L’Iran svela l’impianto missilistico sotterraneo

PressTV 8 febbraio 2019

L’Iran inaugurava uno stabilimento sotterraneo per la produzione di missili balistici della Divisione Aerospaziale del Corpo della Guardia Rivoluzione Islamica (IRGC). “Svelare questa città sotterraneo per la produzione di missili è una risposta alle chiacchiere dagli occidentali, che presumono che possano limitarci e dissuaderci dal perseguire i nostri obiettivi a lungo termine attraverso minacce e sanzioni”, dichiarava il Generale Mohammad Ali Jafari, comandante dell’IRGC, durante la cerimonia d’inaugurazione. La cerimonia, a cui partecipava il comandante della Divisione aerospaziale dell’IRGC, Generale di Brigata Amir Ali Hajizadeh, aveva presentato il missile superficie-superficie denominato Dezful. “Oggi la produzione in serie di avanzati missili è una realtà nella forza aerospaziale dell’IRGC”, affermava Jafari.

Il programma di difesa dell’Iran non è negoziabile
Altrove nelle osservazioni, Jafari indicava che la difesa dell’Iran potrebbe essere in linea con la dottrina della deterrenza del Paese e non è affatto aperta a negoziati. “La capacità difensiva dell’Iran è di natura deterrente e in linea col mantenimento della sicurezza nazionale, e non può essere soggetta ad alcuna transazione o negoziazione”, affermava il comandante. Aveva detto che il Paese dichiara il possesso del pieno potere difensivo alla vigilia del 40° anniversario della vittoria della sua rivoluzione islamica. Jafari aveva anche affrontato in particolare le richieste dei Paesi europei ad avviare negoziati sul suo programma missilistico prima che entri in vigore lo strumento di supporto alle borse commerciali (INSTEX). INSTEX è un meccanismo di pagamento non basato sul dollaro, che i Paesi europei annunciavano per salvaguardare il commercio coll’Iran di fronte alle sanzioni degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. “Oggi gli europei parlano d’imporre restrizioni e sanzioni alla nostra capacità difensiva, mentre, in modo egregio, la loro capacità offensiva viene utilizzata per attaccare popoli oppressi e inermi nel mondo”, affermava. “Ma, rafforziamo con orgoglio la nostra capacità difensiva e non abbiamo paura di nulla”, dichiarava il comandante.

Sicurezza nazionale come linea rossa
Hajizadeh, nel frattempo, descriveva la sicurezza nazionale come la linea rossa delle Forze Armate iraniane, affermando che il missile Dezful era l’ultimo risultato delle attività di ricerca della divisione aerospaziale. Descrivendo le caratteristiche del proiettile, confrontava il successo ottenuto nella sua produzione con quello del missile balistico Zolfaqar, la cui produzione di massa era iniziata nel settembre 2016. Tuttavia, la gittata del Dezful raggiunge i 1000 chilometri, 300 chilometri in più del Zolfaqar, dalla potenza distruttiva raddoppiata “dati i materiali speciali usati per la sua testata”, dichiarava il comandante. Hajizadeh affrontava anche i recenti commenti dei Paesi europei sulla potenza dei missili iraniani. Tali commenti includevano la richiesta della Francia all’Iran di “cessare immediatamente tutte le attività relative ai missili balistici progettati per trasportare armi nucleari, compresi i test che utilizzano la tecnologia dei missili balistici”. Le autorità iraniane hanno invariabilmente affermato che il programma missilistico del Paese non è stato stabilito per scopi non convenzionali e s’intende solo come parte della capacità di dissuasione del Paese. Il comandante ricordava che i Paaesi europei avevano fornito varie forme di sostegno alll’ex-dittatore iracheno Sadam Husayn durante l’invasione dell’Iran nel 1980-1988. “Dovrebbero essere responsabili del sostegno a Sadam e dei crimini contro la nazione iraniana”, dichiarava, aggiungendo “Non ci fidiamo degli europei, ed è meglio per loro non sacrificarsi per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump”. Apparentemente si riferiva ai Paesi europei che riecheggiano la posizione di Washington sulla Repubblica islamica e il loro tentativo di fare pressioni analoghe su Teheran.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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