Kashmir, secondo i media indiani, citando il governo indiano. Secondo la versione ufficiale, 12 velivoli Mirage-2000C dell’Aeronautica Militare indiana sganciavano sulle basi dei gruppi terroristici Jaish-e-Muhammad (JeM), Hizbul Mujahideen e LeT parecchie bombe a guida laser GBU-12 PAVEWAY, prodotte negli Stati Uniti, distruggendole completamente. Secondo l’agenzia indiana ANI, uno degli obiettivi distrutti dagli aerei era fuori dal Kashmir, nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa. “I campi terroristici di Balakot, Chakoti e Muzaffarabad sono stati completamente distrutti dagli attacchi aerei dell’Aeronautica militare e anche i posti di blocco del JeM sono stati distrutti”, riferiva ANI. “Questo era un passo necessario per proteggere il Paese: il Primo ministro Narendra Modi ha dato alle Forze Armate libertà di azione”, dichiarava il Ministro per lo Sviluppo delle Risorse Umane indiano Prakash Javadekar, dopo l’attacco. Successivamente, il Ministro degli Esteri indiano Vijay Gokhale dichiarava che i terroristi avevano pianificato nuovi attacchi in India e che l’attacco aereo era preventivo. Gokhale aveva anche detto che numerosi terroristi, inclusi i capi, venivano eliminati dall’attacco.
I rappresentanti pakistani confermavano che gli aerei militari indiani invasero lo spazio aereo del Pakistan colpendo un’area forestale a Muzafarabad (Kashmir), ma non riferivano nulla sulla distruzione del campo dei terroristi o sui morti. “Non ci sono perdite o danni umani”, aveva detto il Generale Azif Ghafour, portavoce dell’Aeronautica del Pakistan. Il Kashmir è oggetto di una disputa tra India e Pakistan dal 1947, quando l’India britannica, dopo aver ottenuto l’indipendenza, si divise in due Stati su base religiosa. Al momento nel Kashmir non esiste un confine di Stato: il suo territorio è diviso dalla cosiddetta Linea di Controllo, vicino cui avveniva l’attacco aereo.

Il 27 febbraio, 3 aviogetti da combattimento multiruolo F-16 pakistani presumibilmente si infiltravano nello spazio aereo indiano, sulla regione di Bimber Gali-Noushera della Linea di Controllo. Un F-16 veniva abbattuto dall’Aeronautica Militare indiana. Il Pakistan chiudeva il proprio spazio aereo.
La mattina la difesa aerea del Pakistan abbatteva un MiG-21 indiano nello spazio aereo del Pakistan e ne catturava il pilota, Maggiore Abhi Nandan. Il rappresentante delle Forze Armate del Pakistan, General-Maggiore Asif Ghafoor, affermava che le difese aeree del Pakistan avevano abbattuto due velivoli militari indiani sulla regione del Kashmir. Nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, nel distretto di Budgama, infatti un elicottero Mi-17 dell’Aeronautica Militare indiana precipitava, uccidendo i due piloti, nei pressi del villaggio di Garend Kalan. L’India chiudeva gli aeroporti di Pathankot, Leh, Srinagar e Jammu.
Durante la notte, vi sono stati scambi di tiri lungo il confine nella regione del Kashmir. Islamabad iniziava bombardare la parte del Kashmir controllata dall’India. Il portavoce della Difesa indiana dichiarava, “L’esercito indiano rispondeva per effetto e il nostro tiro mirato provocava gravi danni a cinque postazione e numerose vittime”; 4 morti e 7 feriti. 5 soldati indiani venivano feriti nel bombardamento pakistano.
In precedenza, l’India aveva condotto attacchi aerei “preventivi” contro le basi dei terroristi del Jaish-e-Mohammad (JeM) presso Balakot, vicino al Kashmir. Il JeM, il 14 febbraio, aveva effettuato un attacco a un convoglio della polizia indiana a Pulwama, nel Kashmir amministrato dall’India, uccidendo 45 poliziotti. La Ministra degli Esteri indiana Sushma Swaraj aveva dichiarato che il governo di Nuova Delhi ha effettuato i raid aerei “alla luce del continuo rifiuto del Pakistan di riconoscere e agire contro i gruppi terroristici sul suo territorio. L’India non desidera vedere un’ulteriore escalation in questa situazione. L’India continuerà ad agire con responsabilità e moderazione. L’obiettivo limitato di questo attacco preventivo era agire con decisione contro l’infrastruttura terroristica del Jaish-e-Mohammed al fine di impedire un altro attacco terroristico all’India”. Il Primo ministro Narendra Modi avvertiva che i responsabili dell’attentato “devono pagarla cara”.

Al 16° incontro dei Ministri degli Esteri di Russia, India e Cina (RIC) a Wuzhen, nello Zhejiang, in Cina, India, Cina e Russia avevano affermato che chi “commette, orchestra, incita o sostiene atti terroristici” ne va ritenuto responsabile, sollecitando la comunità internazionale a rafforzare la cooperazione globale contro il terrorismo delle Nazioni Unite. “I ministri hanno sottolineato che chi commette, orchestra, incita o sostiene atti terroristici va ritenuto responsabili e consegnati alla giustizia in conformità cogli impegni internazionali sulla lotta al terrorismo, inclusa la strategia globale antiterrorismo delle Nazioni Unite, con pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU e secondo norme FATF, trattati internazionali, e sulla base del principio “estradizione o perseguimento” e degli obblighi internazionali e bilaterali pertinenti e conformi con la legislazione nazionale. I ministri condannavano fermamente il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni, invitando la comunità internazionale a rafforzare la cooperazione globale antiterrorismo guidata delle Nazioni Unite,ad attuare pienamente le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) e la strategia globale antiterrorismo in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e i principi del diritto internazionale, pur rispettando sovranità ed indipendenza di tutti gli Stati, ed ad approvare e adottare rapidamente la Convenzione globale delle Nazioni Unite sul terrorismo internazionale al più presto”. Nella mattinata, la Ministra degli Esteri dell’Unione Indiana Swaraj indicava l’attacco terroristico a Pulwama, in cui 40 poliziotti furono uccisi dall’attacco rivendicato dal Jaish-e-Mohammed (JeM).

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Final Steps of the Multipolar Revolution: Containing the US in Europe Successivo Gli USA salvano lo Stato islamico in cambio dell'oro