Il tour del principe ereditario saudita mostra un cambiamento strategico

Li Weijian, Global Times, 24/2/2019

La scorsa settimana il principe ereditario saudita Muhamad bin Salman bin Abdulaziz al-Saud si recava in Asia, visitando Pakistan, India e Cina. Lo scopo principale del viaggio era intensificare la portata diplomatica del Paese, rafforzando le relazioni con questi Paesi asiatici. Riyadh faceva affidamento sull’occidente. Tuttavia, avendo compreso che i Paesi occidentali non sono sempre affidabili, il principe saudita puntava sulla politica del “Look East” proposta dall’ex-re Abdullah bin Abdulaziz al-Saud. La politica, tuttavia, non significa che Riyadh taglierà i legami coll’occidente, specialmente gli Stati Uniti; preferirebbe cercare una diplomazia equilibrata. Riyadh cerca di agire con prudenza non mettendo tutte le uova nello stesso paniere. Questa caratteristica della diplomazia saudita è in linea con la tendenza della politica globale. L’ordine mondiale cambia. Gli Stati Uniti non possono più dominare gli altri. L’occidente deve riconoscere un mondo multipolare e l’ascesa della Cina. I Paesi di piccole e medie dimensioni erano influenzati dagli Stati Uniti. Dovevano dipendere da Washington per la protezione. Sulla scia di un mondo multipolare emergente, questi Paesi cercheranno una diplomazia più equilibrata. L’Arabia Saudita è una di questi. Inoltre, il viaggio in Asia di Muhamad deriva anche da considerazioni sugli interessi economici sauditi. Cina ed India sono importanti clienti petroliferi. Come Paese esportatore di petrolio, l’Arabia Saudita ritiene importante cercare mercati stabili in grado di assicurare i finanziamenti. Il petrolio è un importante fonte di reddito per il Paese. Cina ed India sono due di questi mercati. La missione del principe ereditario è guidare il Paese nello sviluppo sostenibile garantendosi nel contempo la sicurezza. Mantenere legami più stretti con Pakistan, India e Cina si basa su questi bisogni. Questo è lo scopo principale del tour asiatico di Muhamad. Gli interessi di Riyad non sono solo limitati all’energia. Lo sviluppo economico globale rallenta, quindi la domanda di petrolio è in declino. Anche l’uso crescente di nuove energie penalizza la domanda di greggio. L’Arabia Saudita ha tenuto conto della ridotta domanda di petrolio nel suo sviluppo. Sebbene il raggiungimento della “Visione 2030” dipenda da molti fattori, l’allontanamento da un modello di sviluppo economico largamente dipendente dal petrolio è la chiave per raggiungere gli obiettivi del Paese. L’Arabia Saudita spera di cooperare con più Paesi per sviluppare contemporaneamente molte aree.
Durante le visite, Muhamad firmava accordi con Islamabad per investire in una raffineria di petrolio a Gwadar, dove la Cina è impegnata nella costruzione del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). La Cina accoglie con favore il coinvolgimento saudita nel CPEC. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Geng Shuang affermava il 19 febbraio: “Il CPEC non solo favorirà il popolo cinese e pachistano, ma aiuterà anche la regione a migliorare la cooperazione economica e la connettività e a realizzare uno sviluppo comune. La Cina è pronta a impegnarsi nella cooperazione di terze parti col Pakistan sulla base del consenso”. La partecipazione di Riyadh al CPEC può essere considerata sostegno all’iniziativa Cintura e Via proposta dalla Cina. Secondo la BBC, il 18 febbraio, il ministro degli Esteri saudita Adil al-Jubayr aveva detto che lo Stato arabo “tenterà di allentare le tensioni tra i due paesi [India e Pakistan], Paesi vicini, e di vedere se c’è un percorso per risolvere pacificamente queste differenze”. L’Arabia Saudita mantiene relazioni amichevoli con entrambi i Paesi sebbene abbia legami più stretti col Pakistan che coll’India. L’Arabia Saudita e il Pakistan sono Paesi islamici e Riyadh si considera il leader del mondo islamico, nella speranza di mantenere la leadership. Tuttavia, l’influenza nel mondo islamico diminuisce a causa del declino della forza economica e di politiche errate su questioni come Siria ed embargo del Qatar. Per rafforzare la posizione, Riyadh deve impegnarsi di più. Dato che il Pakistan sostiene l’Arabia Saudita, quest’ultima ha dei legami con la nazione dell’Asia meridionale. Islamabad è entrata in tempi difficili con l’economia che soffre. L’offerta saudita di aiutare il Pakistan aiuterà Riyadh a mantenere la leadership nel mondo musulmano.

L’autore è ricercatore presso l’Intituto di Studi di Politica Estera degli Istituti per gli Studi Internazionali di Shanghai e Vicepresidente dell’Associazione cinese di studi sul Medio Oriente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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