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La Germania rigetta Macron e il ricatto degli USA

Finian Cunningham, SCF 13.02.2019

È stato pubblicamente presentato come “compromesso” franco-tedesco quando l’UE esitava ad adottare una direttiva sul gas che minasse il Nord Stream 2 del la Russia. Ciononostante, a parte la retorica diplomatica, il blocco di Berlino dell’offerta del presidente francese Emmanuel Macron d’imporre regole più severe sul progetto del gas Nord Stream 2 era senza dubbio un fermo rifiuto a Parigi. Macron voleva dare all’amministrazione UE di Bruxelles maggiore controllo sul nuovo gasdotto che collega Russia e Germania. Ma alla fine il cosiddetto “compromesso” era il rifiuto della proposta di Macron, riaffermando la Germania nel ruolo principale nell’attuazione del Nord Stream 2 insieme alla Russia. Il gasdotto da 11 miliardi di dollari e di 1200 chilometri diventerà operativo alla fine di quest’anno. Estendendosi dalla terraferma russa sotto il Mar Baltico, raddoppierà l’offerta di gas naturale dalla Russia alla Germania. Il governo di Berlino e l’industria tedesca considerano il progetto vitale per l’economia sempre più solida del Paese. Le forniture di gas saranno anche distribuite dalla Germania ad altri Stati europei. I consumatori avranno prezzi più bassi per il riscaldamento di case e aziende. La tardiva ingerenza di Macron fu quindi respinta da Berlino. Un rifiuto fu dato anche alla pressione rafforzata da Washington per cancellare il progetto Nord Stream 2. La settimana scorsa, l’ambasciatore statunitense in Germania Richard Grenell e altri due inviati statunitensi scrivevano un editoriale per Deutsche Welle in cui accusavano la Russia di cercare di “ricattare con l’energia” la geopolitica europea. Perché Macron, all’ultimo minuto, tentava di minare il progetto ponendo regole più rigide è una domanda curiosa. Tali regolamenti extra, se fossero stati imposti, avrebbero reso più costosa il gas russo. A quanto pare, il progetto andrà avanti senza restrizioni onerose. In breve, Macron e le viziose tattiche di Washington, insieme agli Stati dell’UE ostili alla Russia, Polonia e Paesi baltici, sono sostituiti in Germania dall’affermazione degli interessi nazionali assicurandosi approvvigionamenti economici e abbondanti di gas dalla Russia. Altri Stati membri dell’UE che appoggiano Berlino sul Nord Stream 2 sono Austria, Belgio, Cipro, Grecia e Paesi Bassi. Le affermazioni di Washington secondo cui il Nord Stream 2 darebbe alla Russia una leva sulla sicurezza dell’Europa furono riprese da Polonia e Stati baltici. Polonia, e l’Ucraina, rischiano di perdere miliardi di dollari di tasse sul transito. Tale mossa, tuttavia, è prerogativa di Germania e Russia per trovare una modalità di approvvigionamento più economica. Inoltre, che diritto ha l’Ucraina di fare richieste su una questione bilaterale che non è affar suo? La malafede di Kiev per il mancato pagamento delle bollette del gas alla Russia disgusta le opinioni ragionevoli. Un altro fattore è l’intrinseca russofobia dei politici polacchi e baltici che vedono tutto ciò che riguarda la Russia col prisma della paranoia.
Per gli statunitensi, è palese vogliano vendere il proprio gas naturale molto più costoso al gigantesco mercato energetico europeo, al posto del prodotto russo. Sulla base di dati di mercato oggettivi, la Russia è il fornitore più competitivo per l’Europa. Gli statunitensi quindi cercando di strappare un affare strategico attraverso propaganda e pressione politica. Ironia della sorte, l’ambasciatore statunitense Richard Grenell ef altri inviati nordamericani scrivevano nel loro articolo “L’Europa deve mantenere il controllo della sicurezza energetica”. Il mese scorso, Grenell minacciò le imprese tedesche ed europee coinvolte nella costruzione di Nord Stream 2 di affrontare sanzioni punitive statunitensi. Evidentemente, sono gli statunitensi a “ricattare” per costringere gli altri a sottomettersi, non la Russia. Tornando a Macron. Cos’era la sua tardiva tattica viziosa su Nord Stream 2 e in particolare i tentativi di ripianarli della Germania se fossero stati imposti regolamenti extra? Sembra poco plausibile che Macron improvvisamente si preoccupasse per Polonia e Stati baltici nella loro paranoia per la presunta invasione russa. Macron cercava di raccogliere i favori dall’amministrazione Trump? Il suo iniziale rapporto ossessivo con Trump è svanito sin dai primi giorni della presidenza nel 2017. Facendo in modo che l’intenzione di Washington di minare il progetto Nord Stream 2 si avverasse, Macron cercava di ingraziarselo di nuovo? Le contraddizioni su Macron sono esagerate. Dovrebbe essere un campione di “cause ecologiche”. Un importante fattore del desiderio della Germania per il progetto Nord Stream 2 è che l’aumento dell’offerta di gas ridurrà la dipendenza della potenza europea da combustibili sporchi come carbone, petrolio ed energia nucleare. Rinforzando le barriere normative, Macron rende più difficile a Germania ed Europa passare a fonti di energia più pulite come il gas naturale russo. Inoltre, se Macron fosse riuscito ad imporre norme più severe sul progetto Nord Stream 2, avrebbe inevitabilmente aumentato le bollette del gas. Questo mentre il suo governo viene assalito dalle proteste nazionali dei Gilet Fialli per il costo della vita in aumento, in particolare gli aumenti dei prezzi del carburante. Un possibile fattore nel tentativo di sabotaggio di Macron dei piani tedeschi di Nord Stream 2 era il dispiacere per il rifiuto di Berlino della sua tanto vantata agenda di riforme dell’Eurozona nell’UE. Nonostante la sincera amicizia di Macron con la cancelliera Angela Merkel, Berlino ha continuamente respinto le ambizioni riformistiche del capo francese. È difficile discernere quali siano i veri obiettivi delle riforme di Macron. Ma sembrano costituire una “carta del banchiere”. Molti eminenti economisti tedeschi hanno vanificato i suoi piani, che a loro avviso porteranno altri salvataggi finanziati dai contribuenti di banche insolventi. Dicono che Macron cerchi di allontanare l’UE dall’economia sociale di mercato piàù di quanto il blocco non abbia già fatto. Ciò a cui Macron, ex-banchiere Rothschild, sembra sforzarsi è la replica delle sue politiche pro-ricchi e anti-lavoratori che impone alla Francia e che sarebbero estese a tutta l’Eurozona. Berlino non le compra, realizzando che tali politiche eroderanno ulteriormente il tessuto sociale. Questo potrebbe essere il motivo principale per cui Macron ha provato a utilizzare il progetto Nord Stream 2 come leva su Berlino.
Alla fine, Macron e Washington, pur lavorando per obiettivi diversi, furono sconfitti nel tentativo di sabotare il commercio energetico tra Germania, Europa e Russia. Il Nord Stream 2, come il Turk Stream russo nel sud dell’Europa, sembra inevitabile per pura forza naturale del partenariato. Su questa nota, i commenti del governo ungherese erano adatti. Budapest accusava alcuni capi europei e gli Stati Uniti di “enorme ipocrisia” nel denigrare l’associazione con la Russia per il commercio di energia. Macron ha già frequentato un forum di economia a San Pietroburgo, eppure ultimamente cercava di “ricattare” e sconvolgere la Germania sui piani commerciali con la Russia. Per gli statunitensi, la loro arrogante ipocrisia va oltre le parole. Oltre a cercare di dettare all’Europa i “principi del mercato” e la “sicurezza energetica”, questa settimana veniva riferito che Washington chiede lo stesso all’Iraq di porre fine all’importazione di gas naturale dal vicino Iran. L’Iraq è paralizzato dalle carenze di energia elettrica a causa della guerra criminale che gli Stati Uniti intrapresero contro il Paese nel 2003-2011, distruggendone gran parte delle infrastrutture. L’Iraq ha bisogno di approvvigionamenti di gas iraniano per mantenere in funzione luce e ventilatori. Eppure, qui gli Stati Uniti ora dettano all’Iraq la fine all’importazione del vitale combustibile iraniano per conformarsi alle sanzioni dell’amministrazione Trump contro Teheran. L’Iraq è furioso per tale bullismo dai Washington nei suoi affari sovrani. L’ipocrisia di Washington e dei politici elitari come Emmanuel Macron è troppo da sopportare. Forse la Germania e altri finalmente capiscono che ciarlatani siano.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “La Germania rigetta Macron e il ricatto degli USA”

  1. Macron in qualità di presidente insediato dai Rothschild ha l’obbligo di contrastare il north stream2, ma come presidente francese firma il trattato di Aquisgrana. da un lato dice ai suoi mandanti “ce l’ho messa tutta a fermare il north stream2”, dall’altro si aggancia all’asse russia-germania. molto scaltro, bravo macron. al posto della germania come hub del gas russo per l’europa potevamo esserci noi, ma zio sam ci ha fatto “bù” e noi siamo usciti dal south stream mettendoci sotto schiaffo israeliano.

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