Mike Pence: il cristiano-sionista che orchestra il golpe in Venezuela

Kurt Nimmo

Secondo la portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova, gli Stati Uniti si preparano ad armare segretamente l’opposizione in Venezuela. Da Sputnik: “Abbiamo le prove che le compagnie statunitensi e i loro alleati della NATO lavorano sull’acquisizione di una grande quantità di armi e munizioni in un Paese dell’Europa orientale per il successivo trasferimento alle forze d’opposizione venezuelane”. Invece della normale tattica neoconservatrice di creare un letamaio u inesistenti armi di distruzione di massa e altre spaventose storie da falò, per poi bombardare e invadere il Paese, sembra che la plebaglia sbirresca neo-con di Trump consideri (per ora) la via di Obama, armare l'”opposizione” (in Libia erano gli assassini salafiti, in Ucraina i fascisti russofobi) e contemporaneamente condurre una grande campagna di propaganda volta a demonizzare il leader eletto del Venezuela. Maduro sa che ha solo due opzioni: opporsi e combattere o fuggire dal Paese. Ha scelto la prima. Secondo un articolo pubblicato su Axios (Robert Wenzel), il principale istigatore non è John Bolton, Elliot Abrams o Mike Pompeo. È Mike Pence, il robotico vice cristiano-sionista di Trump. Anche il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, il segretario di Stato Mike Pompeo e il senatore Marco Rubio svolgono un ruolo fondamentale, ma fin dai primi giorni della presidenza Trump, Pence ha dominato la questione (Venezuela)…
Da congressista dell’Indiana, Pence si oppose ferocemente a Castro e inveiva contro il comunismo in America Latina. La sua fede ne traccia il lavoro. “Siamo con voi”, disse Pence a una folla di centinaia di venezuelani del sud della Florida nella chiesa cattolica di Nostra Signora di Guadalupe dopo il suo primo viaggio vicepresidenziale in America Latina nell’estate 2017. Pence fece in modo che Juan Guaidó affermasse falsamente di essere il “presidente ad interim” del Venezuela. Il 25 febbraio, Pence si recava a Bogotá “su invito del presidente della Colombia, sollecitando il”sostegno incrollabile” degli Stati Uniti a Guaidó, che avrebbe incontrato pure. Era il quinto viaggio di Pence in America Latina da vicepresidente”.
Secondo Newsweek: “Pence dovrebbe tenere il discorso in occasione di un vertice del gruppo di Lima alle 10.30, in seguito all’incontro coi capi regionali a Bogotà, in Colombia. L’incontro avviene pochi giorni dopo che i convogli di aiuti degli USA sono stati bloccati dalle truppe fedeli al Presidente Nicolas Maduro, che non è più riconosciuto come leader del Paese da Stati Uniti e altre nazioni occidentali, alla frontiera”. Durante il fine settimana, in seguito alle incursioni sui camion degli “aiuti”, Pence fu “costretto” (secondo il Miami Herald ) a chiedere formalmente “alla comunità internazionale” di considerare “tutte le opzioni” in Venezuela. In breve, Pence conduce lo sforzo per invadere il Venezuela, o almeno uno spietato bombardamento simile a quelli che resero Iraq e Libia Stati falliti devastati da una violenza senza fine, naturalmente era il piano di sempre, non importa quali fantasie parlassero di Sadam Husayn che incontrava e ospitava al-Qaida o giocasse con l’antrace (vendutogli da Stati Uniti e Paesi europei). Per la folla MAGA, Trump non può sbagliare. Ecco Lou Dobbs, erroneamente definito libertario anni fa. In verità, è semplicemente un altro compare dei neocon.
Trump potrebbe perdere dei sostenitori dopo aver bombardato il Venezuela, come quando bombardò una base aerea vuota in Siria, ma la stragrande maggioranza lo supporterà indipendentemente da ciò che fa. La conversione è quasi completa. MAGA è ora abbreviazione di neocon. Il Make America Great di Trump è indistinguibile dalla reclame neoliberista: gli Stati Uniti sono l’unica nazione eccezionale e indispensabile e questo gli dà libertà di strage e distruzione di società, specialmente nel “nostro cortile”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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