Come gli USA recuperano i loro mercenari arrestati ad Haiti

Alexander Rubinstein, Mint Press 23 febbraio 2019

“Il fatto che gli Stati Uniti prendano costoro senza processarli, dimostra la cospirazione. Non volevano che finissero davanti ai tribunali haitiana”, Pierre Esperance, Rete nazionale per la difesa dei diritti umani

All’inizio della scorsa settimana, MintPress News riferiva che sospetti mercenari nordamericani furono arrestati mentre trasportavano fucili d’assalto e altre armi nella capitale haitiana Port-au-Prince, in rivolta contro la corruzione del governo. Come notava MintPress, molti haitiani credevano che costoro facessero parte di una squadra di mercenari ingaggiati dal presidente haitiano Joven Moise. Uno degli uomini, Chris Osman, scrisse su Instagram che operavano “per persone direttamente collegate all’attuale Presidente”. Osman era tra i cinque nordamericani, due serbi e l’haitiano arrestati dalle autorità haitiane. È un ex-Navy SEAL e un altro degli uomini, Christopher McKinley, lo era pure. Kent Kroeker, un altro degli arrestati, era un pilota del Marine Corps, e Talon Burton un ex-poliziotto militare dell’esercito americano, guardia di sicurezza del dipartimento di Stato e agente della Blackwater. L’ultimo nordamericano restante, Dustin Porte, un contractor della sicurezza privata e presidente di una società di contractors Patriot Group Services, che ha un subappalto da 16000 dollari col Dipartimento della Sicurezza Nazionale.
Dopo che furono arrestati, il ministro della Giustizia haitiano Jean Roody autorizzava l’estradizione dei nordamericani per essere processati negli Stati Uniti, secondo una lettera di Aly ottenuta dal Miami Herald. Ma al loro arrivo a Miami, fu chiaro che non avrebbero affrontato accuse negli Stati Uniti. Fonti federali lo confermavano all’Herald. “Il fatto che gli Stati Uniti prendessero tali persone e non le processino, dimostra che c’era una cospirazione. Non volevano che finissero davanti alla giustizia haitiana”, aveva detto Pierre Esperance, che guida la rete nazionale di difesa dei diritti umani ad Haiti. Il Senato di Haiti ordinava al consiglio di sicurezza del governo di rispondere alle domande sull’incidente. Il consiglio è guidato dal primo ministro Jean Henry Céant. Secondo un senatore che gli aveva parlato con lui, gli uomini doveva irrompere nella banca centrale per assassinare Céant. Inizialmente le autorità statunitensi intervennero dopo che Céant disse alla CNN che il gruppo era formato da “mercenari” e “terroristi”, garantendone la liberazione prima di apparire in tribunale. “Venivamo usati come pedine in una rissa pubblica tra il presidente Moise e l’attuale primo ministro di Haiti”, aveva detto Osman su Instagram. “Non siamo stati rilasciati, siamo stati salvati”. Apparentemente insoddisfatto della posizione dopo essere stato “salvato” dalle ricaduta dell’incidente internazionale a cui partecipava, Osman si lamentava: “I miei giorni fuori dagli Stati Uniti sono [sic] ufficialmente finiti perché sono denigrato da tutti i media del mondo”. Ancora, Osman ringraziava “il governo statunitense, il dipartimento di stato, l’ambasciata statunitense ad Haiti, l’ambasciatore statunitense ad Haiti e le centinaia di uomini e donne che arrivavano a salvarci”.
Le proteste si calmavano dopo 10 giorni di intensi conflitto ad Haiti, ma la liberazione dei mercenari rinnovava la rabbia dell’opposizione, moltiplicata dai media. Una personalità dei media haitiana a bordo del volo da Haiti a Miami che trasportava i mercenari dichiarava alla pubblicazione dei veterani statunitensi Task & Purpose che erano scortati dai funzionari del governo indossando “uniformi blu navy con ciò che sembrava il distintivo della Homeland Security sulle spalle”- Tuttavia, non è chiaro se fosse così, poiché la Pattuglia doganale e della frontiera della Sicurezza nazionale non rispose alla richiesta sul commento di Task & Purpose, mentre “dipartimento di polizia della città di Miami, dipartimento di polizia di Miami-Dade, FBI, TSA e Servizio degli sceriffi degli USA” negava un coinvolgimento.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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