Perché il nuovo missile da crociera dell’Iran spaventa Israele

Military Watch 7 febbraio 019

Durante un’esibizione della difesa per il 40° anniversario della rivoluzione iraniana del 1979, che portò all’istituzione dell’attuale Repubblica islamica, le Forze Armate iraniane hanno svelato il nuovo missile da crociera a medio raggio Hoveyzeh, uno dei numerosi sistemi d’arma sviluppati negli ultimi anni migliorando seriamente la capacità del paese di proiezione di potenza sul Medio Oriente. Secondo quanto riferito, il sistema missilistico ha una gittata di 1350 km ed è in grado di colpire obiettivi in tutta la regione e in Asia centrale. Questa gittata offre agli iraniani la copertura di obiettivi chiave dei principali avversari regionali, clienti della difesa regionale del blocco occidentale, Israele e Arabia Saudita. Questa è la prima volta che il Paese schiera un sistema missilistico da crociera in grado di colpire tali obiettivi dal territorio iraniano.
Mentre l’Iran ha un programma sui missili balistici sin dagli anni ’80, che con lo sviluppo di piattaforme come Shahab-3 e Khorramshahr (varianti costruite su licenza dei nordcoreani Rodong-1 e Musudan) dando la possibilità di colpire Riyadh e Tel Aviv, lo sviluppo del missile da crociera a lungo raggio rappresenta una capacità fondamentalmente nuova. La rotta del missile pone una nuova sfida alle difese missilistiche dei potenziali avversari e la piattaforma è molto più difficile da individuare e tracciare nelle fasi iniziali e intermedie del volo. La rete della difesa aerea israeliana, in particolare, che è fortemente orientata alla difesa dai missili balistici con sistemi come David’s Sling e Barak 8, e in misura minore contro artiglieria a razzo con sistemi come l’Iron Dome, è meno adatta ad intercettare missili da crociera e aerei da combattimento. L’unico sistema in servizio e in grado di intercettare tali obiettivi, la batteria dei missili Patriot della Raytheon schierata anche dall’Arabia Saudita, dimostrava un’efficacia discutibile anche contro attacchi aerei relativamente basilari. Ciò fu dimostrato nella Guerra del Golfo del 1991, nella guerra saudita contro gli yemeniti e, più recentemente, col volo di un drone iraniano nello spazio aereo israeliano, che eluse più salve delle batterie dei Patriot.
Gli analisti israeliani della difesa vedono lo schieramento dell’Hoveyzeh con molta apprensione, affermando in un rapporto: “con il terzo test, l’Hoveyzeh, appartenente alla famiglia dei missili da crociera Soumar, ha dimostrato che, mentre Ministero della Difesa israeliano ed amministrazione della ricerca e l’Agenzia per la difesa missilistica degli Stati Uniti erano intenzionati a sviluppare missili capaci di colpire bersagli al di fuori dell’atmosfera terrestre, la Repubblica Islamica riusciva a produrre missili da crociera che a bassa quota volano sul bersaglio al di sotto dei radar. “A tale proposito, il nuovo missile da crociera è ideale per sfuggire alle difese missilistiche dei clienti della difesa degli Stati Uniti in Medio Oriente, e compiere attacchi di precisione contro obiettivi chiave. La precisione della piattaforma, il tipo di testata che trasporterà e la quantità in cui sarà prodotta, restano da vedere. Se l’Hoveyzeh venisse utilizzato per effettuare attacchi ai radar od installazioni di difesa aerea israeliani o sauditi nelle prime fasi di un conflitto, potrebbe rivelarsi un considerevole moltiplicatore di forze per le Forze Armate iraniane, facilitando una maggiore penetrazione da parte dei molto più numerosi missili balistici del Paese che violeranno una rete della difesa aerea notevolmente indebolita.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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